PIPPO CANCELLIERI: DALL’ALTA VELOCITA’ AL PONTE DI MESSINA

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PIPPO CANCELLIERI

Ovvero cosa succede quando un Ingegnere Meridionale si trova messo a giro da ingegneri stranieri!

 

 

Non so se Egidio avesse visto giusto riconoscendomi meriti che io peraltro non sono convinto di averne anche ora rispetto ai suoi o a quelli degli altri miei Maestri come C.Roccatelli, A.Marella, M.Leggeri, A.Abruzzese, oppure preso coscienza di quali demeriti invece avevano i colleghi dell’ultimo suo commento, fatto sta che davvero dopo un mese o poco più e dopo un incontro a toni forti con la Committenza, la TAV, le Ferrovie e la Direzione Lavori presente io come Collaudatore in corso d’Opera di un viadotto a dieci campate, quelli del primo piano iniziarono ad aprirsi anche con me come il Mar Rosso!

La cosa andò così.

Aperta una cosidetta “Non Conformità” realizzativa su un impalcato di dieci campate da cinquanta metri ognuna nel Comune di Vaglia (Fi), venne emessa una diffida a demolire l’intero impalcato costituito da travi scatolari a “V” in precompresso e soletta in c.a. appena gettata con questa per chi sa di che parlo, gettata in continuità.

Il motivo era che decine di quelle travi presentavano già alla posa rotazioni controverse anche quasi di quattro gradi.

La cosa si era trascinata fino a quel punto senza che mai nessuno di CAVET avesse mai inteso rispondere alle Non Conformità fin dall’inizio della posa delle travi. Italferr scocciata delle non risposte aveva perciò emesso il provvedimento di demolizione e convocato tutti per la notifica ufficiale.

Io pure ero stato convocato come Collaudatore, tra l’altro incaricato appena la settimana prima, nella certezza che di sicuro altro non avrei potuto fare che controfirmare l’abbattimento!

Non potete immaginare i toni aspri con i quali andava avanti l’incontro da ore e fino a quando la committenza, certa perfino di stravincere, tirò fuori il suo asso vincente, una lunga tabella nella quale trave per trave erano state rilevate le rotrazioni prima della loro messa in opera e nella quale tabella in rosso e nella fincatura finale erano indicati i gradi della rotazione delle due facce rispetto alla verticale.

In effetti sommando le rotazioni anche controverse, moltissime andavano da due a quattro gradi!

Quindi secondo loro nelle travi si innescava per effetto dei carichi verticali una torsione non prevista in calcolo strutturale e che poteva danneggiare l’intero impalcato se fosse stato messo in esercizio.

Silenzio totale in sala e con tutti e venticinque i presenti che guardavano me che fino ad allora avevo ascoltato in silenzio. 

Dovete sapere che quando sono in difficoltà mi tolgo il Rolex Date che mio padre con gli ultimi soldi che si era conservato, mi aveva regalato nel ’78 e rimettendolo faccio scattare il fermo con un “clack” che mi rende inattaccabile da chicchessia, poi … : 

“Ma lo sapete che fra 0° e 4° le funzioni seno e tangente hanno le stesse prime tre cifre dopo la virgola?”.

Il più arrogante dei Contrari (si chiamavano così ancora allora Direzione Lavori e Alta Sorveglianza):

“E che significa?”.

“Significa che in termini di proiezione di un vettore che dista angolarmente fino a quattro gradi da un asse, la proiezione E’ SOSTANZIALME IL PROIETTATO!”.

E poi ancora, se vi fidate della mia HP 11C in RPN notazione polacca inversa, con la quale mi accompagno da dieci anni, ve lo dimostro!”.

Tutti si imbiancarono di colpo!

Perfino i Dirigenti CAVET che certo iniziarono a pensare come iniziare una sequenza di “escape” cioè di fuga!

Tirata fuori la mia HP, mi fu facile mostrare la verità assoluta come lo sono le funzioni trascendenti specie se sottese hanno quelle trigonometriche!

Uno più sveglio dopo un po’:

“Va bene ma una volta gettato l’impalcato la ripartizione alla Massonet potrebbe aggravare la cosa!”

