FEMMINILITA’ RUBATA
Niente leggerai
sul viso
del mio
triste passato.
Lo stesso colore
I miei occhi
Il pianto
non lo sbiadi.
Rosee
Le appassite guance
dipinte
con pennelli d’artista.
Sgonfia
ormai
la piccola vena
che
micidiale liquido
nutri’.
Ricoperto
da
folta chioma
Il capo nudo
che
colorato velo
nascose.
Da
eleganti vesti
protette
le ossa
che
Il malefico raggio
Inondo’
consumate
non vedrai.
Chiuso
nel
martoriato petto
un lancinante dolore
di femminilità rubata
di smarrita bellezza
Tu
Non vedrai
Io lo proverò!
