MIGUEL ANDREOLO IL CAMPIONE ARRIVATO DALL’URUGUAY

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BY LEONARDO PISANI Leonardo Pisani

Parigi  19 giugno  1938: l’Italia di Pozzo affronta l’Ungheria per la finale della coppa Rimet; gli azzurri erano campioni in carica a travolse   l’Ungheria per 4 – 2 con doppiette di Colaussi e Piola: la formazione italiana era  Aldo Olivier, Alfredo Foni, Pietro Rava, Pietro Serantoni,Michele Andreolo, Ugo Locatelli, Amedeo Biavati, Giuseppe Meazza (capitano), Silvio Piola, Giovanni Ferrari, Gino Colaussi. Andreolo,  uruguaiano di nascita , era un pilastro di quella formazione ed legato alla Basilicata.   Basso di statura ma con gran colpo di testa, atletico e con un tiro di destro potentissimo. Andreolo era capace di fermare con aggressività il centravanti avversario, ma anche di sostenere il gioco dei compagni e di aprire il gioco con lunghi e dosati traversoni, grazie ad un senso della manovra tipico della scuola da uruguaiana. 

andreolo
Miguel Ángel Andriolo Frodella, italianizzato in Michele Andreolo  è cresciuto a  Dolores, nato a Carmelo il 6 settembre 1912  ma originario di una  famiglia  di Valle dell’Angelo in provincia di Salerno. Miguel Andreolo – poi italianizzato in Michele -, conosciuto in Uruguay anche come Miguel Andriolo, come lui stesso si firmava nei documenti ufficiali, crebbe nel periodo d’oro del calcio uruguaiano con i titoli olimpici a Parigi nel 1924  bissato ad Amsterdam nel 1928 e seguito dalla vittoria del primo mondiale di calcio nel 1930 giocato proprio in Uruguay;  esordì come calciatore nella squadra locale del Libertad F.C., nel 1931 Nel 1932, “el Chivo” – così era soprannominato in Uruguay – venne ingaggiato dal Nacional Montevideo, il celebre club tricolor della capitale Oriental. Con il Nacional vinse due titoli nazionali, nel 1933 e nel 1934], diventando in breve tempo un punto fermo della squadra e uno dei beniamini della tifoseria. Il 25 agosto del 1934, faceva parte dell’undici titolare che affrontò nella finale di campionato il Peñarol. L’incontro – uno degli episodi più significativi della storia de lNacional Montevideo – fece epoca, e passò alla storia come “el clásico de los 9 contra 11”.. Le sue qualità non passarono inosservate, e venne convocato nella “Celeste”per il Campeonato Sudamericano de Football 1935.. L’Uruguay vinse il torneo, ma Andreolo non fu schierato, essendo il suo ruolo occupato da Lorenzo Fernández  campione olimpico ad Amsterdam 1928 e campione del mondo 1930. 

Arrivò ventitreenne alla Serie A, e centrò in quel primo anno in Italia il 1935-1936, la vittoria dello scudetto con la maglia del Bologna . Durante il periodo bolognese sbagliò l’unico rigore tirato nella sua carriera italiana in un Bologna-Fiorentina. Con il Bolognasi distinse anche a livello internazionale, nella Coppa Mitropa, dove i suoi duelli contro Matthias Sindelar e György Sárosi fecero epoca. Bissato il titolo tricolore nel 1936-1937, nel mese di giugno del 1937  fu protagonista della vittoria nel Torneo Internazionale dell’Expo Universale di Parigi, in cui il Bologna sconfisse in finale gli inglesi del Chelsea per 4 a 1. Con la maglia rossoblù del Bologna vinse altri due scudetti (1938-1939  e 1940-1941) portando a 4 il suo palmarès personale.  Le ultime stagioni da calciatoreDurante il periodo bellico disputò e vinse il Campionato romano di guerra 1943-1944 con la maglia della Lazio. Nel dopoguerra giocò con il Napoli  in Serie A e con Catania e Forlì in Serie C. 1938-medium[1]

Nazionale :

Con l’Uruguay partecipò alla vittoria del Campeonato Sudamericano del 1935 – l’attuale Coppa America -, senza essere mai schierato. Arrivato in Italia  fu convocato in Nazionale italiana da Vittorio Pozzo  ed esordì il 17 maggio  1936  a Roma , in una gara amichevole contro l’Austria. Diventò Campione del Mondo nel 1938  in Francia e chiuse in seguito, nel 1942, la carriera in Nazionale con 26 presenze e un gol.

Allenatore:

Una volta terminata la carriera da calciatore, Andreolo intraprese quella di allenatore, guidando formazioni soprattutto del Sud Italia  come Marsala e Taranto . Poi anche le giovanili del Potenza, nella città lucana si trasferì, si sposò e mise su famiglia. “El Chivo”  ci ha lasciato il 15 maggio del 1981. 

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