
Giuseppe Digilio
Lo sprint finale annunciato dal sindaco di Matera, Raffaello De Ruggeri, sembra partire piuttosto a rilento ma soprattutto sembra essersi avviato su una strada in salita, piena d’insidie e incognite da superare.
La prima più grossa da affrontare è la richiesta di dimissioni consegnata al protocollo municipale da quattordici consiglieri. Si potrebbero definire addirittura una sparuta minoranza visto i rapporti di forza tra maggioranza e opposizione, ma tant’è.
Certo, il valore politico delle firme è molto più importante del risultato numerico che si voleva raggiungere alla vigilia della sottoscrizione. Per la cronaca non hanno firmato i consiglieri del PD, non l’ha fatto – ovviamente – il consigliere di API che ha “il suo” assessore, mancano le firme di alcuni autorevoli consiglieri che già avevano preso le distanze dalla maggioranza, manca la firma di qualcuno che preferisce aspettare per capire quale riscontro abbia rispetto alle aspettative personali e manca la firma più attesa, quella della consigliera di Italia Viva, Nunzia Antezza, la cui “assenza” ha un significato molto più profondo visto il posizionamento dei Renziani rispetto a quello del PD cittadino, regionale e nazionale. Che avessero trovato un accordo per arrivare alla fine della legislatura in santa pace, come qualcuno mormora nei palazzi, è probabile. Quale fosse, se ci fosse, lo vedremo in occasione del consiglio comunale quando si dovrà votare il punto all’ordine del giorno.
Raffaello De Ruggeri, però, non è tipo da lasciarsi impressionare da questi fatti. C’è abituato. Ha dimostrato, a chi non aveva messo in conto la sua determinazione, come, in questi anni, pur senza avere un partito che lo sostenesse, ha saputo tenere a bada gli appetiti e capricci di tutti i gruppi consiliari. Gruppi che, secondo il bisogno dei singoli, si sono sciolti, rimessi insieme, fondati in un unico gruppo, coalizzati tra loro, separati in casa e chi più ne ha più ne metta, ma sempre allineati e coperti sulle posizioni del sindaco. Sindaco che ha continuato a svolgere il suo ruolo con la tranquillità di chi lascia sul ring i contendenti al titolo e va a casa per il riposino pomeridiano sapendo di aver già vinto la posta in gioco per il solo fatto di essere arrivato fino a lì. Quest’atteggiamento ha trasformato l’immagine dell’uomo mite e di cultura che si commuove e piange sul palco, in un vero e proprio stratega della politica. Un navigato, spregiudicato e determinato sindaco che, nonostante tutto e tutti, porta avanti il suo mandato. Lo fa come fosse una sfida personale contro la città, i materani, i partiti e i consiglieri comunali. Fino ad ora, la sfida, l’ha vinta lui.
L’unica chances che però potrebbero ancora giocare i Consiglieri Comunali per porre fine a questa consiliatura prima della scadenza naturale, a questo punto, visto l’assenza del numero di firme occorrenti (17), è quella di arrivare in Consiglio Comunale e trovare la convergenza sulla mozione di sfiducia da parte degli altri consiglieri che già sono accomodati all’opposizione dell’attuale maggioranza. Le diplomazie sono al lavoro. Per l’una e per l’altra soluzione.
Se così non dovesse essere, Raffaello De Ruggeri, arriverà alla fine del suo mandato passando alla storia come il sindaco che ha saputo trasformare, in cinque anni, i “leoni” della politica locale in pavidi “camaleonti”.
Diciamo pure che la crisi l’ha aperta proprio il sindaco lanciando il guanto di sfida ai consiglieri che si sono visti “assegnare” l’ennesima giunta a loro insaputa. L’ha fatto senza alcuna esitazione dopo aver annunciato l’approvazione del bilancio in tempi da record. Dalla notte alla mattina, sicuro che i consiglieri avrebbero ingoiato anche questa volta il rospo, in nome della santa alleanza delle poltrone. Un cambio improvviso che, secondo gli attenti osservatori, viceversa, è stato un vero e proprio altolà alle ambizioni di chi stava immaginando una propria candidatura in posizione apicale. Nico Trombetta. Tant’è vero che l’annunciato azzeramento si è ridotto alla sua sostituzione e a quella del suo compagno di partito, ex assessore Angelo Montemurro, del gruppo Insieme (Chiurazzi-Spada). Movimento politico che non ha mai nascosto l’ambizione di voler esprimere una candidatura apicale con la figura, appunto, di Nico Trombetta a sindaco di Matera. E’ probabile, a questo punto, che la firma della consigliera di Italia Viva, Nunzia Antezza, non sia arrivata per evitare una legittimazione di Trombetta. Chi conosce, il plenipotenziario segretario cittadino del PD, Cosimo Muscaridola, però, ipotizza che nelle prossime ore, prima della convocazione del consiglio comunale, potrebbe annunciare il nome del successore di Raffaello De Ruggeri. Nei corridoi del partito di maggioranza relativa giurano che sia un nome autorevole in grado di tenere insieme al PD sia l’area Renziana sia lo stesso gruppo “Insieme” di cui Trombetta è esponente di spicco e anche altri movimenti e malpancisti vari.
