Speriamo che la telenovela degli stabilimenti balneari finisca con la leggina approvata in Consiglio regionale, di cui non c’era affatto bisogno, se solo ci fossero stati dirigenti capaci di fare un passo avanti rispetto al muro lungo il quale appoggiano il proprio sedere per evitare scherzi da dietro. Non c’era bisogno perchè l’emendamento legislativo regionale riprende semplicemente la norma nazionale contenuta nel Decreto rilancio del Governo emanato in agosto e conferma la possibilità di portare la proroga delle concessioni demaniali fino al 2033, dopo la verifica dei requisiti. Semplicemente la conferma di una norma nazionale, rispetto alla quale i burocrati della Regione avevano eccepito che comunque contrastava con le direttive europee.
Quindi difficilmente una norma regionale di conferma potrebbe cambiare il punto di vista di quei burocrati che sinora non hanno voluto mandare avanti le pratiche di concessione, ma potrebbe servire a dare copertura politica ad alti che dovessero trovarsi ad affrontare la questione, giacchè la volontà del legislatore nazionale e regionale è univoca ed evidente. Quanto deciso dal Consiglio è comunque un passo avanti e tale che denota la volontà, più volte dimostrata alla Merra, di venire incontro ad un settore che da sempre soffre l’idiosincrasia decisori regionali a normalizzare un comparto, sia facendo quel piano dei lidi che , nel dualismo Regione-Comuni-da venti anni attende il varo, sia prendendo un provvedimento che eviti finalmente di smontare e rimontare i lidi ogni anno, con spese e difficoltà per gli imprenditori. L’occasione però di questa approvazione è propizia per ancorare ad un provvedimento di rilascio per tredici anni delle concessioni anche una norma incentivante per alzare il livello di qualità dei servizi balneari , per premiare quegli esercizi che sanno andare incontro anche a particolari categorie di utenze, e in generale per migliorare le strutture, con soluzioni logistiche innovative per quei lidi che hanno perso drammaticamente l’arenile, eroso dal mare.

Parco-delle-Stelle-Trecchina
Un bando ad hoc per investire nel settore sarebbe auspicabile e metterebbe anche gli operatori di cautelarsi rispetto alla scadenza, avendo fatto investimenti di miglioramento che comunque vanno riconosciuti o rimborsati in sede di nuova gara. Così come l’assessore Cupparo, insieme all’assessore all’ambiente, Rosa, dovrebbero dare una forte mano al turismo sostenibile , aprendo una linea di investimento nelle città turistiche per il recupero dei borghi, per la vivibilità, per il miglioramento dei servizi e per attrattori capaci di legare la popolazione balneare alla vita dei paesi interni, in un binomio mare-monti che proprio quest’anno di pandemia ha dimostrato essere una soluzione vincente.. Organizzare l’entroterra rispetto alle spiagge, è il modo migliore per vederle affollate di turisti. Troppo spesso, calata la sera, arriva ,col buio,anche anche il magone, riassumibile nella domanda: ” e adesso dove andiamo”: e adesso che si fa? Rocco Rosa