Quando tutti i tifosi antijuventini erano quasi sicuri di avere trovato nel Napoli il vero antagonista dei campioni d’Italia e quindi capace di tenere vivo il campionato fino all’ultima giornata, sono incappati in una doccia alquanto gelata firmata Atalanta che con una partita gagliarda e anche ottimamente giocata ha frenato di brusco la marcia del Napoli. E tutti quelli che si erano affannati, dopo le prime sette giornate, a dire che gli azzurri giocano il miglior calcio d’Italia, adesso si trovano nella condizione di spiegare i motivi per i quali la squadra che gioca il miglior calcio si trova già a dover inseguire la Juventus e soprattutto trovare gli alibi e le cause per le quali la squadra di Sarri ha pareggiato con il Genoa e perso a Bergamo.E le prospettive non sono certamente incoraggianti se si ragiona valutando le proiezioni da qui alla fine del campionato. Se Juve e Napoli mantenessero lo stesso passo di queste prime sette giornate di campionato, si arriverebbe alla trentottesima giornata con i bianconeri a quota 98 punti e i napoletani a 76 punti. Ma queste sono previsioni virtuali più che reali e di conseguenza è meglio attenersi in questo momento a quelle che sono le risultanze pratiche del calcio fin qui giocato. Detto che sicuramente il Napoli fa vedere un calcio organizzato, efficace ed anche bello da vedersi, non si può non riconoscere, allo stesso tempo, che anche la Juventus pratica un calcio molto spettacolare e divertente, ovviamente solo per i tifosi bianconeri e non per gli avversari. E che non è assolutamente inferiore a quello del Napoli. Con una differenza sostanziale. Che nessuno può contestare il fatto che il gioco della squadra è sicuramente molto più redditizio rispetto al gioco di tutte le altre formazioni di alta classifica. Non a caso la Juve stravince ormai da 5 anni e si avvia a dominare anche questa stagione. E non regge nemmeno, come qualcuno già dice o dirà prossimamente, che è normale che la Juve domini perché è la società che ha il fatturato più alto in Italia. Ma avere una tale forza economica non è frutto del caso o di altri eventi fortunati, ma attiene alle grandi capacità della dirigenza che guida la Juve e che attraverso la programmazione è riuscita a fare lievitare sensibilmente gli introiti economici. Ma la programmazione va di pari passo anche alle attività dirigenziali che riguardanogli aspetti squisitamente tecnici di una società. Perché ti consente di non sbagliare le scelte di giocatori ed allenatori e offre un ulteriore vantaggio:essere in grado di anticipare gli avversari. Non si può sempre semplificare e dire: la Juve ha speso 90 milioni per Higuain, 32 per Pjanic e oltre 20 per Piaca ed è normale che debba dominare. Giusto per fare chiarezza una volta per tutte: non ci sembra che Napoli e Inter abbiano speso nell’ultimo mercato una somma nettamente inferiore alla Juventus da giustificare i risultati che si sono registrati in queste prime sette giornate di campionato. Per cui le analisi dei tanti addetti ai lavori che speravano ardentemente che questa avrebbe potuto essere la stagione giusta per scalfire il predominio bianconero, si sono rivelate più una speranza che valutazioni concrete e vicino alla realtà. Piuttosto bisogna elogiare il comportamento delle cosiddette provinciali del nostro campionato che stanno facendo davvero cose egregie. Non solo il Sassuolo che pur facendosi rimontare due reti di vantaggio dal Milan molto aiutato da qualche decisione arbitrale, rimane una realtà del nostro calcio, ma anche Chievo, Genoa, Atalanta, Bologna e Cagliari hanno davvero cominciato come meglio non si poteva fare la stagione. Un discorso a parte merita il Torino che ha il dovere di non essere più nel limbo della serie A. Perché è il momento per questa gloriosa società di fare il definitivo salto di qualità per avvicinarsi alle grandi. E sembra che il lavoro di Mihajlovic stia cominciando a dare i frutti sperati. Ma è normale che anche il presidente Cairo deve fare la sua parte ed assicurare investimenti maggiori per il salto verso l’alto. Un velo pietoso è meglio stenderlo sull’Inter che trova difficoltà insormontabili a diventare una squadra e a dare continuità al suo gioco che adesso vive solo sulle fiammate dei singoli.
NEL SEGNO DELLA JUVE
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