DI ANTONIO CALIFANO
La categoria dell’insensato in politica nasconde solo una mancanza di conoscenza dei processi che producono gli avvenimenti. Questa fase di “disordine mondiale“ che noi tentiamo di interpretare o con le vecchie categorie della politica o con quelle della psichiatria (che pure qualcosa c’entra) non sono adeguate. La scelta, perché di questo si tratta, di destabilizzare l’Oriente a cominciare dal Medioriente, è funzionale alla lotta per l’egemonia mondiale, l’invasione dell’Ucraina da parte di Putin un tentativo di giocare d’anticipo, serve a superare una grave crisi di crescita del capitalismo che si accompagna all’enorme debito pubblico americano, al conflitto tra capitale manifatturiero e capitale finanziario e al conseguente riassetto degli equilibri mondiali. Tutto il resto un tragico teatro, dove con cinismo si massacrano interi popoli, si distruggono paesi e si utilizza la guerra come già per altro (in scala) era avvenuto nelle due precedenti guerre del golfo. Per esemplificare, la evidente confusione di Trump è il prodotto, oltre che del suo narcisismo, delle spinte opposte di chi l’ha fatto eleggere: Bannon (teorico del capitalismo manufatturiero), Musk (immagine del capitalismo tecno/finanziario).
Chi di tutto questo sembra per ora beneficiarne è Netanyahu , ma attenzione ben presto si faranno i conti anche con lui, anche perché egli è il rappresentante “volgare” di una lobby ebraico finanziaria molto potente e per certi versi trasversale. La terza guerra mondiale non scoppierà perché è già scoppiata, anche qui abbiamo difficoltà a riconoscerlo perché pensiamo sempre con le vecchie categorie del “900, in una modalità inedita possibile grazie al grande sviluppo della tecnologia bellica, con il cinismo di un “wargame”, ma con una coda di vecchio colonialismo addirittura ottocentesco: no, non è imperialismo in senso classico, rileggiamo bene Rosa Luxemburg e Lenin. Chi regge realmente le fila di quello che sta accadendo? Che cosa è il “potere” oggi? Affogati da miliardi di informazioni abbiamo difficoltà a individuare le cose importanti, la perdita di pensiero “critico” a vantaggio di quello a “somma di informazioni” di cui l’Intelligenza Artificiale rappresenta il prodotto più potente, sono tutti deterrenti tossici alla comprensione dei processi di causa/effetto. Quanto durerà questa fase? Nessuno lo sa, potrebbe anche essere che sia questo l’unico equilibrio possibile in questo passaggio storico. Io credo ancora che il problema sia ancora la lotta archetipa fra “uomini e macchine”, che la filosofia con Anders e Bloch ci possa fornire maggiori strumenti di comprensione della politica; l’attacco è all’umano, troppo complicato per essere asservito, va eliminato.. Mai come ora è necessario, per costruire una risposta adeguata costruire una rete di controinformazione e condividere le informazioni importanti