PICERNO , LA CORTE DI APPELLO CHIUDE LE PORTE IN FACCIA

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rocco sabatella

La Corte di Appello Federale ha respinto il ricorso presentato dai legali del Picerno Vizzino e Tortorella e ha confermato la sentenza del Tribunale Federale Nazionale di retrocedere i lucani all’ultimo posto della classifica del campionato di serie C 2019/2020 spedendoli in serie D. Il primo campionato disputato dal Picerno tra i professionisti e che sul campo si era concluso con una doppia salvezza conquistata dalla squadra di Giacomarro. Confermata anche la squalifica di 4 anni per il direttore generale Enzo Mitro. Stessa sorte è toccata al Bitonto che ha avuto confermati 5 punti di penalizzazione  da scontare nel torneo di serie D 2019/2020, torneo che si era concluso con il successo del Bitonto con un punto di vantaggio nei confronti del Foggia.  In pratica tutte le condanne inflitte dal Tribunale Federale Nazionale, nell’udienza del 31 agosto scorso, sono state confermate dalla Corte di Appello Federale. Che ha respinto tutti i ricorsi presentati con la sola eccezione di due ricorsi accolti: quelli dei giocatori del Bitonto Anaclerio e Patierno che hanno avuto una riduzione della loro squalifica di 4 mesi. Anaclerio sconterà 1 anno e 8 mesi e il secondo 1 anno e 4 mesi. Qual è il senso e il significato della decisione della Corte di Appello Federale?  Senza troppi giri di parole la conferma di tutte le condanne del primo grado della giustizia sportiva dimostra ampiamente che anche i 5 giudici del secondo grado hanno dato ampio credito alle accuse formulate dalla Procura Federale nei confronti di Picerno e Bitonto e quindi sono rimasti assolutamente convinti che il reato sia stato compiuto. Ossia che le due squadre, con il concorso di 6 giocatori del Bitonto, di altre figure come l’ex  direttore sportivo del Potenza Vincenzo De Santis e quello della società pugliese Nicola De Santis, si sono accordate per alterare il risultato del match tra melandrini e Bitonto giocatosi il 5 maggio del 2019 sul neutro di Rionero. Partita che si concluse con il successo per 3 a 2 del Picerno che fu promosso in Lega Pro. Sulla sentenza di primo grado confermata totalmente ieri si registrano alcune anomalie sulle quali puntava forte il Bitonto per farsi accogliere il reclamo e conservare la partecipazione alla serie C. Per i pugliesi “ la sanzione è oltremisura punitiva ed incompatibilmente professata e confermata dall’assoluzione dei due dirigenti Rossiello e D’Augeri” che  dimostrerebbe la totale estraneità del Bitonto alla presunta combine. Per il Picerno e per i suoi legali ottenere un ribaltone della sentenza alla Corte Federale si è dimostrato impresa impossibile. E la cosa era ampiamente preventivabile. Non c’era nessun modo, in termini di appigli giuridici, di smontare le accuse della Procura Federale, suffragate dai contenuti emersi nelle intercettazioni telefoniche della Procura della Repubblica di Bari dei giocatori del Bitonto che poi, su consiglio dei legali del Bitonto, si sono fatti interrogare dal procuratore Federale all’inizio di agosto.  Ciò allo scopo di confermare in pratica i termini e le condizioni della presunta combine ma di sollevare da qualsiasi responsabilità il Bitonto, inteso come società e addossando a se stessi l’iniziativa dell’accordo con il Picerno. Con questa mossa Patierno e compagni hanno in pratica scavato la fossa al Picerno. Allo stesso tempo non sono riusciti nell’intento di permettere al Bitonto di fare la serie C. Perché le sentenze dei due gradi della giustizia sportiva hanno portato alla condanna delle due società per responsabilità oggettiva. La sentenza della Corte Federale di Appello è stata appresa” con profondo rammarico dal Picerno- si legge in un comunicato. “ Purtroppo, dopo l’ingiusto e l’illegittimo provvedimento del Tribunale Federale non è arrivata la tanto attesa decisione che avrebbe restituito “giustizia” al club e all’intera comunità. I giudici di secondo grado hanno ritenuto opportuno condannare alla retrocessione il sodalizio lucano per “presunta responsabilità