In gioco c’è il nuovo regolamento urbanistico che porterà nuovo cemento in città, incarichi milionari e affari al metro quadrato. Tutta roba appetibile che non può essere messa in discussione da polverizzazioni varie né da chi come M5S, Verdi, Coalizione Civica, Liste civiche e Altri, che auspicano e lavorano in queste ore, insieme, per offrire alla città l’occasione di un cambio di passo rispetto al passato in nome di una città più sostenibile e a misura di uomo. Come merita di essere Matera futura. Giuseppe Digilio
Di seguito la nota integrale della Mozione di sfiducia:
MOZIONE DI SFIDUCIA EX ART 52 D.LGS N. 267/00
I sottoscritti, in qualità di Consiglieri comunali del Comune di Matera VISTI – l’art. 52 del D.Lgs. 267/2000 e l’art. 69, comma 1, dello Statuto del Comune di Matera;
CONSIDERATO
- Che decorso l’anno 2019 di Matera Capitale Europea della Cultura sono venute meno tutte le ragioni di responsabilità ed opportunità che avevano convinto molti consiglieri eletti, a prescindere dalla loro coalizione di provenienza, di sostenere il Sindaco, al fine di evitare il perdurare di un’azione di stallo, nella speranza di determinare le condizioni migliori per avanzare nella fase amministrativa, non perdere finanziamenti ed opportunità, oltre che evitare di compromettere l’immagine della nostra città, nel periodo tra i più importanti della sua storia, coincidente con la massima esposizione mediatica di livello internazionale mai registrata dalla nostra comunità .
- Che l’attività amministrativa di questi anni non è riuscita a fare altro, che ordinaria amministrazione oltre che cercare di realizzare quanto previsto nel dossier Matera Capitale Europea della Cultura 2019, tra l’altro maturando un giudizio tutt’altro che positivo da parte di tutta la comunità materana.
- Che risulta evidente ai cittadini il mancato miglioramento dell’accoglienza, dell’accessibilità dei visitatori e dei turisti, della mobilità e del decoro urbano, nonostante gli ingenti risorse economiche rivenienti dai sostegni ottenuti dai governi regionale e nazionale.
- Che tale condizione è sicuramente stato anche il risultato di una errata strategia messa in campo che l’ha vista in questi anni cambiare cinque Giunte in cinque anni, a testimonianza del complesso e discontinuo quadro politico che ha contraddistinto la sua azione di governo che ha prodotto gravi ritardi nella programmazione, gestione e controllo dell’attività amministrativa, apparsa troppo spesso condizionata, viziata e caratterizzata da comportamenti mai inclusivi e quindi poco partecipativi verso la comunità in generale, gli ordini professionali, le associazioni di categoria e di volontariato.
- Che la città necessitava di urgenti e coraggiose opere di rinnovamento e sviluppo, attuabili solo da politiche lungimiranti e credibili, proposte da esponenti di governo che avrebbero dovuto badare più alla qualità dell’azione che alle visibilità personali e dei partiti di provenienza, risultando tra l’altro spesso condizionati nella loro azione quotidiana da dinamiche di partito apparse spesso dubbie o poco comprensibili soprattutto ai cittadini comuni.
- Che nell’amministrazione materana le parole proroga e deregulation sono le più care e diffuse visto che di bandi e regolamenti, nonostante lunghi e costosi lavori di commissioni, non vi è traccia (asili nido, parcheggi, impianti sportivi, decoro urbano, Centro Diurno Mazzarone per disabili gravi) a tutto danno delle altissime aspettative e dei bisogni reali, della comunità e dei cittadini.
- Che, pur avendo votato in Consiglio all’unanimità molte mozioni e ODG, non è stato dato seguito a nulla e che, invece, progetti di finanza palesemente irregolari sono ancora in piedi.
- Che i continui e ingiustificati incrementi del personale di staff non hanno portato a nessun risultato tangibile se non ad un aumento reale dei costi di gestione, riducendosi ad una mera spartizione di postazioni utili a mantenere esclusivamente equilibri politici.
- Che l’assenza gravissima di una programmazione, manutenzione e visione del patrimonio edilizio scolastico sta causando, quasi quotidianamente, la chiusura definitiva o temporanea di plessi con migrazioni di aule e famiglie verso altri luoghi con devastanti ripercussioni socio-educative per interi quartieri.
- Che l’assenza di strategie e programmazione sul turismo, sulle politiche ambientali e gestione dei rifiuti, sulla cura del verde pubblico, sulle politiche giovanili del lavoro e sulla sicurezza hanno trasformato Matera in una città che ha necessità di ricostruire la propria visione di futuro, spesso sporca ma soprattutto degradata nelle periferie, nonostante i costi elevatissimi per i cittadini, con un traffico veicolare ingestibile, con una mancanza di offerta turistica programmata che riguardi ed interessi tutto l’anno solare, che al netto di qualche nuova occupazione in ambito turistico e a bassa professionalità, il lavoro sta clamorosamente riducendosi .
Date le premesse e la condizione sopra descritta, che portò il Sindaco a varare il Governo di Unità Municipale su sollecitazione anche delle rappresentanze cattoliche della città, non ha più senso di esistere e che, a pochi mesi dalle nuove elezioni amministrative, nessun atto più di programmazione strategica, di qualsiasi natura essa sia, dovrà esser proposto ed approvato dal governo cittadino, che dovrebbe quindi svolgere esclusivamente attività di ordinaria amministrazione.
CHIEDONO
la convocazione del Consiglio Comunale in seduta straordinaria a norma dell’art. 69 comma 1 e 2 del Regolamento del Consiglio Comunale di Matera, onde procedere alla votazione per appello nominale della soprascritta mozione di sfiducia ex art. 52 D.lgs. 267/00 che formalmente presentano.”
Matera, 15 gennaio 2020
I Consiglieri Comunali:
Rocco Buccico, Marco D’Andrea, Eustachio Di Lena, Daniele Fragasso, Gaspare L’Episcopia, Paolo Manicone, Antonio Materdomini, Giuliano Paterino, Antonio Sansone, Vito Sasso, Giovanni Scarola, Augusto Toto, Vito Tralli, Biagio Vizziello.