“Prima di tutto la ripartizione alla Massonet riguarda una rotazione trasversale rigida del complesso soletta-travi del tutto lineare come tutti possono vedere sfogliando un qualsiasi testo che ne parla e che non tiene in alcun conto di cosa avviene davvero fra la soletta e la trave specie se questa non è assimilabile ad un filo (e la nostra non è un filo ma un oggetto a sezione bidimensionale) con rigidezze alla flessione e torsione di fatto esistenti e non empiricamente considerate dalla semplificazione alla Massonet. Il tutto per come certo sapete!”.

“E che significa?”.

“Significa che in realtà a fronte di un carico eccentrico sulla soletta superiore, condizione di carico peggiore per un ponte come ad esempio una fila camion solitari lungo un bordo, per effetto del vincolo ai confini di incastro di questa su ciascuna delle travi, si trasmettono momenti continui e tagli continui lungo le superfici periferiche di appena sopra, il cui combinato di fatto provoca azioni torcenti al sistema delle travi poste appena sotto”!

“Quindi?”

“Quindi la deformazione trasversale non è rigida attorno ad un punto bensì essa si presenta come una curva trascendente avente tangente continua almeno per tutto il campo della elasticità lineare con la pace della legge di Hooke e del Principio del De Saint Venant ovviamente, e dico di più che se fossi in voi tutti chiederei un approfondimento di quanto affermo per verificare appunto se il sistema non esce da questi parametri e poi di quanto ruota effettivamente una trave rispetto a quella contigua. Intanto fino all’esito di tale verifica io non firmo alcun abbattimento”. 

I venticinque tutti presero a farfugliare frasi senza senso e io a guardare ognuno di loro ovviamente divertito.

Poi il capotavola, posto questo che spettava come è ovvio al Committente, battendo la penna sul tavola per ottenere silenzio … :

“Ingegnere, Lei se si rende conto di quanto afferma, dovrà consentirci di aggiornare la riunione al pomeriggio tanto da dare a tutti la possibilità di verificare le sue affermazioni”.

“Ingegnere … io verrò col mio Toshiba con dentro il mio Modellatore Solido in qualità di pre-post processore per Sap_90, questi come sa, un solutore agli elementi finiti. … diciamo dalle quattro in avanti!”. 

Inutile dire che il Viadotto da allora, ed era il ’97, è perfettamente in esercizio pure senza essere stato demolito e ricostruito! 

Tornato dopo Natale fui convocato presso l’Amministratore Delegato di CAVET presente il Direttore Generale e il Capo del DTI.

Per qualche istante prima di entrare, gli intestini mi si attorcigliarono anche perché non mi era riuscito di mettermi in contatto con Egidio per avere da lui grazia prima della giustizia che di sicuro mi stava per essere somministrata, non fosse altro che per il tono con i quali mi ero rivolto praticamente verso tutti i presenti alla riunione citata. 

“Ingegnere, le interesserebbe farci da Consulente per le Strutture viste le decine di “Non Conformità” che ogni giorno ci arrivano?”.

“Due cose, la prima è che Voi avete schiere di Progettisti che la metà basta, la seconda è che io dovrei rinunciare per legge ai Collaudi”.

“I nostri “Progettisti”, tutti esterni come sa, per via del fatto che queste sono prestazioni extra contratto, ogni volta ci chiedono cifre anche imponenti e ove non temendo la Committenza … , poi prima di decidere se lasciare i Collaudi, guardi lo schema di accordo che abbiamo preparato….”

Una rapida scorsa ai fogli e dopo aver corretto al ribasso del 30% perché mi sembravano cifre eccessive, firmai tutte le pagine aggiungendo di pugno che ero libero da orari e presenze fisse!

Ci stringemmo la mano e fino al 2000, nuotai in un oceano di onde a forza sette nel quale dopo ogni affondamento, riemergevo ogni volta più divertito e presuntuoso di prima.

A margine indicai, esaudito, come nuovo Collaudatore un Ingegnere nettamente più bravo di me, di un lembo di terra fra Potenza e il Vulture che mi aveva fatto conoscere Tuccino.

L’indimenticato Avvocato “Tuccino” Pace di Filiano. 

Quanto poi mi capitò fra il 2000 ed oggi, sarà per me ancora più divertente da rivivere raccontandolo! 

Sempre che gradiate io ne parli.

Ing.G.Cancellieri, in vita normale Pippo.

 

 

 

 

 

 

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Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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