PERTUSILLO, “RISCHIO DISASTRO” NERO SU BIANCO QUINDICI ANNI FA

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Un post del prof.Ortolani, ordinario di geologia alla federico II di Napoli, ora in grande splendore di pensionato iperattivo, mi rimanda alla madre di tutti gli studi sul sistema idrogeologico della Val D’Agri, una ricerca commissionata in tempi in cui la cronaca nera e quella giudiziaria non avevano ancora preso il posto di rapporti istituzionali corretti e fecondi. Lo studio vedeva insieme l’Eni., l’università di basilicata,l’Arpab. Collaborazione iniziata con 489 pagine di una ricerca che aveva posto le basi scientifiche per una valutazione esatta dei rischi che i bacini idrografici connessi al sistema val d’Agri potessero correre per accadimenti o incidenti dovuti a sversamenti di petrolio. Era, da quello che ho potuto vedere, un lavoro ricognitivo notevole che analizzava e indagava tutte le risorse idriche presenti nella zona. La coordinatrice del progetto era la prof. Albina Colella la quale concludeva il rapporto con queste parolecap7_7_p0

“L’insieme dei risultati ottenuti al termine del Progetto fornisce gli spunti e le linee-guida per predisporre gli eventuali sviluppi futuri, sia sotto il profilo dell’acquisizione di nuove e necessarie conoscenze di base, sia per quanto riguarda la realizzazione e messa a punto di strumenti opera tivi. In particolare si segnalano i seguenti possibili sviluppi: 1.   migliore definizione delle condizioni geologiche di base, sia per quan to  riguarda  il  Gruppo  dei  Complessi  Acquiferi  Carbonatici  sia  per quanto riguarda il Complesso dell’Agri; 2)  raccolta delle misure dicap3_22_p0 portata dei corsi d’acqua, prosecuzione della raccolta dei dcap7_16_p0ati di portata e di caratterizzazione geochimica per otte- nere serie storiche significative, utili alla calibrazione dei modelli; 3)  raccolta di un maggior numero di dati geologici, idrogeologici ed idro- chimici da pozzi inerenti il Complesso dell’Agri, per una migliore carat terizzazione della risorsa ivi contenuta e la taratura dei modelli; 4)   verifica dei termini di bilancio idrologico; 5.   prosecuzione del monitoraggio quali-quantitativo per l’ottimizzazione della delimitazione delle aree di vulnerabilità e dei centri di pericolo, ed eventuale realizzazione di un SIT aggiornabile ed operativo.

Occorre sottolineare che la zona circostante il Lago del Pertusillo deve essere considerata area ad elevato rischio ambientale, per la presenza dei  campi  petroliferi  e  degli  insediamenti  industriali  ed  artigianali  ove sono possibili episodi accidentali di inquinamento. Nell’eventualità di un incidente che coinvolga gli apporti idrici superficiali all’invaso, la qualità delle acque ne risulterebbe compromessa, con una gravissima ripercussione su una vasta area servita ad uso idropotabile dall’acquedotto del Pertusillo. Le risorse acquifere individuate, caratterizzate e quantificate nel corso di questo studio possono pertanto essere considerate  risorse  strategiche da salvaguardare e valorizzare secondo programmi di sviluppo sostenibile”.

Poi è successo il finimondo. Guai giudiziari per la Colella, l’ARPAB e il Dipartimento DICEM, Dipartimento delle culture europee e del mediterraneo, che, stando ad una convenzione, hanno continuato a tenere i rapporti sulla questione con l’ENI .

Ora uno che fa due più due deve per forza rilevare due cose:

la prima è che la prof.Albina Colella  in quello studio in cui tutti si ringraziano a vicenda per gli importanti risultati raggiunti, aveva intravisto il vero pericolo di catastrofe naturale che la commistione non scientificamente controllata tra attività estrattiva e inquinamento delle falde idriche avrebbe comportato;

la seconda, che il DICEM ,  dovrebbe essere in possesso, non da oggi , di situazioni più aggiornate rispetto a quello studio base
Su questi due fatti sono autorizzati  altrettanti  interrogativi. L’uno rivolto al passato e alla rilettura anche di alcune vicende giudiziarie, per capire se il potere in senso lato si è tolto di torno un personaggio che aveva dato un allerta così altisonante, l’altro per capire perchè Dicem e Arpab non sono riusciti a rilevare la compromissione del sottosuolo e delle falde acquifere. Qui,  se c’è stato sversamento, e c’è stato, non è un episodio di qualche giorno fa, ma di mesi in cui il terreno ha fatto da spugna. Sono stati divulgati i risultati delle isopiezometriche basati su nuovi dati di sottosuolo.? Se ne è discusso?, Sono stati allertati gli organi deputati al controllo? E da quando? La comunità lucana ha il diritto di sapere.
  Rocco Rosa

 

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Sull' Autore

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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