NASCI AL SUD? VIVRAI MEDIAMENTE 4 ANNI IN MENO!

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Nella sanità, la Basilicata si è sempre distinta per una migliore offerta di servizi, sopratutto di quelli ospedalieri e di emergenza. Il 118  e’ stata una scelta forte, così come l’attuale riorganizzazione degli ospedali rientra nella logica di mantenere alto il livello delle strutture ricettive, togliendo sprechi e doppioni. Pur in questa situazione, non drammatica, indici di peggioramento, riguardano sopratutto la prima linea, i medici di famiglia, quelli di continuità assistenziale e le strutture ambulatoriali che faticano ad andare a regime. Il fatto che stiamo un pò meglio degli altri non inficia però il ragionamento che , senza un piano straordinario di rilancio della sanità al Sud, ci saranno due Italie. Non lo diciamo noi, lo ha detto ieri sera Walter Ricciardi, presidente dell’Istituto Superiore di sanità, ai microfoni di Riccardo Iacona.

“Oggi nascere nel meridione d’Italia significa nascere nelle parti del continente europeo piu’ derelitte, perche’ di fatto quelle regioni sono quelle che hanno gli indicatori di aspettativa di vita peggiori d’Europa”. Cosi’ Walter Ricciardi, presidente dell’Istituto superiore di Sanita’, intervistato da Riccardo Iacona per la puntata di Presa diretta intitolata “Medici in prima linea”, in onda su Rai3,IERI SERA. “E’ un divario originato nel 2001 con il cambiamento del Titolo V della Costituzione – continua Ricciardi -, che di fatto ha dato alle Regioni la quasi esclusiva potesta’ di organizzare e di gestire”. Il divario tra nord e sud “e’  aumentato in questi quindici anni. Oggi una persona che nasce in Campania, Sicilia o in Calabria, regioni con meno servizi, ha un’aspettativa di vita fino a quattro anni inferiore”.
E al Sud aumenta anche il tasso di ospedalizzazione, il che vuol dire che “la persona che potrebbe essere curata benissimo a casa va in ospedale quando e’ troppo tardi. E’ come se vivessimo in due paesi. I cittadini del Sud vivono in un paese e i cittadini del Nord vivono in un altro paese”. Un divario che in un quindicennio
ha cambiato radicalmente l’aspettativa di vita: “Oggi la peggiore zona in cui nascere e’ l’area metropolitana di Napoli. Nei confronti dell’Europa, dell’europeo medio, ha un gap di aspettativa di vita che arriva quasi a otto anni”. Dati vicini alla media della Bulgaria o della Romania, mentre i dati delle regioni del nord sono vicini alla Svezia.
“La Bulgaria e la Romania partivano da dati peggiori, ma sono migliorate, mentre quello che e’ successo nelle regioni italiane e’ che di fatto hanno perso tutti i guadagni in aspettativa di vita maturati nel secondo dopoguerra”. Una situazione che per Ricciardi “non puo’ essere risolta con l’attuale governance, cioe’
con l’attuale assetto. Il gap e’ talmente forte che queste regioni in sofferenza, praticamente tutto il centro sud, non ce la potranno fare da sole”. Un divario destinato a crescere se non interviene lo Stato, “ma
noi oggi non lo possiamo fare – spiega Ricciardi – perche’ la Costituzione ce lo impedisce. Se lo Stato centrale, il ministero della Salute, le strutture centrali volessero intervenire ad aiutare le Regioni da un punto di vista pratico non lo possono fare perche’ la Costituzione affida alle Regioni questa competenza
in maniera esclusiva. Ci vorrebbe un nuovo assetto nel rapporto tra Stato e Regioni”.
Ai microfoni di Iacona, Ricciardi traccia anche una strada da seguire: “C’e’ la necessita’ di mettere in sicurezza il sistema sanitario nazionale dappertutto. Anche al Nord la Sanita’ non e’ messa in sicurezza. Dobbiamo mettere persone competenti a gestire le strutture. Dobbiamo dare ai medici, al personale sanitario, un po’ di supporto in piu’ rispetto a quello che gli abbiamo dato in questi anni. Il personale di frontiera va motivato”.
E nella campagna elettorale dei partiti di sanita’ “non se ne parla”, continua Riccardi. Nel paese tra i pochi al mondo dove la cura e’ gratuita, “gli italiani spendono 40 miliardi all’anno di soldi loro per curarsi.
Se va avanti questo trend, sempre di piu’ ci saranno cittadini che dovranno sborsare di tasca propria per le cure e questo SSN ce lo scordiamo. Invece e’ veramente una grandissima conquista. Noi lo dobbiamo difendere e dobbiamo chiedere ai politici di farlo”.
ITALPRESS

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Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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