L’Icomos, l’organo tecnico consultivo dell’Unesco, ha dato il via libera all’iscrizione de “La Via Appia. Regina Viarum” nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’Umanità. Si attende con grande interesse la ratifica ufficiale che ci sarà a New Delhi .Tracciata per esigenze militari, per connettere rapidamente Roma a Capua, l’Appia fu progressivamente estesa fino a Brindisi e divenne presto una strada di grande comunicazione commerciale e di primarie trasmissioni culturali; l’appellativo di “regina viarum” che il poeta Stazio le ha dedicato esprime l’insieme delle valenze politiche, propagandistiche, economiche e sociali che le valsero la sua millenaria fortuna. La Via Appia fu la prima delle grandi strade romane a prendere il nome non dalla funzione o dal luogo a cui era diretta, ma dal magistrato che l’aveva costruita. Nel 312 a.C. il censore Appio Claudio Cieco provvide alla realizzazione di un nuovo asse viario che collegava Roma a Capua al fine di permettere il movimento veloce delle truppe romane verso il meridione in occasione della seconda guerra sannitica (326-304 a.C.). Successivamente il tracciato fu prolungato fino al porto di Brindisi, che fornì a Roma un collegamento diretto con la Grecia, l’Oriente e l’Egitto, fondamentale per le spedizioni militari, i viaggi e i commerci. Tale intervento elevò l’Appia a strada più importante del mondo romano, la “regina delle strade”, come la definì il poeta Stazio nel I secolo d.C. (Silv., 2, 2, 12: regina viarum). Il tracciato della Via Appia aveva le caratteristiche poi divenute fondamentali per tutta la rete stradale romana: largo circa 4,10 m, una misura che permetteva agevole circolazione nei due sensi, era affiancato da marciapiedi laterali generalmente larghi 3,10 m contornati da numerosi monumenti funerari che i passanti potevano ammirare nella noia della monotonia del viaggio. La campagna circostante era caratterizzata da villaggi contadini, che già negli ultimi secoli della Repubblica avevano cominciato a scomparire per essere sostituiti dalle grandi ville dei ricchi romani desiderosi di riposare in dimore di lusso lontane dal caos della città. Stazioni di posta, alberghi, osterie, piccoli impianti termali e servizi per i viaggiatori scandivano il tracciato, ottimamente organizzato e gestito da curatores preposti a garantire la continuità dei collegamenti fra Roma e le province. A questa strada furono riservate sempre particolari attenzioni in epoca antica, tanto che ancora nel VI sec. d.C. Procopio di Cesarea, durante le Guerre Gotiche, era ammirato per il perfetto stato di conservazione del basolato. Nel corso della storia romana, l’Appia è ricordata come protagonista di numerose guerre e famose vicende, una fra tutte l’epilogo della rivolta di Spartaco, in cui 6000 ribelli vennero catturati e crocefissi lungo la strada da Roma fino a Capua.
Lo sviluppo in Lucania verso Venosa, dopo Pons Aufidi (Ofanto) seguiva diverse direttrici, scelte dai viandanti, dai commercianti, dai pellegrini e dagli eserciti in base al mezzo di trasporto usato (carro, cavallo o a piedi), alla stagione che influiva sulle condizioni del fondo stradale ed ai rischi dovuti a possibili agguati e furti da parte di banditi armati (per gli itinerari in Lucania e Puglia vedasi di: A.Bavusi, il Cammino di Puglia – Itinerari GIS Vito L’Erario, Alfagrafica Volinnino, Lavello, 2016).
Nel corso di un lungo processo di candidatura, avviato con il coinvolgimento di 28 uffici del Ministero, 4 regioni, 13 città metropolitane e province, 74 comuni, 14 parchi e 25 università, sono stati individuati i 22 tratti di strada maggiormente rappresentativi dell’eccezionale valore universale del bene e rispondenti ai requisiti richiesti dall’UNESCO che costituiranno il sito seriale Via Appia. Regina Viarum..
Nel febbraio 2023 l’Ufficio UNESCO del Segretariato Generale del Ministero della Cultura ha depositato la candidatura che è la prima interamente promossa e finanziata dal Ministero della cultura, che sta anche investendo ingenti cifre nel restauro e nella valorizzazione delle testimonianze archeologiche situate lungo il percorso della strada, ponendo l’Appia al centro delle politiche di sviluppo sostenibile. L’obiettivo è quello di rafforzare l’offerta di nuovi attrattori, fondamentali per la crescita in chiave culturale delle aree interne, ma anche la tutela del nostro immenso patrimonio e la valorizzazione dell’elevato senso di appartenenza che ancora oggi le comunità residenti mostrano nei confronti dell’antica strada.
VEDI ANCHE