PESANTE DEBACLE INTERNA DEL POTENZA

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rocco sabatella

 

 

 Il 2018 non si poteva chiudere in maniera peggiore per il Potenza  subissato da un Catanzaro decisamente superiore che ha fatto il bello e il cattivo tempo al Viviani. Una sconfitta di proporzioni molto vistose che interrompe una imbattibilità interna durata la bellezza di 38 gare. L’ultimo 5 a 1 subito in casa risale a quattro anni, prima stagione della gestione Vangone e Vertolomo, quando fu il Torrecuso a travolgere il Potenza. Ovviamente resta scolpito nella memoria collettiva più la debacle con il Catanzaro perché si tratta di un campionato professionistico e nessuno avrebbe immaginato di assistere alla peggiore prestazione del Potenza in questo campionato. Nonostante la seconda sconfitta consecutiva dopo quella con la Vibonese, la squadra di Raffaele, scivolata al decimo posto della classifica, perde una posizione ma rimane in zona play off. L’aspetto più preoccupante, aldilà della sconfitta molto larga, è l’incapacità della squadra di sopportare gli impegni ravvicinati per un motivo molto semplice. Un evidente calo fisico di una formazione con l’età media molto alta che non riesce a recuperare le energie fisiche in pochi giorni dopo estenuanti tour de force. Non è un caso che il calo sia arrivato nell’ultima parte del mese di dicembre dove la squadra che ha tirato la carretta per l’intero girone di andata, ha quasi esaurito le forze fisiche tanto è vero che nelle ultime quattro giornate sono arrivate ben tre battute di arresto. In più bisogna aggiungere che dalla panchina non è arrivato il contributo qualitativo e di rendimento di un certo livello che avrebbe potuto consentire all’allenatore di far rifiatare gli elementi più stanchi e nel contempo aiutare la squadra a fare risultati positivi. Dopo queste considerazioni che probabilmente hanno fatto anche la società e lo staff tecnico, è emersa la necessità di provvedere ad un restyling dell’organico che il presidente Caiata ha chiamato “ristrutturazione della rosa”  sia per affrontare le fatiche del girone di ritorno ma soprattutto per cominciare a mettere le basi per progettare un futuro più ambizioso. Avendo come prioritaria questa necessità, il Potenza dovrà valutare bene gli interventi da fare sul mercato. Per cui, a nostro giudizio, bisogna stare con i piedi per terra e sacrificare qualsiasi ambizione di grandezza per questa stagione, ossia uno degli ultimi posti della griglia play off, a vantaggio dell’obiettivo di alleggerire il monte ingaggi cercando di liberarsi dei contratti economici più pesanti. Avendo cura, oltre che di trovare sostituti meno esosi e forse più redditizi, anche di puntare su qualche under in più di maggiore qualità da mettere stabilmente in campo o per allungare la panchina insieme a Di Somma, Matera e Salvemini, oltre a Panico se non venisse ceduto in prestito in serie D, al portiere Breza che andrebbe sicuramente testato come titolare per rendersi conto dei suoi progressi e della sua affidabilità in questo torneo di serie C. Tutti, tra l’altro, giovani di proprietà della società rossoblù. Una simile operazione porterebbe tanti vantaggi. In primis la valorizzazione di questi under e poi un ritorno economico per le casse della società di non poco conto. Perché l’under che gioca tutta la partita permette alla società di incassare quattro mila euro. Con quattro under contemporaneamente in campo si arriverebbe a un incasso di ben sedici mila euro ad incontro. E siccome in un mese di gare se ne giocano almeno 4, il conto dell’incasso mensile per l’utilizzo degli under è presto fatto. Questa sarebbe la strada  migliore da percorrere per il girone di ritorno se si vuole essere competitivi “ da qui a tre anni” come detto dal presidente Caiata.  A sua volta il tecnico Raffaele dovrà assumersi il compito di dare fiducia agli under di proprietà e di farli crescere per il presente e per il futuro. Con un progetto molto ben delineato, chiaro e concordato con l’allenatore, il Potenza comincerebbe a gettare le basi per il futuro. Facendo un passo indietro e tornando alla gara con il Catanzaro e detto delle scuse del presidente Caiata ai tifosi per questa pesante sconfitta, non possiamo non sottolineare alcuni aspetti importanti della sfida di ieri pomeriggio. In primis nel dire che il Catanzaro è stata la migliore formazione esibitasi al Viviani: squadra di livello tecnico molto alto, grandi capacità individuali e gioco corale molto efficace e anche bello da vedersi. Non è una novità che il lavoro di Auteri continui in questa categoria a pagare. Per il Potenza non ci sono troppi alibi da esibire in questa infausta giornata. Ma va sottolineato che incassare due reti nello spazio di due minuti, tra l’ottavo e il decimo, con due tiri straordinari frutto delle qualità singole di Eklu e di Maita, spezza le gambe a qualsiasi formazione e indirizza la partita in un certo qual modo. Sono stati solo due episodi che hanno premiato il Catanzaro aldilà dei suoi effettivi meriti che poi nel prosieguo della gara sono emersi tutti. Per il Potenza in queste condizioni di sofferenza fisica era molto difficile rimettere la gara in sesto. Anche se una fiammella si è accesa quando al minuto 35 del primo tempo il Catanzaro è rimasto in 10 per l’espulsione di Eklu per un fallo davvero sciocco su Coppola. Fiammella che si è definitivamente spenta all’ultimo minuto della prima frazione di gioco con la rete di Fishnaller che ha blindato il risultato. E forse in questa occasione il Potenza ha fatto l’errore di andare in massa a saltare su un calcio d’angolo lasciando solo Emerson a proteggere Ioime e permettendo a D’Ursi di lanciare l’alto atesino in campo aperto. Poi la ripresa non ha avuto più significato se non certificare e suggellare la serata magica dei calabresi. Il Potenza con grande generosità si è buttato nella metà campo del Catanzaro che negli spazi invitanti ha di nuovo innescato i suoi velocissimi attaccanti, in particolare Kanoute’ che si è procurato un rigore su un altro errore di Emerson e D’Ursi che ha messo dentro la massima punizione e poi ha fatto doppietta dopo una galoppata di 40 metri beffando Ioime. Potenza sempre generoso in avanti trova la rete della bandiera con DI Somma di testa e poi con altre conclusioni pericolose che esaltano le capacità del portiere giallorosso Furlan che si oppone con grandi interventi ai tentativi dei rossoblù. Che ovviamente, a risultato compromesso, hanno fatto quello che dovevano fare. Attaccare a tutto spiano e lasciare spazi invitanti al Catanzaro. Tanto perdere 3 a 0 o 5 a 1 non fa nessuna differenza. Per fortuna adesso arriva la sosta quanto mai propizia per ricaricare le batterie ormai scariche e le ultime partite hanno mostrato quanto fosse necessario per il  Potenza arrivare al riposo. Adesso la palla passa alla società che dovrà lavorare sodo per trovare i giusti correttivi all’organico. E sul mercato la nostra idea l’abbiamo già esplicitata con molta chiarezza in questo articolo.    foto di giuseppe di Tommaso

 

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Rocco Sabatella

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