ARMANDO TITANel 2009 ero un attivo, solerte e impegnato opinionista del Quotidiano della Basilicata, diretto da Paride Leporace. Coltivavo molti rapporti “epistolari” con i miei lettori dell’epoca. Ricordo la “fedeltà” degli amici di Atella a cominciare dal Dirigente scolastico Lorenzo Lupo, padre del noto scrittore Giuseppe, vincitore dei prestigiosi Premi Campiello e Viareggio. Il 14 Novembre del 2009 mi telefona la Segreteria del Quotidiano della Basilicata dell’epoca invitandomi in Redazione per una Raccomandata “Riservata Personale” di un Avvocato potentino. Sono considerato “Penna Salace” ma, credo, molto onestamente, di non essere andato mai sopra le righe. Mai avrei immaginato una lunga “riservata personale” del noto avvocato potentino, Nicola Lapenta, già Senatore della Repubblica, già dirigente di primo piano della Dc, già Membro del CSM. Apro la lettera (che custodisco nello scrigno di famiglia)…ha inizio un racconto bellissimo . Un racconto di vita, di correttezza di rapporti, di serio confronto, di dialoghi improntati al grande rispetto reciproco(oggi del tutto estinto). E’ il racconto di uomini che ho sempre definito… Furbi e Scaltri Dorotei, generalizzando brutalmente senza alcuna onesta distinzione. Continuare a leggere quella “riservata” ha significato per me riportare l’orologio della Politica, quella con la P maiuscola, ai momenti più belli della stagione post-bellica con i suoi grandi processi di sviluppo e i suoi magnifici protagonisti, da Adriano Olivetti ad Enrico Mattei, da Raffaele Mattioli a Carlo Levi, da Alcide De Gasperi a Sandro Pertini, solo per citarne alcuni. Mi aveva colpito, in particolare, la lettera inviata da Vincenzo Verrastro, Presidente dell’Amministrazione Provinciale di Potenza all’Assessore Nicola Lapenta. “C’era stato tra noi una incomprensione per una scelta amministrativa, aveva notato il mio disappunto. Mi scrisse: “Caro Nicola notai nell’ultima seduta di Giunta il tuo disappunto per esserti trovato di sorpresa …dinanzi alla decisione presa: “Nelle tue poche, appena articolate battute potei comprendere tutto ciò che in esse vi era di non espresso. Gli risposi tornò a scrivermi. “Caro Nicola, la tua lettera mi ha commosso fino alle lacrime. Te ne ringrazio dal profondo del cuore, mi ha recato la testimonianza di non averti dato quella mortificazione che temevo, involontariamente, di averti dato. Grazie, Grazie di cuore, Vincenzo” Potete solo immaginare un simile rapporto epistolare tra… la Meloni e Salvini. Bando agli scherzi, in questo rapporto epistolare tra Verrastro e Lapenta vi è una lezione di umiltà e di dignità che, oggi, facciamo fatica a comprendere. Nella vita politica, lo ricordiamo ai consiglieri regionali e comunali di Potenza, se non si hanno vere risorse interiori, lo dico, convintamente, si rischia di disperdersi e di disgregarsi come plasticamente avvenuto con le transumanze selvagge nell’ultimo Consiglio Regionale e Comunale di Potenza. Sono affermazioni e rapporti di correttezza reciproca di politici di altra epoca. Questa è la caratura morale, religiosa e politica di uomini che abbiamo imparato a conoscere ed apprezzare con qualche anno di ritardo. Ringrazio il Senatore Lapenta per avermi scelto e onorato di questo privilegiato rapporto epistolare. Memorabile fu l’editoriale pubblicato sulla Prima Pagina del Quotidiano della Basilicata nel successivo 2 Febbraio 2010 dall’intrigante titolo: “W le Primarie e Abbasso i Nominati” “Egregio direttore Leporace, non ho avuto occasione di conoscerla personalmente, ma questo non mi ha impedito di seguirla nel suo lavoro, nella fortuna di avere collaboratori capaci . E proprio uno di questi che mi induce a scriverla. Mauro Armando Tita (che non conosco!). Mi chiedo è arrivato il momento che il direttore, Tita e Lapenta si conoscano. Leggo con attenzione quello che scrivono gli altri. Riconosco gli ignoranti, temo i mediocri e li vedo in crescita. Al contrario, ho letto ed apprezzato tanti scritti del Tita, in particolare, quello sulla “Mobilitazione delle religioni” che sottoscrivo e condivido e che faccio mio, che grido con lui, con le forze popolari : “Viva le Primarie, Viva l’Elettore, Abbasso il Parlamento dei nominati. Ripensare all’intero sistema lucano delle protezioni, della rappresentanza e del merito non è più peregrino e non rappresenta più una utopia dopo il bel risultato delle Primarie pugliesi e lucane”. Aveva condiviso con entusiasmo anche la mia prima Rassegna Stampa: “Cento Incursioni sul Quotidiano della Basilicata – Ed. Grafiche Zaccara – dicembre 2009”. Era orgoglioso del mio dono e della mia dedica che giudicò molto generosa. Ebbe a dire “Anzi, un po’ arrossendo ma molto più compiacendomi, la trascrivo: “Al Senatore Avvocato Nicola Lapenta, galantuomo da sempre, che ha condiviso il mio lavoro, il mio impegno, la mia passione. Con grande stima, Armando Tita” Da laico e socialista ho sempre amato le relazioni umane e il dialogo (ero iscritto negli anni settanta al CIRU “Centro Italiano Relazioni Umane” di Oscar Luigi Scalfaro, pur tra i tanti mugugni dei miei compagni di Partito). Non avevo mai avuto un incontro ravvicinato con un alto esponente della DC, mi incuriosivano non solo le sue condivisioni ai miei articoli, ma, soprattutto, le risposte ai quesiti che gli avrei posto in forma gentile ed educata sul suo voto contrario a Giovanni Falcone e a favore di Antonino Mele con la mia “peculiare” aggiunta: “ L’anzianità che prevale sul merito”. Mi rispose, senza scomporsi, pacatamente, da convinto giurista e da uomo delle istituzioni: “Dopo aver raggiunto un sofferto compromesso con i componenti CSM favorevoli a Mele non avrei mai potuto consentire e determinare (nonostante tutte le positive notazioni a favore di Falcone) uno scavalco sull’anzianità di ben sedici anni, era un ‘precedente’ troppo pericoloso”. Non insistetti, da grande giurista qual era …era troppo convinto del suo pensiero e l’atmosfera serena, dialogica e propositiva del pranzo a “Fuori Le Mura” non invitava certo a irrigidirsi o a creare sterili e ingiustificate polemiche. A distanza di oltre quattordici anni non mi sento di colpevolizzarlo