Oggi la task force allertata dal presidente Bardi per l’emergenza Camastra dovrebbe ricevere le ultime analisi riguardanti le qualità del fiume Basento, ma, a meno di miracoli , il verdetto è già scritto nelle carte di cui la Regione è già in possesso. Basta dare un’occhiata alla delibera del 28 febbraio di quest’anno e scorrere gli allegati, fiume per fiume, per accorgersi che il tratto fluviale del Basento che dal torrente Tora fino alla traversa di Trivigno è praticamente una cloaca a cielo aperto ( vedi foto 1).
Qui in questo tratto anni fa fu disposto il divieto di pesca e a quanto risulta non è stato mai revocato. La ricerca meticolosa prodotta dal dr.Palma , dell’ARPAB, sullo stato ecologico e chimico delle acque lucane rileva il grave stato di inquinamento del tratto di fiume in questione, classificando con un “non buono”(colore rosso) lo stato chimico di queste acque. Tutt’altra valutazione naturalmente per gli adduttori naturali della diga del Camastra che presentano una qualità alta della risorsa. (foto 2) .

foto 2
Il rapporto riguarda gli anni 2016/2020, ma siccome nulla è stato fatto per bonificare il tratto di fiume che attraversa il capoluogo, neanche individuando tutti gli scarichi abusivi che vi confluiscono, non vi è ragione per pensare che la situazione sia cambiata. Per questo motivo ,e anche a seguito delle proteste registratesi nei giorni scorsi da parte dei cittadini, avevamo chiesto da queste colonne che sulla questione intervenissero Ispra e Iss ,le due istituzioni nazionali a più alta competenza nel campo. E’ evidente che , confermando tali dati, non si può minimamente pensare all’uso potabile di quelle acque , potendo al massimo utilizzarle per usi igienici, sempre che dal trattamento possano eliminarsi alcuni pericoli chimici che ne impedirebbero anche l’uso per le docce. Poiché la situazione è estremamente seria e all’orizzonte non si vedono segnali di precipitazioni importanti sarebbe anche il caso di coinvolgere preventivamente la Protezione civile nazionale per un utile supporto. Il tutto sperando che nel giro di una quindicina di giorni la situazione metereologica ci dia una mano. Rocco Rosa