All’amore per la sua Melfi, il capitolo della fede
DEVOZIONE DI PADRE CARLUCCI PER LA MADONNA DI NAZARETH

FRANCO CACCIATORE

Ci piace tornare sulla figura del concittadino padre gesuita Gaetano Carlucci nato a Melfi il 1834, che all’amore per la città (che sognava capoluogo!), univa la devozione verso l’icona della sua Madonna di Nazareth, venerata nella cattedrale. Un seguito dovuto a un ulteriore nostro ritrovamento che ha davvero dell’eccezionale, la foto dell’artistica lapide con busto in bassorilievo del frate, apposta sulla facciata dell’Istituto da lui fondato dedicato a San Josè (S. Giuseppe), nella Cordova (Cordoba) argentina e non spagnola. Una svista dovuta oltre che alla medesima denominazione delle due città, anche alla stessa lingua delle nazioni, dove lui ha risieduto. Infatti Gaetano Carlucci parte da Melfi nel luglio del 1860 appunto alla volta della Spagna, dove rimarrà per molti anni svolgendo i suoi studi ecclesiali e poi l’appartenenza alla Compagnia di Gesù. Successivamente in Argentina. Senza dubbio la permanenza nella Cordoba argentina maggiora l’importanza della sua opera religiosa svolta non in una città con una popolazione sui 300mila abitanti, ma in un capoluogo di regione con oltre un milione e mezzo di anime.
È questa l’occasione anche per completare con altre notizie la figura di padre Carlucci, tratte dalle sue circa cinquanta lettere “lunghe,lunghe”, come lui stesso dice,e che chiede siano inviate ugualmente dai suoi familiari. Una vera cronaca prima del suo viaggio dove ha dovuto “pagare il tributo al mare” con una dolorosa traversata, in altre una minuziosa descrizione della cattedrale di Saragoza con 19 altari e poi la sala del Consiglio Comunale, dove per dirne la grandezza il suo pensiero tornerà alla sua Melfi: “due volte la navata di mezzo della nostra cattedrale”. Infine le tappe del suo percorso religioso, sempre improntato alla preghiera e alla carità. In una delle lettere chiede all’ “amatissimo” fratello Gennaro: Si recita tuttora in casa il SS.Rosario a Maria SS. Si osservano le consuete pratiche di pietà?

madonna di Nazareth
Vorrei che ogni sera per una mezzoretta si leggesse la vita di qualche santo e prima di andare a letto l’esame di coscienza esminando pensieri,parole e opere di tutto il giorno.Si compiace della somiglianza fra l’italiano e lo spagnolo e invia l’Ave Maria in lingua iberica, spiegandone la pronuncia. La devozione alla Madonna è continua, sempre nella sua mente l’icona venerata a Melfi. In una lettera del 20 agosto del 1863 chiede:La memorabile festa della Vergine Assunta come l’avete passata? Suppongo che tutti in casa vi siete almeno confessati e comunicati in ringraziamento a Maria per averci liberato dal terribile flagello del terremoto.
La sua scomparsa nella Cordoba argentina il 12 giugno 1900, a 75 anni,a causa di una polmonite.
Da tutti venerato come un santo è sepolto, con onori solenni, in cappella della cattedrale della città. I suoi “numerosi fedeli e devoti con gratitudine”, appongono lapide con suo bassorilievo, sulla facciata del Collegio San Giuseppe (Josè), da lui istituito in particolare per la cura dell’infanzia abbandonata, per coloro che per padre Gaetano erano i “giuseppini”.
Foto: Una bella immagine di padre Gaetano Carlucci. La lapide sulla facciata del Collegio di San Josè a Cordoba in Argentina e suo particolare. La cattedrale di Cordoba dove è sepolto. L’icona originale (purtroppo trafugata) della Vergine di Nazareth a Melfi, nella devozione di Padre Carlucci.