NELLA GIORNATA DELLA MEMORIA, MARTINA ELUDE LE DOMANDE SUL VOTO

0

Giuseppe Digilio

La GIORNATA DELLA MEMORIA, celebrata in Casa Cava, per iniziativa del Pd,  ha visto la presenza di un cospicuo numero di persone che, nonostante le avversità meteo, hanno voluto testimoniare, insieme agli ospiti e relatori, la propria sensibilità al tema della shoah. Un’occasione per ribadire che non c’è futuro senza memoria, come celebra il titolo dell’iniziativa: Non c’è futuro senza memoria, non c’è memoria senza cultura”.

Un dialogo a più voci tra Simona Malpezzi, senatrice del PD, Luca Braia, assessore all’agricoltura della Regione Basilicata, sempre del PD e il candidato alla segreteria del partito democratico, in quota Renzi, Maurizio Martina già ministro dell’agricoltura.

In platea schierato lo stato maggiore lucano della mozione congressuale vicino a Martina, il senatore Margiotta, De Filippo, Maria e Nunzia Antezza, l’ex presidente della provincia De Giacomo, Franco e Carmine Lisanti, rispettivamente ex consigliere regionale e presidente della Provincia e suo figlio assessore al comune di Ferrandina, già capo di gabinetto del presidente della provincia uscente. Caterina Policaro ha assolto l’obbligo di moderare il dibattito.

“Sono qui a Matera – ha detto Martina – perché oggi nella giornata della memoria, in questa città, insieme a tanti ragazzi e a tante persone, vogliamo ricordare”. “Nella memoria c’è il futuro e senza cultura non c’è memoria”. E’ questo il messaggio centrale del suo discorso, “e un grande partito come il nostro – (PD ndr) – deve poter raccontare agli italiani l’importanza di un investimento sul sapere, sulla cultura, sulla memoria e Matera e la Basilicata sono la dimostrazione che si può fare un lavoro anche radicato nel territorio”.

Un messaggio importante che supera i luoghi comuni per una Città come Matera che è Capitale Europea della Cultura. Una città che può cogliere, con la cultura, l’opportunità di crescita economica e sociale, una città aperta e inclusiva dove l’integrazione è riconoscibile in ogni singolo spazio.

Un messaggio di ottimismo affidato agli ospiti che hanno preso parte all’evento. Poco importa l’assenza dell’altra parte del partito democratico che, evidentemente, non ha gradito il fatto di utilizzare la giornata della memoria per fare il punto sullo stato delle cose in casa renziana; è questa la sensazione che traspare dai commenti di chi non ha partecipato deliberatamente all’iniziativa “per non fare numero”.

L’appuntamento per il rinnovo della segreteria del partito, infatti, coincide con quelli delle elezioni amministrative del 24 marzo. E a giudicare da quello che si è visto in Casa Cava, quella della giornata della memoria, è sembrato più il pretesto per guardarsi negli occhi tra “compagni di mozione” che altro.

Giornata della memoria. Dialogo a più voci, in foto: Policaro, Malpezzi, Martina, Braia

A onore del vero, a dispetto del presunto secondo fine, i temi trattati sono stati di grande impatto emotivo ed esposti senza  retorica  su un periodo davvero triste della nostra storia. Storia che ricorre ogni qual volta, indifferentemente, assistiamo a scene come quelle che le tv quotidianamente, oramai, ci propongono di immigrati tenuti al largo delle coste italiane al solo scopo di aumentare consensi politici, inasprendo il sentimento razziale nei cittadini più uguali perché di colore più chiaro che una casa, una patria ed un lavoro ce l’hanno e non scappano da alcuna ingiustizia.

La presenza di Maurizio Martina a Matera ha evidenziato ancora di più l’assenza in Casa Cava di Marcello Pittella, di Mario Polese e di tanti altri esponenti di rilievo del Partito Democratico. Esponenti che pure sono attenti ai “passaggi” di forte visibilità come quello della presenza di esponenti nazionali del partito per marcare la loro “presenza”. Infondo, fino a pochi mesi fa, Maurizio Martina era il segretario di tutto il partito, a guida renziana, è vero, ma pur sempre unico.

Ovviamente, a tal proposito, l’occasione sembrava propizia per ascoltare dalla viva voce dell’ex segretario del partito qualche idea per sbloccare la situazione di stallo che tiene sospeso il partito e la coalizione dic entrosinistra, ma  Martina ha driblato sulla questione rimandando alla segreteria regionale la responsabilità di fare una scelta, scelta che pare sia stata abbondantemente fatta e comunicata. Per il PD il candidato migliore per vincere le elezioni regionali è Marcello Pittella, governatore uscente cui molti amministratori non hanno fatto mancare il proprio sostegno e apprezzamento per il lavoro svolto per la regione Basilicata. Soprattutto per quanto riguarda tre grandi questioni, la promozione della regione con conseguenti ricadute positive sul territorio, l’istituzione del reddito minimo di inserimento, finanziato dalla ex carta carburanti e la stabilizzazione dei forestali. Circa 4000 famiglie.

“Sulle elezioni regionali ragioneremo a tempo debito – dice Martina – oggi non è giornata per discutere di questo, io so che qui abbiamo energie, forze, competenze e un progetto che può dare futuro a questa regione, dopo di che il PD della Basilicata farà le scelte necessarie”.  “Il nostro reddito di cittadinanza, è la scuola”. Considerazione alquanto discutibile in una regione nella quale il tasso di disoccupazione dei laureati con una triennale sia intorno al 38%, del 30% di quelli in possesso di una laurea magistrale e che su 285mila giovani emigranti all’estero nel solo 2018,114mila sono diplomati e laureati. Oltretutto in una regione che ha il merito di aver istituito, con i soldi delle royalties, la misura anesignana del reddito di cittadinanza, che èp quella del reddito di inserimento.  Una cosa di sinistra, diciamo la verità. Opportuno invece il riferimento agli investimenti che nel mezzogiorno stanno calando:  la realtà è di un Mezzogiorno penalizzato dalle scelte del gopverno nazionale.

 

Condividi

Sull' Autore

Giuseppe Digilio

Lascia un Commento