![]() GIAMPIERO IUDICELLO
Oggi i partiti appaiono come inutili occupatori di pezzi di istituzioni, elettorifici non più portatori di istanze sociali o di una vocazione di partecipazione alla vita democratica, soggetti non più rappresentativi di una specialità meritevole di essere promossa e garantita rispetto alle associazioni. Bisogna ammettere che la percezione che hanno i cittadini ha un fondamento di verità, che la qualità della nostra democrazia e lo stato di salute dei partiti non è affatto buono e che la classe dirigente che ci rappresenta nelle istituzioni non sempre rappresenta il meglio, per usare un eufemismo. La soluzione è votare si a questo pseudo-riforma ?? Non credo, anzi sono convinto del contrario. Bisogna portare democrazia e regole nella vita dei partiti, renderli veri strumenti di partecipazione. C’è bisogno di una legge sui partiti, dando seguito al dettato dell’art. 49 della Costituzione. Bisogna rafforzare il principio di rappresentanza e non mortificarlo con Senatori e Deputati nominati come se fossero cavalieri feudali. Dobbiamo evitare che pochi “capi”, Segretari di partito (magari personale) o Guru della comunicazione che siano, gestiscano il parlamento come se fosse casa loro, riducendolo a una cosa ornamentale a servizio dei poteri forti del paese che mirano a ridurre lo spazio di democrazia “vera” sostituendola con quella “farlocca” fatta di sondaggi e click.
Non è tagliando qualche parlamentare che si ottiene tutto ciò. Il taglio proposto oltre a non risolvere questi problemi ne produce altri. Il più evidente è la penalizzazione in termini di rappresentanza di alcuni territori rispetto ad altri (tra questi la Basilicata). Quello del risparmio è un argomento risibile: lo 0.07 % del bilancio dello Stato , questo il risparmio totale , un caffè all’anno per ogni italiano a fronte do una diminuizione della rappresentanza popolare. Per me non valgono nemmeno gli argomenti di chi dice: votiamo si, è un primo passo, poi saranno costretti ad adeguare norme, procedure, legge elettorale , regolamenti camerali e dare sostanza a una riforma che di fatto non c’è . Innanzitutto nulla garantisce che ciò avvenga, anzi ci sono legittimi motivi per pensare che non ci sia ne il tempo, ne la capacità, ne la reale intenzione di fare ciò ( considerando la durata media dei governi della storia più recente, la qualità media della attuale classe dirigente, e gli spazi di democrazia vera all’interno dei partiti e soprattutto fuori dei partiti), ma tralasciando questa considerazione, vi sembra normale costruire un edificio cominciando dal tetto ?? vestirsi indossando prima il pantalone e la camicia per poi mettere su l’intimo ??. A voler pensar male si potrebbe ipotizzare che le vere ragioni di chi sostiene il si (escludendo quelli che ragionano con la pancia: tagliamo , mandiamoli a casa ec. ) siano altre, e poco abbiano a che fare con la Costituzione e l’assetto istituzionale del paese.
Le istituzioni non sono uno scherzo, la Costituzione non è un giocattolo , non la si può modificare confidando nei “forse poi pero faremo /faranno”. NO , a questa pseudo-riforma
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UNA PSEUDO RIFORMA
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