IL FUTURO DELL’ ECONOMIA SI CHIAMA FILIERA

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 RICCARDO ACHILLI

Ortofrutta del metapontino, basato su circa 5.000 imprese agricole, con attività a valle di trasformazione e packaging, settore vitivinicolo del Vulture, con circa 3.000 imprese nelle varie fasi della filiera del vino, l’area olivicola della Collina Materana, ciò che resta del distretto del mobile di Matera, che però rappresenta ancora circa  78 imprese strette attorno alle imprese leader Calia e Natuzzi, polo dei salumi di Picerno, caseario e settore delle carni delle aree interne del potentino, artigianato del ferro nell’area del Pollino-Lagonegrese, del legno nell’area di Avigliano e della ceramica nel Vulture, ciò che resta del distretto della corsetteria di Lavello, ancora in attività, seppur molto ridotta (ma comunque rappresentato ancora da circa 15 imprese attive), oltre che, naturalmente, i fornitori di prima e seconda fascia del polo automotive di Melfi, che da soli danno lavoro a più di 3.000 persone.

Questi sono i numeri del sistema delle piccole e medie imprese agroalimentari ed industriali della Basilicata. Un patrimonio duramente falcidiato dalla crisi economica e da anni di sostanziale assenza di politiche industriali, che però garantisce ancora la tenuta sociale ed economica di molte zone della regione, e che va preservato. Certamente va preservato con una maggiore capacità imprenditoriale, e questa è una responsabilità di chi le imprese le dirige, però la parte pubblica può fare molte cose, ad esempio:

  • Puntare sulla formazione, anche quella non a catalogo, più mirata alle esigenze delle imprese, anche selezionando gli enti formativi sulla base di un progetto di formazione valutato dal diretto interessato, ovvero l’imprenditore;
  • Assistere le imprese ad ampliare i loro mercati, ad esempio agevolando l’incontro fra domanda ed offerta di subfornitura, creando un database in cui far confluire la domanda di subfornitori di imprese del Centro Nord potenzialmente committenti, con imprese lucane che si offrono;
  • Creare occasioni di incontro fra imprese e canali commerciali, che non siano irrigidite nelle tradizionali occasioni fieristiche, ad esempio valorizzando la rete, nazionale ed estera, delle Camere di Commercio, e valorizzando, una volta per tutte, la rete dei lucani nel mondo in funzione di “ambasciatori economici” del made in Basilicata, nei Paesi in cui vivono;
  • Agevolare l’associazionismo fra imprese, assistendole nella progettazione di contratti di rete non meramente finalizzati ad un mero associazionismo lobbistico, ma tarati su progetti di R&S, produttivi o di penetrazione commerciale di interesse comune;
  • Fare politiche di attrazione di investimenti effettive, cioè non generaliste, ma mirate sui settori e le imprese che possono meglio combinarsi con le vocazioni produttive locali, andando a chiudere anelli di filiere non rappresentati sul territorio, ad esempio nell’agroindustria, nell’energia, nei nuovi materiali per l’edilizia, nella chimica verde.

Tutto ciò richiede, ovviamente, capacità di progettazione di policy, di aggregazione e coordinamento degli strumenti finanziari e programmatici esistenti, di attivazione di relazioni e di dialogo sociale con il partenariato sociale. Non una cosa impossibile, però sono cinque anni che la Regione non lo fa più.

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Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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