MOLINARI, NON SONO UNO SFASCISTA. GIOCHIAMO PER VINCERE

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Non gioca al tanto peggio,tanto meglio, né si diverte a cannoneggiare il Pd. Antonello Molinari, già segretario provinciale di quel partito, non c’è l’ha con il partito tutto, ma con chi non ha compreso la delicatezza del momento e non promuove niente di meglio che quegli stessi  comportamenti già bocciati dagli elettori. Pensare che comunque vada si vince è una grossa sciocchezza. E un Pd che non è disposto a cambiare passo è un Pd che si scava la fossa da solo. Questo in sintesi il senso della risposta che il leader di Liberi e Uguali ha dato al mio scritto di ieri che parlava di una rigidità del Movimento a riprendere un cammino comune di centrosinistra in vista dell’appuntamento di Novembre.  Anche a lui , Molinari, non piace perdere, ma la ricetta di Polese e Pittella  non appare, per lui, di quelle che guariscono l’ammalato e sembra piuttosto una cura per lenire le sofferenze. Fin qui i concetti espressi dal mio interlocutore. Ed ha fatto bene a replicare  perché oggi sappiamo che Liberi e uguali non dice nò ad una interlocuzione , ma intende vedere le carte, cioè quali cambiamenti il gruppo dirigente del partito è disposto ad apportare al governo della regione e , con esso, al modo di stare insieme in una coalizione. Liberi e Uguali non hanno finora posto pregiudiziali sui nomi: vogliono vedere l’intero pacchetto di una proposta che è insieme politica – programmatica e di cambiamento. E se sui programmi ci si può intendere, sulla politica ci sono punti sui quali non si può sorvolare,ma bisogna andare in profondità.  Non ci vuole la zingara per capire che se il pd non fa una scelta di campo chiara in favore di una rigenerazione della sinistra italiana, ma continua a veleggiare verso un centro che non esiste, non ci può essere spazio per una accordo, perché viene meno l’orizzonte della stessa proposta politica di LEU. C’è una scelta di campo da fare soprattutto nell’Italia meridionale che è quella del disagio, della sofferenza, della precarietà e della povertà. E questa scelta va fatta senza ambiguità e con tutti quelli che ci credono veramente. Ora , re a questa tesi si potrebbe obbiettare che se Speranza e Bersani avessero fatto una battaglia interna al Pd senza uscirsene, quindici giorni fa avrebbero avuto la soddisfazione di vedere realizzata una linea alternativa a quella di renzi, facendo prevalere la possibilità di dialogare con i cinque stelle, visto che un buon 40 per cento del partito era orientato in quel senso. Che vuole dire? Vuol dire semplicemente che per cambiare non si può imporre una linea ma si può e si deve far maturare una linea, nel dialogo , nella trasparenza e nell’unità di coalizione. Da questo si evince che la sola strada che si può ipotizzare non è un atteggiamento tipo “o questo o niente”, ma la fissazione di regole di comportamento precise,  con un accordo di coalizione portato nei dettagli  anche per la parte che riguarda il modo di decidere, le priorità, le cose su cui ognuno reclama autonomia decisionale, i comportamenti da tenere fuori e dentro l’Aula. E, insieme a queste regole, un forte messaggio di cambiamento e di rinnovamento dei candidati da presentare alla massima Istituzione elettiva territoriale. Si può fare, se ognuno mette in sintonia il cuore con il cervello. Rocco Rosa

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Sull' Autore

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa
Online dal 22 Gennaio 2016
Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall’agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line ” talenti lucani”, una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell’opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.


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