NEL SILENZIO DELLA NOTTE, DOVE LE LUCI RESTANO ACCESE

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EDITORIALE

ANNA MARIA SCARNATO

Sotto casa non s’ode il calpestio di passanti, né si vede Il ritorno di gente da una corsa in aperta campagna come poc’anzi, nel mese trascorso con le belle giornate in lockdown meno rigoroso. Tutto tace, anche il campanello di casa, i passi nelle scale o il rumore dell’ascensore.  Il  mondo sembra essersi fermato, di notte, quando le strade non sono battute da rombanti e fumosi motori. Il silenzio si fa sentire strano, rimanda ad una terra deserta dopo un evento tragico che molti film hanno ben raffigurato. La pioggia lo rompe  e ci consola, quando non ci violenta con i suoi fenomeni imprevedibili, e sembra dirci che il mondo, il cielo ed anche gli uomini ci sono, nonostante l’apparente  spopolamento.  Ma l’emergenza, dico a me stessa, non è ancora terminata, il silenzio così inusuale parla a noi che siamo nelle case del dolore, della sofferenza di persone come noi; parla a chi è capace di provare a capire il dolore, a superare lo stato di convinzione che va nella direzione di un pensiero del tipo “fino a che non ci tocca da vicino, non provo paura ed emozione”. Tanto per sfuggire ad una realtà che si vuole lasciare di fretta alle spalle, ad uno spirito che è meglio tenerlo sopito. E così che si muore veramente dentro, ed è così che si rinuncia ad essere vivi. “Chi il dolore lo ha vissuto anche in altre occasioni diverse dalla realtà attuale può avere coscienza del dolore stesso” (JUNG).  Non si dorme, non si riesce. Il pensiero  è ai malati di Covid-19. Anche loro non dormono, non vogliono addormentarsi; stare svegli è tenersi stretti la vita, è vigilare poiché non si vuole   abbandonare la speranza. La vita merita la lotta, il mondo ancora i loro sguardi. Chissà se anche stanotte…….   Quanti ne stanno morendo…….-  dicono che di notte tanti vanno via. Lì non c’è silenzio, non si spegne il lume sul comodino. E’ sempre accesa la luce, deve essere accesa, alimentata la speranza con sorrisi, gesti che accarezzano pietosi e dolci come ci si rivolge ai bambini che non vogliono sapere di andare a dormire. Tenere duro tutti,il vaccino sta arrivando. Eh, l’antidoto atteso. Ma quanti dubbi assalgono . Sarà sicuro, quale più efficace, quando toccherà a noi farlo. Occorre fidarsi, di covid io non vorrei morire, sola, poi, proprio no. Al pensiero segue un brivido ma la rassicurazione dei governanti insieme agli scienziati ha il sopravvento. Sì, sarà pronto verso l’Epifania, sarà un dono della Scienza per l’umanità. Io credo nella Scienza, ogni uomo deve affidarsi e fidarsi di chi i libri non li hanno mai chiusi e lavorano per fare nuove scoperte per migliorare la salute dell’uomo. Anche gli studiosi stanotte non dormono. Grande la loro responsabilità verso il mondo, certi di poter rimarginare le certezze ferite, più grande dell’interesse delle case farmaceutiche a fare prima sulla scena sanitaria mondiale. Quanti cuori di mamma stanotte trepidano meno sapendo  che questo silenzio, che il lockdown ,impediscono ai figli di uscire per lo sballo, per bere, per strafare, per bruciare la vita, quella che altri vorrebbero riportare a casa. Saperli dentro casa è un po’ come saperli protetti,  a riparo da ciò che fuori, schiavi, vanno a cercare. E se questa chiusura forzata  segnasse per loro un cosciente e sofferto allontanamento dai vizi, se il “dentro” tornasse rinsavito a soverchiare il “fuori” malato? Tutto può accadere…………miracoli del Natale. E tornare a riscoprire il coraggio di ritrovarsi in un mondo sano che li aiuti a pensare e a costruire un progetto di nuova vita. Tavole imbandite per la festa, posti distanziati, quante persone a pranzo………..no , tutto questo è relativo. Stanotte  vado al profondo, nel silenzio trovo l’essenza della vita, la pazienza dell’attesa, la dispensa dove riporre non cibi sopraffini quanto sentimenti, abbracci, saluti calorosi per il dopo che verrà, amicizie ritrovate  da non smarrire mai più, speranze e pensieri costruttivi oltre il doloroso presente.  