PIAZZA PREFETTURA, ARCHITETTURE PIÚ IMPORTANTI DEI PALI

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VALERIO GIAMBERSIO

Piazza Mario Pagano a Potenza è un elemento primario della struttura urbana del capoluogo regionale sia per la sua collocazione, che la contraddistingue come il centro indiscusso della città, sia per il ruolo simbolico che la piazza ha avuto e che ha tutt’ora per i cittadini e per chi arriva nella città come visitatore, sia per la qualità delle architetture che ne definiscono il perimetro.
L’origine della Piazza sembra derivare da un progetto incompiuto; infatti all’inizio dell’800 fu deciso l’abbattimento di tre isolati prospicienti il palazzo dell’attuale Prefettura per far posto al nuovo archivio della Provincia. Il progetto non fu mai realizzato ma lo slargo derivante dagli abbattimenti fu utilizzato come mercato a partire dal 1843. Nel corso degli anni questo spazio urbano, dopo la sistemazione definitiva del palazzo che oggi ospita gli Uffici Provinciali e la Prefettura e del convento di San Francesco, andò arricchendosi di edifici che lo qualificarono a partire dal teatro F. Stabile, inaugurato nel 1881 dal Re Umberto I e dalla regina Margherita, e dal Palazzo INA realizzato nel 1937 su progetto di Mario De Renzi, uno dei più importanti architetti italiani dell’epoca e progettista dell’EUR.

Lo spazio così definito costituisce un unicum che emerge dal tessuto cittadino anche a livello dimensionale rispetto alle altre principali piazze del centro antico che si dispiegano lungo l’asse di Via Pretoria a partire da piazza Duomo, a piazza del Sedile, a Piazza Duca della Verdura per arrivare appunto a Piazza Mario Pagano. Questo luogo urbano è stato sede del mercato cittadino, delle adunanze fasciste, ha visto i lutti dei bombardamenti della seconda guerra mondiale, ha ospitato i comizi politici nel dopoguerra, ha consentito di realizzare concerti e manifestazioni culturali fino a quando l’orologio della Prefettura si è fermato sull’orario della scossa del terremoto del 1980 che causò il crollo mortale di un cornicione e facendo divenire questa piazza il simbolo della tragedia ma anche della successiva ricostruzione.

L’ultimo intervento sul questo luogo, progettato dopo lunghe controversie dall’Arch. Gae Aulenti, ne ha ridisegnato la pavimentazione, ha introdotto la piantumazione di alcuni alberi ed ha inserito nuovi elementi di arredo: alcune panchine in marmo e numerosi sostegni per l’illuminazione.
Soprattutto l’introduzione dei pali in acciaio corten, in sostituzione di più tradizionali lampioni in ghisa, ha suscitato notevoli polemiche nella cittadinanza all’epoca della loro collocazione e tali polemiche hanno ripreso vigore dopo la loro rimozione per consentire la costruzione del palco del concerto di capodanno.

All’indomani dello spostamento è apparso infatti chiaro che la funzione dei pali non ha alcuna giustificazione funzionale, poiché l’illuminazione della piazza può essere garantita anche senza la loro presenza, e soprattutto ha reso evidente la limitazione oggettiva che questi elementi di arredo fisso costituiscono per la percezione dei prospetti delle architetture che definiscono il perimetro della piazza. In questa controversia, invece di schierarsi in partiti pro e contro i pali, credo si dovrebbe riflettere sul ruolo della piazza nel contesto urbano e sul fatto che la sua struttura primaria non deve essere definita dagli arredi urbani, per loro natura temporanei e legati alla moda del momento e che si sono succeduti e si succederanno nel corso delle epoche.

Il valore essenziale dello spazio urbano è definito invece dalle architetture che lo qualificano in modo permanente; per questo ritengo sia da considerare in primo luogo la piena fruibilità dei prospetti che nel corso dei secoli hanno arricchito e contribuito a rendere unico ed insostituibile questo spazio con una stratificazione che racconta la storia della nostra città, nella consapevolezza che il tempo prima o poi farà comunque emergere questi valori strutturali e profondi rispetto ad altri più effimeri e transitori.

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Sull' Autore

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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