NEL QUATTROCENTO, CON LA PITTRICE LAVINIA ( E PIERO DELLA FRANCESCA)

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Nella Firenze di Cosimo, fra arte, platonismo ermetico, chiesa orientale e passioni


di Antonio Lotierzo


Dilettando, insegna: questo romanzo storico intrigante che è anche un giallo d’arte prezioso ed una rivendicazione femminista del ruolo d’una pittrice, inventata, nel secondo Quattrocento fiorentino.
Emozionanti le vicende in noir, che intrigano la pittrice Lavinia, da luglio 1458, aiutante di bottega dello zio Domenico da Venezia, promessa sposa all’eccitato quanto serio Lorenzo Guidi, ma attraversata da contenute passioni e che si ritrova al centro di una spietata caccia omicida, che sembra partire intorno ad un manoscritto del ‘Corpus Hermeticum’, che Cosimo dei Medici vorrebbe tutto per sé. Siamo nel secolo della scoperta della stampa, che culminerà con le scoperte geografiche, ma che intanto è segnato dalla caduta di Costantinopoli sotto l’impero turco nel 1453, dal fallimento teologico e politico della riunificazione della chiesa romana con quella orientale (molto più ricca e raffinata, che non intende riconoscere la supremazia del papa e si batte con il rifiuto del ‘Filioque’, della processione dello Spirito Santo anche dal Figlio).(J. Le Goff scrisse che fin dal 1054, questa ‘incomprensione si cambiò ben presto in odio, figlio dell’ignoranza’ ). La cornice dell’intrigante giallo storico si compone anche di filosofia, con l’irruzione del platonismo matematizzante ( la bellezza è proporzione, rapporto fra misure che esprimono la divina armonia, simboleggiata sia con la raffigurazione del dodecaedro e sia del pentagramma) contro ed all’interno della scolastica domenicana, raffigurata da truci domenicani, camerlengo e spedalingo ( l’inflessibile Jacopo Torregiani, indimenticabile) che muoveranno il sangue inquisizionale. Giorgio Gemisto e Leon Battista A., insieme al Bessarione, sostennero la riunificazione delle due chiese ed utilizzavano il platonismo come superiore dottrina atta a riunificare le diverse fedi religiose. Il punto di vista del racconto e forme dell’intreccio,  pur del tutto originale, hanno delle analogie con ‘Il nome della rosa’: una giovane si muove intorno ed insieme agli esperti pittori  Filippo da Verona, Domenico da Venezia e Paolo Uccello, poi compare su tutti Piero della Francesca, il cui raziocinante scientismo (alla Guglielmo da B.) la e ci guiderà fra una decina di omicidi e furori scomposti orditi da un (vicino) spirito di vendetta, fra erotismi monacali (il pagliericcio della lussuria) e depravazioni di cantine, in cui aleggia l’oscuro potere dell’’Imperatore’. Il tutto mentre si mostra una multicolorata Firenze e si esplicitano per noi lettori molte tecniche della composizione pittorica, che si possono apprendere con precisione ( i mescolamenti fra i pigmenti rosso cinabro, azzurro e arancio, gli effetti luce) insieme all’ estrema puntualità linguistica. E poi siamo alla scoperta della ‘prospettiva’ ed alle interpretazioni del quadro metafisico di Piero della Francesca, che ci accompagna per l’intero intreccio del coinvolgente romanzo, mostrandoci le fasi della enigmatica composizione. Qui, nella “Flagellazione di Cristo” Piero presenta delle geometrie di un mondo insondabile, proporzionato, enigmatico, in cui ogni significato naufraga nel distacco, indifferente e pieno di saggezza dei personaggi. Il martirio della chiesa orientale, perpetuata dal Turco sotto l’impotente sguardo dell’Imperatore, ha avuto però il merito di portare in Italia gli uomini con la barba, cioè i saggi d’Oriente, come il Bessarione. Convenerunt in unum.

Piero della F.: Flagellazione di Cristo

E quest’ossessione per l’unità si esemplificava negli studiosi dell’ermetismo, in cui si cercavano somiglianze e corrispondenze (poi baudelairiane) con le verità cristiane, nel maldestro tentativo di dominare una materia che veniva caricata da riti magici, astrologici ed alchemici, materia che troverà la strada luminosa della scienza sperimentale solo con Galilei, Cartesio ed il Seicento inventore della modernità. Intanto già con Piero si consolida la pluralità ermeneutica di un’immagine, che cambia di continuo il senso per l’osservatore e che rivela la bellezza dei numeri, struttura attraverso cui l’artista dà forma all’inesprimibile, pur rispettando le regole della visione, che, con trasformazione alchemica, suscitano emozioni e commozione. E, per impregnare i colori di luce, ecco le tecniche della biacca mescolata con una base chiara, aumentando la concentrazione del pigmento. Nella ‘Flagellazione’ il protagonista è la luce che scaturisce dalla croce tenuta in una mano dall’angelo, luce soprannaturale, su personaggi straniati ed indifferenti, fermi, sospesi. Una flagellazione della cristianità da parte del turco oppure una rinnovata e periodica flagellazione di Cristo da parte delle due chiese, orientale e romana, che, insieme al concilio, non riescono a riunificarsi? Il quadro dipinto da Piero, dono del cardinale Bessarione a Federico di Montefeltro, insieme alle vicende dei codici del Corpus Hermeticum, appartenuti a Michele Psello, è al centro del romanzo fantastico di Chiara Montani, una splendida ricostruzione, con sensibilità femminista, della Firenze che già prelude ai bagliori europei del Rinascimento. E che ho letto ed apprezzato quanto le pagine di Eugenio Garin o di Carlo Ginzburg che solo le sole che lessi su queste intriganti espressioni socioculturali.

Chiara Montani, Il mistero della pittrice ribelle, Milano, Garzanti, 2021,16 e.

IN  COPERTINA Domenico da V.: Pala in S. Lucia dei Magnoli

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Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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