Una delle georisorse soggetta ad usura e consumo è il suolo. Il suolo è la porzione più superficiale della crosta terrestre e si forma per processi di alterazione delle rocce che compongono il substrato del suolo. Un suolo ben sviluppato ha lo spessore di qualche metro, in particolari condizioni climatiche; pertanto il suolo è un sistema fragile e soggetto al depauperamento. Lo sviluppo di un suolo completo avviene in alcune migliaia di anni, ma il consumo è rapido perché le attività antropiche non sono in sintonia con i tempi geologici della formazione dei suoli. Ha una importanza notevole la tutela e conservazione del suolo poiché è legato sia alla produzione agricola che alla salvaguardia del territorio per la prevenzione del dissesto idroegeologico provocato dall’impermeabilizzazione. Al Senato in commissione è in corso l’esame della Legge <Contenimento del consumo del suolo e riuso del suolo edificato>, trasmessa il 12 maggio 2016, la lettura in Senato è stata avviata il 5 Luglio 2016, bisogna ora attendere l’iter legislativo pe
r la successiva pubblicazione e promulgazione, sulla tempistica non è possibile fornire al momento nessuna notizia certa.
L’importanza di una buona gestione del territorio e, in particolare, dei suoli è stata ribadita dalla Commissione Europea nel 2011, con la Tabella di marcia verso un’Europa efficiente nell’impiego delle risorse (Commissione Europea, 2011) collegata alla Strategia 2020, con il traguardo di un incremento dell’occupazione netta di terreno pari a zero da raggiungere, in Europa, entro il 2050. Obiettivo rafforzato in seguito con l’approvazione del Settimo Programma di Azione Ambientale, denominato “Vivere bene entro i limiti del nostro pianeta” (Parlamento europeo e Consiglio, 2013), che ha riproposto l’obiettivo precedente, richiedendo inoltre che, entro il 2020, le politiche dell’Unione tenessero conto dei loro impatti diretti e indiretti sull’uso del territorio. Da un punto di vista formale è importante sottolineare che il Settimo Programma Ambientale dell’Unione Europea, siglato il 20 novembre 2013 e entrato in vigore nel gennaio 2014, prende la forma di una Decisione del Parlamento europeo e del Consiglio e ha quindi una natura normativa, a differenza della Tabella di marcia del 2011 della Commissione, che si limitava a delineare delle pur importanti priorità politiche.
Tra le tipologie di consumo del suolo è annoverata anche l’erosione in area costiera e la provincia di Matera detiene il primato in Italia per l’incremento di suolo consumato tra il 2012 e il 2015 entro 1 chilometro dal mare, esattamente il 2%.
Nel rapporto ISPRA è possibile poter verificare per le singole regioni quali sono i consumi di suolo registrati al 2015, nella nostra regione si legge che si ha un incremento del consumo del suolo pari a 0.9 % in provincia di Potenza e del 2.5 % in provincia di Matera nel 2015 rispetto al 2012.
I comuni con una percentuale di consumo di suolo maggiore sono Policoro (incremento % tra il 2012 e il 2015 pari a 0.9%), Potenza (incremento % tra il 2012 e il 2015 pari a 1.0%), Scanzano Jonico (incremento % tra il 2012 e il 2015 pari a 2.6%).
I comuni con una superficie di consumo di suolo maggiore sono Matera (incremento % tra il 2012 e il 2015 pari a 4.0%), Potenza (incremento % tra il 2012 e il 2015 pari a 1.0%), Melfi (incremento % tra il 2012 e il 2015 pari a 1.8%).
I comuni che registrano un incremento % di consumo di suolo maggiore sono Corleto Perticara (incremento % tra il 2012 e il 2015 pari a 24.7%), Ferrandina (incremento % tra il 2012 e il 2015 pari a 8.4%), Garaguso (incremento % tra il 2012 e il 2015 pari a 7.2%).
Questi i dati, il più allarmante di tutti è quello riferito a Corleto Perticara, ma non dovrebbe stupire poiché è in corso la costruzione del centro oli Tempa Rossa, che è l’unica opera ciclopica in grado di giustificare un incremento così cospicuo di suolo in un intervallo di tempo cosi breve, a conforto di ciò le immagini di satellite riportate nel rapporto ISPRA citato.
Riferimenti bibliografici:
ISPRA, Rapporti 248/2016; ISBN 978-88-448-0776-4
