NOTTE BIANCA DEL LIBRO E DELLE IDEE. IL CAMMINO RIPRENDE CON NOVITA’

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DI PAOLO ALBANO

Dalla Basilicata, patrimonio irrinunciabile e non negoziabile, si parte sempre per raccontare con parole nuove un nuovo Sud e per avere cura di tutti quelli che possono farlo e possono lasciarla andare per quello che veramente è. I lucani, i meridionali sanno come fare perché in ogni dove portano con sé il loro  sguardo. E così sconfinano, dialogano, aspettano, comunicano, ritornano. Possono farlo perché sanno che si può partire non  senza aver prima accettato la fatica dello stare. Un vero e proprio atto di resistenza che non si può fare da soli, che deve essere compiuto  insieme a quelli che sanno che la cura sta al fianco di quelli che danno sempre un senso a quello che fanno.  Perché si sa, raccontare è resistere. Da qui le indicazioni sono: speranza, rispetto e costruire/riscostruire-  C’è “speranza” perché la speranza sono le braccia che ci aiutano a sollevarci o quelle che ci indicano una strada da percorrere o che ci avvolgono di affetto se vogliamo prendere forza e proseguire per la strada che conosciamo. Lei, la speranza, diventa più forte se viene alimentata dal “rispetto”. Rispetto semplicemente per l’altro, rispetto per l’ambiente, rispetto per i nostri patrimoni storici, rispetto per la nostra città, rispetto per i luoghi che frequentiamo, rispetto per chi professa una religione diversa dalla nostra ovvero rispetto per chi non crede che ci sia un Dio al quale affidarsi. E potremmo continuare… E, infine, una conseguenza che nasce dalla speranza e dal rispetto è una parola verbo, una parola che ci chiede di agire: “costruire”. Molte cose sono da costruire o meglio ri-costruire. Costruire una proposta di società nella quale vorremmo vivere e per la quale dovremmo fare qualcosa di più.Costruire la presenza che ciascuno di noi deve garantire nei suoi luoghi che significa essere “complici” di un progetto comune, essere portatori di visione ed essere costruttori di sviluppo.   La coniugazione di questa verbo è infinita. Dovremmo solo scegliere a seconda dove sia possibile esprimere al meglio il nostro impegno. Per questo da queste terre che si nutrono di Mediterraneo, le parole sulla scoperta di un nuovo  Mezzogiorno suonano bene.  Insomma per noi tutto ciò che fa Basilicata coincide con  il racconto del Sud.  Da qui il viaggio della scoperta che stiamo facendo che è partito dalla Lucania di Levi per esaudire il desiderio di centralità e di sconfinalità della Basilicata e del Mezzogiorno. In questo luogo, dunque,  è possibile la scoperta quella che si realizza attraverso l’energia delle acque del nostro mare e la consapevolezza che   servono domande nuove per essere Sud dovunque. A partire da quelle sul Mezzogiorno che va raccontato con ardore perché possa offrirci i suoi doni a cominciare da quello della Memoria dei passi compiuti per le sue vie.  Per questo esiste il Festival della notte bianca del libro e delle idee dove “loro” si mettono in movimento e ci mostrano nuove strade che passano per la via del dono e della restituzione. Ogni luogo, infatti, va ri-guardato nel senso di tornare a guardarlo ma anche di averne riguardo. Noi lo facciamo guardando alla Basilicata. Che ci stiamo a fare noi che vogliamo essere testimoni del dono di sé che ciascuno deve alla sua terra, restituire, cioè,  ciò che la Basilicata ci dona ogni giorno con la sua unicità? Alla fine del decimo anno ecco le domande che ci facciamo, ecco perché occorre sperare e sperando continuare a rispettare questa terra e, rispettandola, cominciare a guardare da vicino cosa vogliamo che sia la Basilicata Per? Per costruire, per ri-costruire, per edificarla a punto di incontro e di connessione con il Sud stando al centro del Mediterraneo. Non vogliamo mai farlo da soli, anzi l’assieme sia il nostro modo di essere e di immaginare perché tutto riparta da dove abbiamo cominciato e tutto abbia un nuovo inizio. Dobbiamo sempre partire dal racconto per camminare con l’orientamento giusto Ed ecco con chi faremo due passi. Dopo il Circolo dei Lettori di Torino siamo nell’Associazione Presidi del Libro. Valeva molto come vale ribadire le nostre amicizie che sono il nostro assieme: Fondazione Sassi e Onyx Jazz Club di Matera per esempio, l’Istituto Teologico di Basilicata,  l’Istituto Internazionale Jacques Maritain e il MEIC (Movimento Ecclesiale di impegno culturale), la Comunità di connessioni,  la Chiesa di San Michele dove iniziamo il nostro percorso ogni anno e la Consulta diocesana aggregazioni laicali. E ancora si espande il sogno della fraternità con “Amici di Chico”, lo Spaziosenzanome  l’Associazione degli studenti dell’Università della Basilicata, il FAI con i giovani e l’Associazione Ciclostile. E poi che dire della Fondazione Città della Pace per i bambini nata nel 2003 dall’idea del premio Nobel per la Pace Betty Williams. E poi ”Gli amici dell’hospice”, inseparabili nel nostro cammino. Ma qui non possiamo dimenticare il sostegno indiscusso della Città di Potenza e dei Comuni che di volta in volta andiamo a visitare. La Basilicata un luogo fertile dove far crescere un sogno di fratellanza. Infatti, noi siamo tra i promotori della Rete dei Festival del Sud, una entità significativa fatta di circa 25 festival dalla Campania alla Sardegna passando per la Basilicata. Un’entità che faremo nascere. L’idea è di una persona che ha segnato la vita del nostro Festival e continuerà a segnarla: Francesco Durante. Da queste alleanze ciò che possiamo vedere con lo sguardo della cura, si allarga e diventa più intenso. E il viaggio della scoperta continua e non si potrà interrompere.

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