CON MATERADIO É GIÁ 2019

1

ida leonedi IDA LEONE

Io lo so perché Materadio, la kermesse radiofonica che Radio Tre Rai trasferisce a Matera a settembre di ogni anno dal 2011, mi piace cosí tanto.

Mi piace cosí tanto perché é esattamente cosí che avevamo immaginato il 2019, quando abbiamo scritto il dossier. Lo avevamo immaginato proprio cosí: che giri l’angolo, e sbatti contro Peppe Servillo che mangia il gelato, a passeggio con Francesco Piccolo, dopo che entrambi, da un palco, ti hanno fatto emozionari, e ridere. Svolti in una piazzetta, e suonano Vivaldi; entri nella incantata grotta di tufo di Casacava e stanno suonando il jazz, poi la taranta, poi la musica sperimentale di un collettivo. Arrivi in piazza S. Giovanni, e c’é Bollani, e l’anno scorso c’era Vinicio Capossela, e due anni fa l’Orchestra di Piazza Vittorio, cosí, come se nulla fosse.

E come se nulla fosse l’aria risuona di poesia (l’anno scorso, un indimenticabile toccante recital di Mariangela Gualtieri), del racconto delle cittá invisibili di Calvino, di Marco Polo e del Khublai Khan, del racconto di idee e stimoli nuovi, di confronti  di altissimo livello (Galimberti, Zoia, Moni Ovadia, fisici ed astronauti, scienziati e letterati). In Piazza Vittorio Veneto c’é una enorme bolla colorata, una mezza mongolfiera, dentro quale i Rulli Frulli (??) raccontano dei loro progetti con le scuole, i disabili, dei loro laboratori per la fabbricazione di strumenti musicali da oggetti riciclati, dei loro concerti collettivi.

E sabato sera, un “concerto per pubblico e orchestra” nel quale una vera orchestra di musica classica suona brani originali, e il pubblico partecipa attivamente, usando caramelle (sí, caramelle!), 1.000 kazoo, e la voce. Ci si diverte tutti insieme, un rito collettivo liberatorio. Cosa c’é di piú vivificante ed emotivamente coinvolgente che cantare in coro, tutti? i tifosi di un qualunque sport lo sanno bene. E magari intanto si impara qualcosa sul ritmo, sulla scala musicale, sull’andare a tempo agli ordini di un direttore d’orchestra, sulla co-creazione. Open Future. Cose da abitanti culturali, insomma.

materadio2016

Era cosí, che lo avevamo pensato. Ed é un pensiero collettivo condiviso, se é vero che il pubblico – totem maledetto e spauracchio di chiunque produca cultura – é andato progressivamente aumentando, tanto che quest’anno Casacava scoppiava, e tanti sono rimasti fuori, dovendosi accontentare di maxischermo e maxiaudio.

Torno da Matera confortata da questa certezza di luce in fondo al tunnel: il 2019 é giá qui, ed é proprio cosí che lo abbiamo sognato.

Condividi

Sull' Autore

Ida Leone

Esperta di Fondo Sociale Europeo e delle politiche della formazione e del lavoro. Mi interesso anche di fenomeni di innovazione sociale e civic hacking: open data, wikicrazia, economia della condivisione, creazione ed animazione di community di cittadini. Sono membro del gruppo di lavoro che ha portato Matera a Capitale europea della cultura per il 2019. Sono orgogliosamente cittadina di Potenza e della Basilicata, e lavoro e scrivo per migliorare il pezzetto di mondo intorno a me.

1 commento

  1. Pingback: Materadio. Ed è subito 2019 |

Lascia un Commento