La formazione è stata fatta, per la vaccinazione antitetanica e’ stata trovata una soluzione, i kit ( indumenti e attrezzi) sono stati distribuiti ai primi 60 migranti . Insomma l’operazione di mettere al lavoro per servizi di pubblica utilità è finalmente arrivata alla partenza. Il progetto, come si sa vede impegnati l’agenzia Lab, per la formazione e l’acta per la utilizzazione, per sei mesi, in via sperimentale. Se funziona verrà replicato , sempre come contributo a rotazione dei migranti per questo apporto alla pulizia della città. Per riffe o per raffe, il Comune di Potenza si trova a gestire abbastanza personale nei servizi di pulizia, raccolta e di manutenzione del verde. Ai migranti di cui sopra si sono aggiunti i lavoratori ex cassintegrati di lungo corso entrati nel progetto di inclusione sociale, e non è chi non veda la loro presenza sulle strade della città. Se l’obiettivo di far tornare il capoluogo regionale una città pulita e ordinata non si coglie questa volta, difficilmente lo si potrà cogliere mai. Quello che deve essere chiaro è comunque lo spirito del progetto, che non è di procurare mano d’opera in.. nero , ma di fare un esperimento di inclusione (e di coesione) sociale attraverso lo sviluppo di adeguati processi di integrazione che partono anche dal contributo che gli stessi migranti intendono fornire alle città di accoglienza. Il progetto – è scritto nella convenzione con la Prefettura- intende realizzare un programma di interventi costanti ed organici che include al suo interno la cura e la salvaguardia delle aree verdi tramite interventi di pulizia delle caditoie, lo sgombro delle erbacce e la pulizia degli extra guard-rail, pulizia aree a verde, spargimento sale, rimozione della neve. E’ chiaro dunque che deve esserci un percorso trasparente e visibile di questo imnpegno dei migranti, non messi a fare l’aiuto, dell’aiuto di un netturbino, ma l’acquisizione di esperienza pratica della gestione e pulizia del verde e nella tenuta delle strade. In questo senso era auspicabile che anche la Provincia si attivasse insieme alla città, perchè molte strade provinciali, che passano per Potenza sono immondezzai a cielo aperto, vedi la strada per Giuliano o quella per Sellata- Corleto. Su questa cosa si gioca anche la capacità organizzativa dell’Acta, che finora, vorremmo sbagliarci, non ha messo in risalto una efficiente logistica. Ci sono oggi applicazioni che consentono di assegnare giornalmente sul telefonino compiti e zone precise e di monitorare il percorso di ciascuno. Così come è auspicabile una organizzazione centrata sulle squadre rionali. Questo per dire che bisogna uscire dalla logica del lavoro a giornata, e fare una efficace e visibile programmazione della pulizia cittadina. LE IMMAGINI DI COPERTINA SI RIFERISCONO AL PROGETTO PARTITO IN CALABRIA AD OTTOBRE. LA BASILICATA AL SOLITO PARTE PRIMA DI TUTTI E POI SI PERDE…PER STRADA)