IL MIO PRIMO INCONTRO CON DE ANDRE’

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Leonardo Pisani by Leonardo Pisani

Lallallalla là.. Lalllallallà lallà là….Il vecchio giradischi funzionava a balzi, ogni tanto la puntina saltava  su quel vecchio vinile pieno di graffi, ricordi ma non ferite ma di tanti e tanti ascolti da parte dei “grandi”.Era un giorno come tanti altri di un normale giorno giocato all’ultimo sole di un “Inverno”; chissà un sabato forse. Sì un sabato. Il nostro sabato del villaggio lucano.Quando terminati quei terribili 6 giorni di scuola con levata alle 7 di mattina per correre a prendere il vecchio treno della calabro lucana; l’intero sabato pomeriggio era dedicato alle attività più sfrenate: “la mia ora di libertà”… Si giocava all’ombra di un cortile cercando di non far arrivare i gendarmi senza  armi ma sempre pericolosi…Lallallaà lallà..  Dovevamo decidere cosa fare quel sabato; primo incontro con Cosimo per andare da Pinuccio e poi ideare come divertirci. Din Din don, suonammo  il campanello; la porta rimaneva chiusa…Din Don Din Don Don Din .. Poi pugni e calci ridendo…; si sentiva  una musica. Un assolo; un lungo assolo ma non era una chitarra; non era una tastiera ma un violino. Mah….. Finalmente  la porta si aprì ; finalmente… e Pinuccio  brusco: “ entrate  presto presto presto ”. Ci guardammo sorpresi; ma che sarà successo… Intanto il giradischi di chissà quale anno e chissà a quante feste della febbre del sabato sera  era sopravvissuto indenne a balzi continuava a cacciare quella musica . Pinuccio alzò la stecchetta – come si chiamava non lo so, mo’ c’è il digitale..- e rimise  la canzone.. – Citt.. Citt ascoltate., troppo bella …Chitarre, batteria stratosferica, violino e quella voce… Non mi era nuova ma fu la prima volta che ascoltai con attenzione.. Soprattutto l’inizio..

All’ombra dell’ultimo sole
s’era assopito un pescatore
e aveva un solco lungo il viso
come una specie di sorriso.
“Troppo forte, troppo bella…”. Questo è in gamba, stò De Andrè- disse Pinuccio.“Ma chi suona? “ chiesi. Vedemmo la copertina. Mai visto una cosa del genere; De Andrè in concerto con la Pfm … E quel De Andrè in una foto ironica con il vicino al termosifone  con la scritta “col culo esposto al radiatore s’era assopito il cantautore” o qualcosa del genere.

deandrètermofisone

Venne alla spiaggia un assassino
due occhi grandi da bambino
due occhi enormi di paura
eran gli specchi di un’avventura.
Rimanemmo affascinati da quella canzone; dal suono  e dalle parole.. Facemmo quasi una analisi del testo; decisamente più divertente delle traduzioni del latinorum e del grecorum ed anche di quella Eneide che era un incubo.

Ma all’ombra dell’ultimo sole
s’era assopito il pescatore
e aveva un solco lungo il viso
come una specie di sorriso
e aveva un solco lungo il viso
come una specie di sorriso.

“Hai capit stu strunz… Prima magna gratùs, poi vev il vino e poi l’accir.. Alla faccia della gratitudine”. Sentimmo quel pezzo 3 , 4, 7 volte …. E poi poi via di nuovo verso il vento  davanti agli occhi ancora il sole  pronti ad andar a girovagare verso una nuova avventura con il rimpianto di un aprile; parlando di qualche “amore perduto” ,. Chissà forse come al solito andammo al nostro torrente, che per noi era un fiume come l’Hudson o il  Sand Creek; e quel ritornello lo cantavamo – questo lo ricordo bene—all’ombra dell’ultimo sole trallalllalllààà e marciando per le campagne lucane c’era  “una donna che seminava  il grano e poi vedemmo il villano che zappava la terra”  … Non ci sembrava di essere in una “via del campo” ma in una  fantasiosa epopea con “Re Carlo” che tornava dalla guerra” o in una avventura; sognando di essere in qualche film del far west in una avventura tra apache, giacche blu e una taverna a Durango dove lei Maddalena dai lunghi capelli;pelle abbronzata e unghie da pantera ballava il fandango.

Di Leonardo Pisani pubblicato su “La mia prima volta con Fabrizio De Andrè. 305 storie”, edito da Ibis

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