MORTI SUL LAVORO : LE TANTE INADEMPIENZE CHE PROVOCANO TRAGEDIE

0

 

pietro simonetti

La Regione Basilicata si è specializzata da tempo come l’Ente che sforna Osservatori e organismi di partecipazione che invariabilmente restano sulla carta oppure sono del tutto inutilizzati. Il caso più eclatante risulta l’Osservatorio sul lavoro , da anni  non  completato  con gli organismi previsti per legge mentre la banca dati di” Basil” risulta attiva. La Regione possiede i dati statistici, in tempo reale, di assunti, dimessi, licenziati , pensionati e disoccupati , senza che gli stessi siano resi pubblici e utilizzabili dalle parti sociali e dal territorio. Una grave vicenda che si trascina da anni nel disinteresse generale. Meglio non divulgare notizie, dati per programmare oppure conoscere la situazione fattuale. Sarebbe disdicevole mettere in crisi la falsa informazione ora in grande utilizzo. Anche l’ “Osservatorio sugli infortuni,istituito con la legge 27 del 2007, non viene utilizzato o  convocato da tempo e nulla si conosce sulla consistenza e utilizzo  del fondo regionale che viene nutrito da una quota percentuale ricavata dagli appalti e destinata a misure per la la sicurezza e la prevenzione. Ormai è di rito, dopo ogni infortunio mortale che accade in Basilicata ,esprimere condoglianze alla famiglia della vittima, cosa giusta,  e richiedere, sempre agli altri, misure per contrastare il fenomeno. In queste ultime ore ,persino il Presidente della Giunta , che dovrebbe gestire l’Osservatorio chiede agli altri di essere responsabili e impegnarsi per evitare morti sul lavoro. Siamo al paradosso: le norme ci sono, la strumentazione anche, comprese quella finanziaria, ma non vengono utilizzate o gestite. Negli scorsi anni veniva svolta una intensa attività di formazione per la sicurezza,la qualificazione negli scuole degli Enti bilaterali a partire dalle scuole edili. Di quella fase rimane poco e questo ovviamente ha riflessi sugli incidenti nei cantieri. Ieri  Efmea ,ente bilaterale di Ance e  sindacati, ha ricordato con un minuto di silenzio  l’ultima vittima. Si ha notizia che il Comune di Bella ha provveduto ad assicurare due psicologhe per assistere la famiglia della vittima. Sarebbe  il caso che le parti sociali affrontassero con determinazione le inadempienze delle Istituzioni competenti per promuovere anche una larga  campagna di formazione nelle strutture bilaterali ed in quelle previste dai contratti a dalle leggi. Il tutto accompagnato da una forte attività di controllo degli Enti ispettivi e delle agenzie incaricate della prevenzione. Poi ci sono i datori di lavoro, anche autonomi , che nel mercato selvaggio del ciclo delle costruzioni, appalti, sub appalti, giocano al ribasso e responsabili di cantiere che non hanno messo piede nel sito salvo assicurarsi la quota percentuale di retribuzione. Un sistema che produce infortuni gravi e non solo. 

Condividi

Sull' Autore

Pietro Simonetti

Lascia un Commento