‘Mayday, mayday, il Sud lancia l’allarme’

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I segnali di crescita che il Mezzogiorno e le isole hanno dato in questi ultimi tre anni non sono sufficienti a ridurre le distanze con il Nord nè a sanare gli effetti della crisi che questa parte d’Italia ha vissuto. Continuando di questo passo – e supponendo un cammino con la stessa andatura del triennio 2015/2017 – occorreranno non meno di dieci anni per ritornare alle condizioni dell’anno precrisi, il 2007. Se tutto va bene e se le turbolenze che incombono sui mercati finanziari e sugli scambi internazionali non attiveranno shock inaspettati, dopo quasi un quarto di secolo – sette anni di crisi e tredici di ripresa – si ritornerà al punto di partenza. Lo sostierne il nuovo report della Fondazione Curella che porta il titolo emblematicp di  ‘Mayday, mayday, il Sud lancia l’allarme'”. 

“Il ritorno del ciclo in territorio positivo e la rimozione di alcune rigidità del mercato del lavoro – secondo l’indagine – hanno impresso una spinta all’occupazione, aumentata l’anno scorso di 71 mila unita’ e nell’ultimo triennio di 266 mila. La performance ha coperto solo una parte del tracollo precedente: nel decennio 2007/2017 il sistema produttivo ha registra la scomparsa di 345 mila posti di lavoro”.
“Sul fronte occupazionale – sottolinea l’indagine – si è consolidata la presenza di lavoratori di età più matura, a scapito di quelli in piena eta’ attiva, e la partecipazione delle donne a svantaggio degli uomini, mentre sono cresciuti gli impieghi a tempo parziale a danno del tempo pieno. Negli ultimi dieci anni gli occupati da 55 anni in su sono aumentati di circa 500 mila unita’, principalmente per l’innalzamento delle aspettative di vita e dell’eta’ pensionabile; sono diminuiti invece di 661 mila quelli in piena eta’ attiva (25/54enni). Gli occupati d’eta’ giovanile (15/24enni) si sono ridotti di 184 mila, sia per la crisi sia per il calo demografico e l’aumento dei livelli d’istruzione. Nel decennio le lavoratrici sono aumentate  di 65 mila unita’ e i lavoratori diminuiti di 409 mila. La componente femminile ha trovato per la maggior parte sbocchi in attivita’ dei servizi, con occupazioni precarie a tempo parziale’.
Sul versante della domanda, i consumi delle famiglie – dei residenti e non residenti – hanno presentato un ritmo di crescita simile al precedente (+1,1%) sostenuti dalla discreta performance dell’occupazione. Tra gli 8,2 milioni di famiglie residenti, 700 mila famiglie costituite da circa 2 milioni di persone soffrono condizioni di poverta’ assoluta, con risorse insufficienti a garantire un livello di vita accettabile. Si tratta dei potenziali beneficiari del reddito d’inclusione, una pletora di indigenti in cui verranno selezionati quelli in regola con i requisiti per accedere ad un contributo economico di circa 500 euro per diciotto mesi rinnovabili per altri dodici.
Gli investimenti sono aumentati del 3%, incoraggiati dalle aspettative favorevoli sulla domanda, dalla politica monetaria accomodante, dalle condizioni di finanziamento tuttora convenienti. Gli investimenti in costruzioni hanno per contro stentato a prendere slancio (+1,6%), sorretti soprattutto dai lavori di ristrutturazione e da interventi di riqualificazione energetica. Hanno continuato a incontrare difficolta’ le nuove costruzioni sia residenziali che economiche, compreso il comparto delle infrastrutture.
Dal lato della produzione, il contributo dei rami di attivita’ e’ generalmente positivo, ad esclusione dell’agricoltura che ha scontato le conseguenze delle cattive condizioni climatiche (-2,6%). Il valore aggiunto industriale ha registrato un incremento dell’1,5%. L’attivita’ delle costruzioni, in aumento dell’1,3%, si è mantenuta di 1/3 inferiore a dieci anni prima. Il valore aggiunto prodotto dai servizi ha realizzato il quarto incremento consecutivo (+1,1%), avvicinando il traguardo del pieno recupero delle perdite precedenti: resta da riscattare meno del 3%.
Gli elementi di rischio al ribasso sono piu’ che altro riconducibili ad accadimenti di natura geopolitica su scala internazionale, dice il presidente della Fondazione ,il prof. Pietro Busetta. Ed è lo scenario che stiamo vivendo con l’instabilità creata dallal situazione politica italiana

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Sull'Autore

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa
Online dal 22 Gennaio 2016
Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall’agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line ” talenti lucani”, una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell’opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.


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