Il rosso, l’arancione, il giallo …ma cosa importa essere in queste regioni colorate per l’occasione. E’ importante “esserci”, i sacrifici ci salveranno. E’ questione di poco ed anche i figli potranno raggiungere i genitori dai posti in cui si trovano per lavoro e, magari poi, stabilmente avendo messo famiglia. Mancheranno di certo alla tavola di Natale ma sapendo che fino ad ora il pericolo è stato schivato, è solo un differire nel tempo il darsi un abbraccio, condividere una mensa, riempire la casa di gioiosa presenza.  Ma il vero dramma è la mancanza di tante persone in questa festa unica che celebra la vita ma che ,forse mai come quest’anno,  ricorda la morte senza aspettare che la quaresima arrivi. Quanti pensieri ! E’ una guerra questa. Stanotte non voglio dormire, voglio vegliare per la vita, far compagnia alle tante paure, alle vere povertà aggravate dalla pandemia, ai padri di famiglia senza lavoro, ai nonnini delle RSA , i primi martiri del contagi e i primi a dover saggiare l’efficacia del vaccino, ai tanti medici e infermieri periti nelle prime file del fronte di  battaglia e dei colleghi che seguono il loro esempio nell’incessante lavoro quotidiano. Di notte tante cose a cui si è dato valore appaiono inutili, questa notte la coscienza dell’essenza si libera di ciò che è superfluo , da non rincorrere mai più. E’ il silenzio che tocca la coscienza, nella partecipazione alla tanta sofferenza. Gli insensibili non hanno pensieri, né dolori; sono già essi corpi morti senza aver preso il contagio.  Gli sciacalli, poi, puzzano da lontano, si riconoscono dalla tasca piena, dall’opportunismo manifesto, dal cuore impietrito dall’aver” beccato” sulla morte, tradito la fiducia, svelati nelle torpidi azioni di rapina ai danni di malati e defunti e consegnati alla giustizia umana dalle Forze dell’Ordine . Come avvenne per il terremoto dell’Aquila  dove la morte e la distruzione vennero considerate da alcuni tecnici pronti ad intercettare fondi per la ricostruzione come manna dal cielo  per i loro sporchi guadagni. Come si è ripetuto in Sicilia ed anche in altre regioni dove si sono somministrati test sierologici scaduti e, in più, in strutture non autorizzate   Eh sì, è durante questi frangenti drammatici che molti ricchi diventano più ricchi, i poveri più poveri.   Per fortuna continuano  le ambulanze a correre e a salvare i pazienti. Gli operatori non si fermano neanche con il buio se non per sostare lunghe ore davanti agli ospedali.  Tanti i volontari che nelle mense cucinano pasti quadruplicati nel numero. Molti” ci sono” nel silenzio, sì, nel silenzio di una notte; vivono nei pensieri, nelle necessità, nel freddo, nel pianto asciugato, nei vestiti donati, nelle chiese spalancate per accogliere. Questi vivono, sono già “vaccinati”…..

Stanotte non si dorme. Il silenzio che di sera è comparso e sembra immobilizzare il mondo parla, invece, all’orecchio dell’anima che si pone all’ascolto dei battiti di un  universo umano che vuole tornare a vivere meglio, a riconquistare ciò che era perduto, a  rispettare la vita oggi in pericolo  più che mai, a cambiare  gli uomini con l’esempio di tanti a farsi mansueti  E il silenzio custodisce stanotte i  sogni mentre l’alba incede e la realtà del giorno, illuminata dalla luce, mostra come sia difficile cambiare ciò che ostacola la vita di comunità a non osservare tutti le regole, a non saper condividere la sofferenza umana, a non trovare il coraggio.

 

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Sull' Autore

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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