Non si sono presi molto tempo per leggere le carte della Cassazione, forse non ce n’era bisogno o forse per la fretta di rispondere in giornata gli hanno appena dato un’occhiata distratta. Certo che la velocità con cui il Pm si è pronunciato ed il Gip ha deciso la dice lunga sulla capacità di ponderazione e di riflessione che, insieme alla serenità, debbono accompagnare l’azione dei magistrati. Si è deciso che Pittella deve rimanere fuori dalle elezioni e non c’è Cassazione che tenga. Da ora in poi ogni passo che i difensori del Governatore faranno sarà seguito da una reazione adeguata e proporzionale perchè qui non è in gioco la giustizia ma è in gioco il potere, anzi è un gioco di poteri . Avevamo detto che la sentenza della Cassazione era qualcosa da portare nel dibattito giurisprudenziale e la risposta data dalle parti di Matera è la conferma di qualcosa che è palpabile, esiste ed è concreta: una anarchia che ha travolto le regole, considera le decisioni della Cassazione come una mera esercitazione , al più un consiglio offerto dai nonni, e che va avanti decisa e determinata nel perseguimento di un obiettivo preciso, l’espulsione dal campo di una persona. Cartellino rosso ! Il limite di questa azione è che il gioco è così scoperto da oltrepassare l’angustia di una provincia e da diventare un caso esemplare in Italia. Può darsi che il gioco sia così insistito da fare di Pittella un martire, una vittima del sistema giudiziario . E può darsi che alla fine il gioco si dimostri efficace come trampolino di ri..lancio di una persona che era in oggettiva difficoltà politica, per una conduzione che non è stata brillante, soprattutto sul terreno del rinnovamento della azione politica. Ma è certo che da domani non si parlerà tanto di Pittella quanto di un GIP che ha messo sotto i piedi una decisione della Cassazione, colpevole questa di non averlo umiliato bocciando senza appello i provvedimenti a suo tempo emanati. Una Cassazione che dice: guardate che avete sbagliato su tutta la linea non può aspettarsi che l’interlocutore gli risponda con un qualcosa che ha il significato di “ me ne fotto”. Io non so se l’inchiesta è conclusa o se nel frattempo si è accumulato altro materiale. Vedremo dalla lettura del provvedimento di conferma.Ma ero stato preveggente nel dire che contro una Giustizia alla Robespierre non si può lottare perché si sa sempre chi perde. E tanto per essere chiaro , io non sto difendendo i comportamenti passati e gli autori di eventuali reati, così come ho già espresso in altri momenti la delusione per questa legislatura regionale entrata a furor di popolo e uscita con molti fischi; ma, avendo l’esperienza di chi certi comportamenti e certi arbitrii li osserva da anni, sto evidenziando quello che a me sembra un tentativo di metterne sotto uno soltanto, per lavare i peccati di tutti gli altri. Forse si vuole umiliarne uno per educarne cento, o forse si vuole semplicemente togliere di mezzo una persona che avrà fatto l’errore di toccare certi fili. Perchè non è vero che il potere è tutto uguale. C’è potere e potere! Rocco Rosa
PITTELLA RESTA AI FERRI
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