PIPPO CANCELLIERI. IL PONTE DI MONTEREALE

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PIPPO CANCELLIERI

Ammetto sono di parte.

Non di parte politica però, che ci crediate o meno.

Di parte perché il Ponte di Montereale lo fece mio nonno nel 1935, con un mio padre giovanissimo che sbrigava piccole commissioni come portare l’acqua agli operai o all’occorrenza porgere materiali o strumenti di lavoro. Esiste financo una bella foto nella quale si vedono loro due sull’impalcato prima del getto del calcestruzzo a carpenteria in ferro appena montata.

Allora e senza i mezzi odierni lo fecero in poco più di un anno, oggi … lasciamo perdere.

Consolidate le fondazioni anche allargandole da tutti i lati, rinforzate le pile e sostituito l’impalcato, il manufatto è stato appena aperto al traffico tra il centro e il l’omonimo parco attorno al quale esistono decine di fabbricati, palestra e piscina.

Devo ammettere che l’opera e bella da godere e perfino da utilizzare se … .

Se non ci fosse il rischio che il manufatto venga chiuso a qualunque tipo di percorrenza.

Tranquilli nessun problema statico che se in stato di assoluto degrado ha resistito ottanta anni, ristrutturato come è stato al minimo altre ottanta rimarrà in piedi.

Allora?

A questo punto e senza citare leggi e regolamenti fumose a volte anche per noi tecnici, mi preme segnalare alcuni aspetti che riguardano la ringhiera al limite dell’impalcato, il cosiddetto guard rail appena accanto e la forma delle fondazioni che emergono dal piano asfalto alla base delle pile.

Ringhiera.

Una ringhiera ovunque essa sia apposta, sul balcone di casa o al bordo di un ponte, deve assolvere a tre funzioni ciascuna inderogabile oltre quella estetica che ai fini di questo scritto diciamo che non partecipa.

Essa deve essere “non scalabile”, e cioè non deve presentare elementi nei quali infilare o poggiare un piede e procedere fino al suo corrimano.

Non deve essere “attraversabile” e quindi non consentire ad esempio che un bambino ci si infili attraverso.

Non deve essere “scavalcabile” e cioè il corrimano deve essere posto ad una altezza tale che il baricentro di una persona di altezza media (l’ombelico) sia abbondantemente al di sotto di esso.

Chiaro fin qui?

Ebbene la nostra è sicuramente non attraversabile vista la rete a maglia fittissima che non consente neppure alle dita di infilarcisi.

Non è certo scavalcabile visto che il bordo orizzontale superiore è ben al di sopra della altezza di qualunque ombelico umano.

Ma scalabile?

Alcuni buontemponi come tutti abbiamo visto sui social, il giorno della apertura si fecero fotografare mentre mimavano lo scavalcamento, qualcuno anche ricordando nei commenti che il ponte era tristemente noto come “ponte dei suicidi” e per questo, oggetto di battutacce in vernacolo potentino.

In realtà tale cosiddetta funzione era stata passata in testimone al Ponte di Picerno che nonostante la rete apposta in un secondo tempo, troppo facilmente si è visto come anche a persone non particolarmente atletiche l’estrema azione è stata per così dire consentita.

Basta mettere un piede su una onda del guard rail, magari aiutandosi con l’appiglio al montante verticale e a quello orizzontale, entrambi al di qua della rete e … tralascio il resto per decenza.

Guard rail   

Per evitare che un’auto in svio finisca di sotto una scarpata o peggio giù da un ponte, in Italia diciamo che si utilizzano i cosiddetti guard rail metallici e cioè barriere metalliche normate in funzione di una serie di parametri scaturiti da urti di prova che il costruttore del sicurvia deve produrre all’atto della messa in commercio. Esiste un ente nazionale super partes che provvede alla esecuzione delle prove all’urto di veicoli tipo, che una volta superate consentono la messa in produzione e vendita della barriera.

Solo a scopo di ampliamento del discorso in altri Stati come negli USA, raramente si utilizza il metallo preferendo muretti prefabbricati in calcestruzzo armato, fissati alla base con tasselli cedevoli in funzione anch’essi di assorbimento dell’urto del veicolo e allo scopo di ridirigere lo stesso lungo la strada senza consentirne il superamento.

A questo punto evito accuratamente di dichiarare in qualità di progettista la mia preferenza perché questo lo ritengo un campo più che minato.

Il nostro guard rail è del tipo bordo ponte a tre onde e fra i diversi che potevano essere scelti è del tipo con la lamiera a più alto spessore, segno questo della preoccupazione che questo deve essere della massima sicurezza.

Non è stato previsto come ad esempio sui viadotto del Nodo Complesso, di una traverso superiore in funzione di anti ribaltamento di un autocarro in svio. Del resto le velocità in gioco sull’impalcato hanno fatto pensare inutilmente costoso tale chiamiamolo corrimano, anche in funzione della verifica che ne è stata fatta nei confronti di mezzi quali furgoni sotto la azione del vento trasversale che tutti noi potentini sappiamo essere spesso anche severo.

Si è ritenuto anche di non appoRre il “sicur-motociclista” come si vede si sta facendo sulla Potenza Melfi allo scopo di evitare che il malcapitato strisciando sull’asfalto possa incastrarsi tra le lame e i paletti. Ricordiamo tutti la tragedia sul nostro ponte di un giovane architetto che appena partito con la sua moto, scivolando per terra urtò con la testa contrO la base di un palo della luce apposto lungo il bordo del marciapiedi e che  per decenni, come altrove del resto in città, mai si è provveduto a spostare. Segnalo a margine il palo della luce alla confluenza dello svincolo Potenza Ovest piantato sull’asfalto, che viene regolarmente abbattuto da qualche mezzo e che subitaneamente e altrettanto regolarmente, viene riposizionato allo stesso identico posto!

Mi preme però di segnalare un aspetto che non riguarda in se il guard rail ma … . 

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Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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