oggettiva”, creando così un precedente di non poco conto. Inoltre il Picerno considera assolutamente infondata la sanzione applicata nei confronti di Enzo Mitro che nei suoi tanti anni  di esperienza nel mondo del calcio prima come arbitro e assistente internazionale, poi come dirigente ha sempre incarnato i valori di lealtà, correttezza e perbenismo. Anche grazie a lui si è resa possibile la favola Picerno che oggi subisce una battuta di arresto ma che già da domani riprenderà il suo percorso”. E questa è sicuramente la notizia che potrà avere l’effetto di risollevare l’umore sotto i tacchi degli sportivi di Picerno. Certo non è facile ammortizzare un colpo cosi tremendo che priva Picerno di continuare a far parte del mondo professionistico cosi faticosamente conquistato dopo una splendida cavalcata. Ma da questa rovinosa caduta, il Picerno ha tutti i mezzi per rialzarsi e anche da subito. Perché questa è la volontà del patron Curcio che dagli Stati Uniti ha lanciato l’ordine di non abbattersi ma di rilanciare la sfida più ambiziosa possibile per tornare in serie C già al termine del prossino campionato di serie D. L’impresa non è facile ma Giacomarro e i suoi ragazzi sanno perfettamente come si fa. Allo stato delle cose non rischiamo di esagerare se diciamo che il Picerno sarà la squadra da battere nel girone H. Che è la sacrosanta verità. E ne spieghiamo anche le motivazioni.  Rispetto alle squadre che vorranno contrastare la sua leadership, il Picerno ha un vantaggio di carattere atletico perché ha iniziato la preparazione a metà agosto, ossia almeno una decina di giorni prima rispetto alle sue avversarie. Poi dispone di un organico che poteva essere accreditato di un campionato altamente competitivo in serie C. Figuriamoci in serie D. Certo ci saranno alcuni dei molti giocatori nuovi che probabilmente non hanno intenzione di scendere in serie D e chiederanno di essere liberati dal contratto. Ci riferiamo, pur non conoscendo ancora le loro intenzioni, a Altobello, Finizio, Sirri, Maimone, Albertazzi, Guerra, Vivacqua la cui intenzione è quella di continuare a calcare i campi di serie C. Tutti gli altri sembrano intenzionati a voler rimanere agli ordini di Giacomarro che potrebbe avere una sola preoccupazione relativamente all’organico: trovare una decina di giocatori under nati tra il 2000 e il 2002. Visto che è obbligatorio mandare in campo 4 giovani: uno nato nel 1999, uno del 2000,  uno del  2001 e uno nato nel 2002. Si andrà alla ricerca di  un paio di portieri, di un paio di difensori e di almeno 4/5 esterni di centrocampo, i quinti delle due corsie laterali. Ovviamente la garanzia del progetto tecnico sarà sempre Mimmo Giacomarro che sta plasmando il gruppo a sua immagine e somiglianza per ripetere, a questo punto, l’exploit della stagione 2018/2019 quando il Picerno dominò letteralmente il suo girone e demolì tutti gli avversari. Come è probabile che possa fare anche  a partire dal prossimo 27 settembre quando inizierà la serie D. E che il Picerno da ieri sera stia pensando solo a programmare il campionato di serie D è dimostrato dalla parte finale del comunicato in cui si afferma” che nelle prossime ore la società valuterà se presentare ricorso al Collegio di Garanzia  dello Sport del Coni”. Il che significa dire basta con le aule di giustizia sportiva. Anche perché non è assolutamente pensabile che i giudici del Coni possano dare torto sulla vicenda della presunta combine ai loro 10 colleghi del Tribunale Federale Nazionale e della Corte di Appello federale. Adesso bisognerà pensare solo al campo per mettersi alle spalle questa vicenda, a dire poco, amarissima.  Il lavoro che attende la struttura dirigenziale del Picerno è molto impegnativo e richiede che sin da oggi ci si concentri sulle cose urgenti da fare. Per concludere da dire che al posto del Bitonto verrà ripescato in serie C il Foggia che si è affidato a Ezio Capuano come allenatore e che per sostituire il Picerno sarà lotta tra Bisceglie, Rende e Pianese.

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Rocco Sabatella

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