PARCO MARINO DI MARATEA: RITARDI INGIUSTIFICABILI!

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La candidatura di Maratea a patrimonio Unesco è una candidatura autorevole e che può aspirare al risultato pieno, non solo per la bellezza della natura , la straordinaria tipicità di un borgo, la qualità delle acque di balneazione e le cinque vele blu che ogni anno si aggiungono alle bandiere davanti al Comune, ma perché ha un progetto solido alle spalle che parte da una delle priorità volute dall’Europa e cioè la salvaguardia della biodiversità marina e la protezione delle acque. Obiettivo che ,partito nel 2009, deve compiersi entro il 2020 .In questo senso Maratea si è mossa per tempo chiedendo l’istituzione dell’area marina protetta e aspetta da tempo che il Ministero si decida a valutare la richiesta a perimetrale l’area ed a portare a conclusione l’iter. Il Ministero nicchia, ma neanche c’è chi si incarica di pungolarlo. Eppure a Maratea la popolazione non è divisa più di tanto sulla possibile istituzione dell’area protetta, contrariamente a quanto aviene in altre località nelle quali è passato il concetto sbagliato che protezione è uguale a minori possibilità di sviluppo. E invece è proprio il contrario, nel senso che il mare pulito, le grotte, la bellezza, la montagna alle spalle ne fanno un unicum capace di attirare il turismo di qualità da tutte le parti del mondo.  Le leggi 979 del 1982 e 394 del 91 hanno individuato un elenco di 48 aree di reperimento meritevoli di tutela, ma solo per 27 è scattata la protezione. Tra chi aspetta anche località arcinote del turismo balneare made in Italy, come appunto Maratea. E intanto i pochissimi pescatori lamentano l’estinzione di alcune specie marine e la distruzione dei fondali. Il ministero promette nuovi finanziamenti grazie “alla riforma della legge sulle aree protette in discussione al Parlamento” Ad un giornale nazionale che lo intervistava sulla questione, il Sindaco Cipolla ha parlato con una certa preoccupazione delle conseguenze di questi ritardi : ” In assenza dell’area marina protetta, “i pescherecci continuano a usare le reti a strascico creando danni alla posidonia, nell’area archeologica dell’isola di Santo Janni le barche possono ormeggiare rovinando i reperti, e capita che la gente rubi pezzi di stalattiti dalle grotte scavate nella roccia del mare. La guardia costiera non ha le risorse sufficienti per controllare a tappeto tutta la zona” . Una sollecitazione a fare presto è arrivata qualche giorno fa dal consigliere Mario Polese per il quale la mole di documentazione scientifica prodotta dalla Regione dovrebbe indurre il Ministero a metTEREre la firma ad occhi chiusi. In questi anni- ha spiegato – diversi sono stati gli studi scientifici e di pianificazione dell’area in questione, ottenuti con importanti azioni condotte dalla Regione Basilicata e finalizzate all’approvazione del Piano di Gestione dei siti di Natura 2000 ricadenti sull’area: Acquafredda, Isola di Santojanni e Costa Prospiciente, Marina di Castrocucco. Il Piano di Gestione ha considerato questi tre siti con la loro estensione certificandone gli habitat marini presenti e le grotte sommerse e semisommerse. Un Piano che è stato concertato  e condiviso in diversi incontri tenuti con il Sindaco di Maratea, l’ufficio tecnico del Comune di Maratea ed, infine, approvato con la delibera di Giunta regionale n.166 del 2016”.Che aspetta il Ministro? Appunto, è il caso di darsi una mossa.

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Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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