La nomina dei direttori generali fatta dalla Giuntadi Basilicata approda mercoledi’ in prima commissione consiliare, secondo l’art.47 dello Staturo che assegna l’attività di controllo sull’organizzazione e sul funzionamento della Regione. Che è cosa diversa dall’attività ispettiva dei singoli consiglieri e attiene al potere del Consiglio di richiedere per l’esame atti sui quali emergono perplessità , interpretazioni diverse o elementi di illiceità. L’appuntamento è quindi importante non solo per l’argomento delle nomine, che ha innescato polemiche a non finire, ma anche , e soipratutto, perché ristabilisce , istituzionalmente e politicamente, la dignità del ruolo “alto ed autonomo” del Consiglio regionale rispetto all’azione dell’Esecutivo. Cosa che non si vedeva da quarant’anni, dai tempi in cui saggiamente si affidava all’opposizione la guida della massima Assemblea regionale proprio per esaltare questo ruolo di ultima istanza del Consiglio . Che poi questa novità sia ascrivibile ad un ruolo di terzietà assunto nella circostanza dal presidente Pittella, può essere un fatto apprezzabile di scelta politica, ma potrebbe solo ricondursi alla normalità di gente che ha un proprio spessore, una propria dignità e non si ripiega a fare da zerbino alla volontà del Dominus della Giunta regionale. Dallo svolgimento si capirà se, e fino a dove, questo ruolo di terzietà verrà portato avanti. La questione è di una notevole portata politica. C’è una norma che invita i Governi regionali ad utilizzare le risorse professionali interne alle Amministrazione e a non applicare in maniera indiscriminata e immotivata il solo criterio fiduciario. E’ una questione di risparmio perché allo stipendio che già il dirigente interno prende, si aggiungerebbe solo la retribuzione di risultato e la differenza stipendiale della nuova carica. La Corte dei Conti di alcune regioni si sono pronunciate per danno erariale e vanno avanti a difendere quella pronuncia. La magistratura contabile lucana ha sempre censurato dal 2019 al 2022 a posteriori questo comportamento, in sede di ratifica dei rendiconti dell’anno precedente. Ma l’avvertimento qualcuno lo ha preso come una tiratina di orecchi e non come un cartellino giallo rispetto ad un’azione da non ripetere. Invece , ed è qui l’esame del Consiglio, il segretario del Sindacato Direr, Raffaele Beccasio, ha chiesto espressamente e carte alla mano, la bocciatura dell’ultima delibera dalla quale si evince , parlando in termini calcistici, un fallo da espulsione: cioè non solo la Giunta ha ignorato i reiterati inviti a verificare concretamente se nelle fila dei dirigenti ruolo della Regione vi fossero professionalità idonee a ricoprire gli incarichi di direttore generale, ma, di più, con un gesto di sfida, ha nominato – cosa mai accaduta in passato – solamente dirigenti estranei ai ruoli della dirigenza regionale, e pure senza uno straccio di motivazione!. Vi è di più: ed è che la nomina è stata fatta prima che formalmente venissero approvati gli elenchi ( evidentemente fatti a posteriori dopo le polemiche e gli articoli sui giornali) dei dirigenti interni ritenuti idonei. Una pezza peggiore del buco! C’è da augurarsi che la riunione della Commissione dia una dimostrazione generale di buon senso e di assunzioni di responsabilità, non solo per via del fatto che la prossima censura della Corte dei Conti potrà avere effetti pecuniari e penali sull’intera composizione dell’assemblea, ma soprattutto per la necessità che la gente avverte di sapere se questa interpretazione selvaggia dello spoil System , partorita anni fa dal napoletano Caldoro e portata avanti nella nostra regione dal lucano-napoletano Bardi, sia da applicare, da cancellare o da modificare, con l’indicazione degli specifici incarichi fiduciari, con un motivato provvedimento di regolamentazione. Rocco Rosa
MERCOLEDI’ BARDI SI GIOCA IL SUO PERSONALE SPOIL SYSTEM
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