PER NON DISPERDERSI

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(di Gerardo Acierno)

 

E sì che sono a casa. Ancora a casa. Fino a quando non lo so. Decideranno loro. Insieme a me, le preoccupazioni, gli affetti, i ricordi, i silenzi e.. i libri.

Bisogna pur continuare a vivere, perbacco!

Intanto fiuto il risalire dello scontro socio-politico, il ritorno dell’odio territoriale (Feltri & com.) e di nuove melanconie meridionali, il mai sopito puzzo della malavita. Tuttavia e anche per questo, continuo a cercare nei libri, risposte  ai miei infiniti dubbi. Per non disperdermi. Per non cedere alle loro prepotenze.

     La mia, come chiamarla, passeggiata? tra i libri s’imbatte in una definizione di Umberto Eco: “ il libro è come il cucchiaio, il martello, la ruota, le forbici. Una volta che li avete inventati non potete fare di meglio”.

      Il giochino mi piace. Vado avanti. Del resto oggi non si può nemmeno passeggiare intorno al palazzo. Piove, c’è nebbia, la primavera tarda ad esplodere.

       Alessandro Piperno, dal suo canto, confessa di essere stato sempre “ inquietato dal modo in cui i libri se ne stanno lì, appollaiati sugli scaffali, pronti a rimproverarti le cose che non saprai mai. Essi, però, ti aiutano ad assimilare conoscenza, libertà, incanto e compassione”.

      Antonio Tabucchi mi riporta con i piedi per terra quando ricorda che “ nei tempi andati eravamo così giovani, ingenui, impetuosi,sciocchi, sprovveduti. Di quei tempi ci è rimasto qualcosa, tranne la giovinezza”.

      E poichè sono ancora frastornato dalla puntata di Report, Raitre, lunedì scorso, sui nemici di Papa Francesco, mi va di sottolineare quel che don Lorenzo Milani disse al suo cardinale, in ospedale, pochi giorni prima di morire: “Lo sa, eminenza, che differenza c’è fra me e lei? Io sono avanti di cinquant’anni”.

      Michele Serra, con la sua dirompente sinteticità, ricorda che: “Non è la maestà degli elementi che può atterrirci. Se non capiremo, se non sentiremo, sarà colpa della nostra sordità. Mettiti in ascolto”.

      Poi, un poetico tuffo tra “ombre di antiche creature che diramano il fiato dei miei figli” (Davide Rondoni), oppure “nel vecchio vicolo amico dalle macerie degli anni … (Giulio Stolfi), e “… l’erba non racconta, sulla strada accecata avanza …(Mario Trufelli); ancora … “ Vendetti quella terra. Un lembo di dolore …” (Antonio Lotierzo), e (Yzu – Francesco Albano) “.. la nostra rabbia non sarà più gratis..”;  e (Raffaele Votta) “.. anche questo tempo sarà storia se il ricordo non sarà disperso..”. Infine: “ Matera fitta nel suo sasso … Prego che quel fiore non sfiorisca.” (Mario Luzi).

      Si fa scuro. Di fuori. Qui, in casa, la mia cavalcata tra citazioni e riflessioni, pensieri sparsi, versi e incipit approda sulla pagina di un racconto meraviglioso (Orfeo in Paradiso) nella quale Luigi Santucci (Premio Basilicata – 1981) descrive la Milano del 1892, poco prima che un generale di quel tempo, ottuso e violento, ne facesse scempio con le sue cannonate sparate sul popolo milanese che protestava per l’aumento del prezzo del pane.

       Considerata la situazione attuale della metropoli lombarda, e prima di riportare la pagina dello scrittore milanese,  è con tutto il cuore e con la più sentita partecipazione che mi va di dire, qui ed ora:

                                   “Milan l’è semper on gran Milan!”.

… il brumista incappucciato nell’ampio ferraiolo, le lavandaie inginocchiate a gomito lungo l’acqua color ferro dei Navigli, che schiaffeggiavano i panni sull’asse insaponata,  … in piazza del Duomo a vedere ‘ el cafè del genoeucc’, dietro il capolinea dei tram che sferragliavano attorno al sagrato per riprendere la marcia sul corso Vittorio Emanuele. Era un banco all’aperto, un ometto dietro una grande cuccuma di caffè: vetturali e facchini lo bevevano facendosi sgabello del ginocchio … frotte di monelli infagottati in sciarpe di ruvida lana multicolore, teppisti dal floscio cappello a visiera, soldati dai cappottini turchini e in capo la busta con le lunghe punte, damine impettite su gonne cilindriche come bottiglie che traversavano la Galleria sotto venerabili cappellini … e di primo mattino al Verziere, fra gli ortaggi e le uova che giungevano dal contado intrisi di brina, nel prepotente vociare dei grossisti … l’arrivo in città del latte sul panciuto tino traballante fra due ruote, che mandava bianchi schizzi sui selciati; e gl’ingressi delle macellerie con i quarti di bue, i capretti appesi al gancio, il pollame … quella quotidiana forza di cibo che spingeva avanti la giornata della città e il suo domani…” (Luigi Santucci).

 

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Sull' Autore

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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