PARCO FLUVIALE, LE BUONE IDEE DI BASILICATA POSSIBILE

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Un ‘Concorso di progettazione’ per il Parco fluviale del Basento, che ne protegga l’ecosistema, crei nuove alleanze tra le specie viventi, ridisegni il fiume come infrastruttura sostenibile, estetica, funzionale per nuove connessioni spaziali (città, parco della città / ex Cipzoo, Parco Rossellino, Pantano, Depuratore storico). Valorizzare la progettualità di un ‘team multidisciplinare’, garantendo al suo interno la presenza di giovani professionalità – una progettualità come pratica innovativa per ‘appalti pubblici circolari’. La proposta di istituire la figura del ‘Garante dell’ecosistema fluviale’. È necessario – proseguono in una nota congiunta i consiglieri del gruppo ‘La Basilicata possibile’ Valerio Tramutoli, Francesco Giuzio, Giuseppe Biscaglia – che l’Amministrazione comunale, e l’assessorato all’Ambiente in particolare, procedano in tempi brevissimi alla pubblicazione del bando per la progettazione del Parco fluviale lungo il fiume Basento (Scheda n. 21 ‘Infrastruttura verde’ / ITI Investimento Territoriale Integrato per lo sviluppo urbano della città di Potenza / finanziamento totale € 2.000.000). Un bando aperto, trasparente, innovativo, che sia in grado di raccogliere progetti di grande qualità, valorizzando al massimo le idee più innovative di sostenibilità ambientale. Su questo il Gruppo consiliare de “La Basilicata possibile” al Comune di Potenza intende precisare ulteriormente – così come già fatto nelle competenti sedi istituzionali – la sua posizione:

I. Il progetto, nel prendere in considerazione un ecosistema complesso qual è il fiume Basento, richiede l’attivazione di una rete di saperi e competenze molteplici e articolate. I fiumi non sono semplicemente ‘l’acqua trattenuta dentro un recinto, perché non strabordi e invada la terra’. I fiumi sono ecosistemi in continua trasformazione, che richiedono un vero e proprio ‘progetto di paesaggio’, che tenga conto di questa complessa trama ecologica, e sia in grado di innescare una nuova qualità dal punto di vista della sostenibilità ambientale, estetica, funzionale. Per questo occorre arrivare a un Parco percepibile dai cittadini come un ‘organismo vivente unitario’ che, nel mettere al centro l’acqua, le varietà vegetali e la biodiversità, sia anche capace di connettere e di mettere in reciproca relazione: le aree limitrofe dell’ex Cip zoo (il ‘Parco della città’) e del Parco Rossellino; l’area protetta del Pantano con la sua infrastruttura di pedonabilità lenta e ciclabile in fase di realizzazione; la stessa città. Un Parco in grado – inoltre – di valorizzare i suoi ponti, le infrastrutture sociali e culturali che lo abitano, le molteplici attività che si sono sviluppate lungo le sue sponde fino al recupero e alla valorizzazione del “Depuratore storico” della città di Potenza, sul quale la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio della Basilicata sta procedendo per apporre, giustamente, il ‘vincolo culturale’. Occorre dunque creare le condizioni per un sistema coordinato di connessioni, ‘un complesso di legature su diversi livelli’, un’organizzazione spaziale nuova e aperta, in grado di avere uno sguardo lungo nel cogliere nuove possibili opportunità che, oggi, non appaiono evidenti. Ma il fiume non è solo una potenziale area di snodo. È anche uno dei luoghi in cui ‘gli abitanti possano incontrare le altre forme viventi dell’ecosistema città’. Da questo punto di vista, il Parco del fiume Basento diventa il ‘bene comune’ intorno al quale ‘rifondare una parte di territorio, partendo dall’acqua’, generando così delle ‘compresenze vitali’ (anche conflittuali), delle ‘nuove alleanze’ e delle condizioni ambientali che andranno, ma non solo, a ‘rinvigorire le comunità faunistiche e a incrementare la varietà di specie vegetali’. È in questo contesto che sarà possibile anche riorganizzare e connettere gli spazi fisici e le aree naturali con i fenomeni di carattere sociale, culturale, economico che si manifestano intorno e dentro questo spazio vitale, chiamando i cittadini ad essere partecipi di questa trasformazione, assumendosene anche la responsabilità della sua difesa. Da qui nasce la proposta per l’istituzione della figura del ‘Garante dell’ecosistema fluviale’, illustrata al punto IV.

