Lo scopo che si era prefissato Jose’ Mourinho con la sceneggiata finale, ripresa da tutte le telecamere presenti allo Stamford Bridge, di attardarsi qualche secondo in più nello stringere la mano ad Antonio Conte e sussurragli all’orecchio qualche parola che poi i potenti microfoni situati intorno al campo hanno svelato essere una lamentela dell’allenatore portoghese perché Conte sul 4 a 0 per la sua squadra aveva sollecitato il suo pubblico con ampi gesti a dimostrare la sua soddisfazione per la prova di Hazard e compagni, ha prodotto i suoi effetti benefici a favore di Mourinho, ovviamente. Perché tutti gli organi di informazione, televisivi e non, hanno dato ampio risalto a quei pochi secondi e a che cosa avesse detto il tecnico del Manchester United a Conte tralasciando e facendo passare in secondo piano la disamina tecnica della partita per chiedere a Mourinho perché la sua squadra, rinforzata con una spesa di oltre 200 milioni di sterline, non riesce ancora ad esprimere un gioco appena decente e venga considerata come la vera delusione di questo inizio di stagione della Premier. E quindi il tecnico portoghese, almeno questa volta, si è risparmiato di finire, come era giusto che fosse, sul banco degli accusati. Ma siccome i tifosi del Manchester non hanno sicuramente l’anello al naso, si saranno resi conto, aldilà delle giravolte di Mourinho, di chi sono le colpe se la loro squadra del cuore non riesce a girare come essi si aspettano dopo le ingenti spese sostenute in sede di campagna acquisti estiva. E poi da che pulpito viene la predica quando Mourinho si lamenta con Conte che non ha gradito il suo gesto perché suona come un’umiliazione pubblica per la sua squadra. Siccome tra il tecnico italiano e quello portoghese non c’era stato fino alla gara dello Stamford Bridge di domenica scorsa nessun precedente agonistico e tanto meno accenni precedenti di frizione come con altri tecnici o dirigenti italiani, siamo propensi a credere alle parole di Antonio Conte che nel dopo partita ha spiegato benissimo che il suo gesto non aveva nessun intento offensivo né verso il Manchester e né verso il suo collega. Anche perché questo comportamento non è una novità per Conte che già nel periodo alla Juve e nei due anni alla Nazionale aveva “sollecitato” i tifosi diverse volte e mai con l’intento di mancare di rispetto ai tifosi e alle squadre avversarie. E parliamo di un periodo, i tre anni alla guida della Juve, in cui la sua unica preoccupazione era quello di riportare i bianconeri ai vertici del calcio italiano e non ad irridere gli avversari. Piuttosto Mourinho ha la memoria corta perché riesce a vedere, pretestuosamente, la pagliuzza negli occhi degli altri e a non preoccuparsi della trave che attraversa i suoi. Perché il tecnico portoghese ha umiliato i suoi colleghi come Ranieri con frasi ed atteggiamenti davvero offensivi oppure il direttore generale del Catania Lomonaco facendo ironia pesante sul suo cognome e sul fatto che lui conoscesse solo Monaco inteso come principato. Senza tralasciare il suo antipatico, per usare un eufemismo, gesto delle manette sbandierato davanti a tutte le telecamere in occasione di un match con la Juve allo stadio Olimpico di Torino in cui per le veementi proteste verso l’arbitro fu espulso. Se Mourinho fosse un filino più umile, cosa alquanto improbabile perché è più facile che il sottoscritto indovini i numeri al superenalotto piuttosto che il portoghese si armi di questa magnifica dote, dovrebbe fare autocritica ricordando le sue continue gaffe, tra l’altro volute per girare la frittata sempre a suo favore, finirla di accusare gli altri e spiegare i motivi per cui il Manchester gioca così male. Perché è innegabile che molte cose non vanno dalle parti di OldTrafford e giusto per citare un esempio, molto emblematico, Paul Pogba è una controfigura assai sbiadita del giocatore ammirato nei quattro anni trascorsi alla Juve.
MOURINHO: DA CHE PULPITO VIENE LA PREDICA!
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