II. Il bando dovrà essere finalizzato a produrre un ‘progetto di paesaggio’ di grande qualità e innovazione. Si tratta di pensarlo come un progetto funzionale a delineare il futuro del Parco. Un ‘concorso di progettazione’ aperto alle intelligenze, ai saperi, alle competenze multidisciplinari. C’è da sottolineare, come più volte, la Commissione europea sia ritornata sui temi dell’innovazione progettuale e degli appalti pubblici. Con una Comunicazione sugli ‘Orientamenti in materia di appalti per l’innovazione’ (maggio 2018) evidenzia come i “concorsi di progettazione” – insieme ad alcune altre procedure di appalto pubblico alternative – siano in grado di ‘attrarre innovazione’ e di produrre ‘soluzioni innovative nel quadro di ogni procedura di appalto pubblico’. La Commissione evidenzia, altresì, come le possibilità di utilizzare gli appalti strategici – sostenibili e integrati, verdi e responsabili – rispetto alle attuali sfide urbane non siano colte appieno dalle Amministrazioni: ‘Il 55% delle procedure d’appalto utilizza ancora il prezzo più basso quale unico criterio e ‘le gare d’appalto economicamente più vantaggiose secondo un approccio costo/efficacia che può includere criteri sociali, ambientali, innovativi, di accessibilità o altri criteri qualitativi, sono ancora troppo poco utilizzate’ (Comunicazione Commissione europea, ‘Appalti pubblici efficaci in Europa e per l’Europa’, 2017).
È necessario bandire un concorso di progettazione che metta a suo fondamento, da un lato, criteri ambientali, sociali, innovativi, e dall’altro la valorizzazione delle competenze in ‘team multidisciplinari’ di progettazione che vadano anche oltre la semplice presenza di quelle figure che già il ‘Codice dei contratti pubblici’ prevede, garantendo altresì, al suo interno, la presenza di giovani professionisti (come recita l’art. 154, comma 3 del Codice). In questo modo, anche alle giovani professionalità possono essere garantite quelle “opportunità” di cui si alimenta il tessuto democratico di un Paese.

III. Scelte progettuali improntate alla qualità e all’innovazione non solo sono in grado di contenere l’impatto ambientale e di promuovere l’eco-sostenibilità, ma anche di ‘produrre vantaggi e benefit valutabili’. Una Commissione giudicatrice formata da esperti di alto profilo potrà così valutare con competenza quali vantaggi potranno essere effettivamente convenienti per la comunità cittadina. Il nostro è, dunque, un invito all’Amministrazione comunale a lavorare in una nuova direzione, valorizzando le ‘pratiche circolari’ (gli ‘appalti pubblici circolari’), in grado di ‘ridurre’ gli acquisti se la necessità non lo impone, di ‘riutilizzare’ i materiali e i prodotti ‘recuperati’, con la possibilità di ‘riciclarli’. Si pensi alle modalità e alle forme attraverso cui questo processo circolare può essere applicato in un ‘progetto di paesaggio’. Queste sono le scelte politiche che deve compiere un’Amministrazione, perché ‘il successo o meno delle soluzioni innovative’ dipenderà da queste decisioni, che implicano – sin dalle prime fasi – il coinvolgimento attivo della cittadinanza.

IV. L’istituzione della figura del ‘Garante dell’ecosistema fluviale’ è la proposta che il Gruppo consiliare de La Basilicata possibile intende proporre e portare avanti. Il Garante dovrà essere una figura competente, sostenuta da una rete di cittadini e associazioni che si pongono il problema di come garantire azioni e interventi finalizzati alla sostenibilità ambientale, di quali forme darsi per controllare e monitorare queste azioni e questi interventi, di come richiamare costantemente alla responsabilità ciascun soggetto all’interno di procedure nuove e innovative che l’Amministrazione comunale dovrà praticare. Il dibattito giuridico, scientifico e filosofico a livello internazionale, ormai, si muove verso un ordinamento giuridico in cui le norme tendono sempre di più a garantire i diritti della natura (piante, fiumi, molteplici e differenti forme di vita…). Le ‘cose’ del nostro linguaggio quotidiano si trasformano in veri e propri ‘soggetti giuridici’. E questo processo implica una nuova cultura nel rapporto con la complessità della natura e della vita che l’attraversa. È un sentire nuovo che si fa avanti, mettendo in crisi categorie giuridiche ormai sorpassate. Di fronte ai danni arrecati all’ecosistema che mettono fortemente in discussione la stessa possibilità di vita per le generazioni future, si impongono come necessarie una ‘nuova etica della responsabilità’ e una ‘nuova forma di diritto’ – un agire le cui conseguenze siano sempre compatibili con la permanenza della vita sulla terra; un diritto che – come già è avvenuto nelle legislazioni nazionali di diversi paesi – garantisca la trasformazione della natura come ecosistema di differenti forme di vita in soggetto giuridico. Questo implica l’introduzione di nuove figure di ‘legali rappresentanti’ (‘guardian’). La proposta de La Basilicata possibile sulla figura del ‘Garante dell’ecosistema fluviale’ si muove lungo questa innovativa strada”.

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Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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