Ha ragione il presidente della Puglia, Emiliano, a lamentare i fatto che nella progettazione delle misure del PNRR, le Regioni sono state tagliate fuori, diventando solo destinatari di specifici interventi territoriali. “Sul PNRR, il Governo sta correndo, spiega il presidente della Puglia. Sta utilizzando dei luoghi di spesa come i Comuni, che non hanno evidentemente la possibilità di comporre una strategia complessiva e stanno immaginando di semplificare i rapporti di programmazione strategica delle regioni. E Secondo il nostro giudizio questo è un errore, nel senso che le Regioni hanno una programmazione di area: quindi quando devi realizzare infrastrutture, intervenire su sanità e scuola, incidere sulle periferie abbandonate, non lo puoi fare città per città, lo devi fare con i Programmi di Area vasta. Peraltro le Regioni tra loro si devono coordinare, quindi saltare le Regioni non solo non corrisponde al disegno costituzionale, ma è anche un errore perchè questo rallenta la spesa. Inoltre la stragrande maggioranza di questi progetti, chiunque li debba realizzare, passano dagli uffici delle Regioni che devono effettuare tutte le valutazioni previste dalla legge. Il coinvolgimento delle Regioni è assolutamente necessario”.
Quello che veniva paventato all’inizio del dibattiso sul pnrr su queste colonne era la incapacità , specie per le regioni meridionali, di fare fronte comune per fissare le strategie di sviluppo interregionali e le priorità nell’utilizzazione dei fondi. Tutto questo non si è fatto sostanzialmente perché l’occhio alla programmazione è spento da tempo e rimane solo quello della spesa dei soldi che arrivano. Di fronte alle poche voci critiche che si levano su questa sostanziale messa da parte del protagonismo progettuale delle Regioni, il presidente della Conferenza delle regioni, Fedriga, mette però in risalto il fatto che il Governo mette 1000 professionisti ed espertisi nel sistema regionale individuando nelle regioni un ruolo di hub per tutte gli interventi complessi sul territorio. Queste Task force territoriali saranno chiamate a rimuovere ogni collo di bottiglia, ogni ostacolo che si frapporrà al percorso del Piano nazionale di ripresa e resilienza “Next Generation Italia” (PNRR) sia nella gestione e nella velocizzazione delle procedure amministrative, che nelle attività di semplificazione. Ma vediamo da vicino che cosa tocca fare e a chi, per l’attuazione degli interventi.
- I soggetti attuatori hanno la responsabilità della realizzazione operativa degli interventi: avvio, esecuzione, monitoraggio e rendicontazione. Possono essere Amministrazioni centrali, Regioni, Enti locali, ovvero altri organismi pubblici o privati a seconda della natura e del settore di riferimento dell’intervento.
- Le Amministrazioni territoriali concorrono a realizzare il PNRR attraverso la titolarità di specifiche progettualità (beneficiari/soggetti attuatori), e la loro concreta realizzazione (es. asili nido, progetti di rigenerazione urbana, edilizia scolastica e ospedaliera; interventi per il sociale). E la partecipazione in qualità di destinatari finali alla realizzazione di progetti attivati a livello nazionale (es. in materia di digitalizzazione).
- E’ prevista anche la partecipazione alla definizione e messa in opera di molte delle riforme previste dal Piano (es. in materia di disabilità, servizi pubblici locali, turismo, ecc.), in sinergia con le Amministrazioni centrali anche nell’ambito della sede istituzionale della Conferenza Unificata e del tavolo permanente di partenariato.
- Nel ruolo di Beneficiari/Soggetti attuatori, le Regioni e gli Enti Locali assumono la responsabilità della gestione dei singoli Progetti, sulla base degli specifici criteri e modalità stabiliti nei provvedimenti di assegnazione delle risorse adottati dalle Amministrazioni centrali titolari degli interventi, sulla base di quanto previsto dalla normativa vigente per i singoli settori di riferimento.
Nel ruolo di Beneficiari/Soggetti attuatori del Pnrr, le Regioni/Enti Locali:
- – Accedono ai finanziamenti partecipando ai Bandi/Avvisi emanati dai Ministeri competenti per la selezione dei progetti, ovvero ai provvedimenti di riparto fondi ove previsto;
- – Ricevono, di norma, direttamente dal MEF le risorse occorrenti per realizzare i progetti, mediante versamenti nei conti di tesoreria, salvo il caso di risorse già giacenti sui capitoli di bilancio dei Ministeri;
- – Devono realizzare gli interventi nel rispetto delle norme vigenti e delle regole specifiche stabilite per il PNRR (es. DNSH, spese entro il mese di agosto 2026, ecc.);
- – Devono rispettare gli obblighi di monitoraggio, rendicontazione e controllo e concorrere al conseguimento di traguardi e obiettivi associati al progetto;
- – Devono prevenire e correggere eventuali irregolarità e restituire le risorse indebitamente utilizzate.
La partecipazione in qualità di destinatari finali delle Regioni e degli Enti Locali alla realizzazione di progetti attivati a livello nazionale avviene mediante la partecipazione a Bandi/Avvisi emanati dai Ministeri per realizzare progetti di cui sono direttamente titolari i Ministeri stessi.
Per la gestione finanziaria si evidenzia in particolare:
- – Nell’ambito dello stato di previsione del MEF, viene istituito il Fondo di rotazione per l’attuazione del Next Generation EU-Italia, con una dotazione di 32,7 miliardi di euro per l’anno 2021, di 40,3 miliardi di euro per l’anno 2022 e di 44,6 miliardi di euro per l’anno 2023 quale anticipazione rispetto ai contributi provenienti dall’Unione europea.
- – Per assicurare la necessaria flessibilità, evitando i vincoli specifici della gestione di bilancio, le risorse del predetto Fondo sono gestite nell’ambito della Tesoreria centrale dello Stato su due appositi conti correnti infruttiferi, il primo dedicato alle concessioni (grants), il secondo ai prestiti (loans).
- – Le procedure di gestione delle predette risorse sono stabilite con apposito Decreto ministeriale MEF, sentita la Conferenza Unificata. Al momento, il DM recante le procedure finanziarie è in itinere.- A valere sul predetto Fondo, il MEF effettua anticipazioni in favore delle Amministrazioni, in base ai cronoprogrammi della spesa e degli altri elementi relativi allo stato delle attività desumibili dal sistema di monitoraggio.
- – I trasferimenti successivi sono assegnati, fino alla concorrenza dell’importo totale degli interventi, tenendo conto dell’avanzamento finanziario, fisico e procedurale risultante dal sistema di monitoraggio e tenuto conto del conseguimento dei relativi obiettivi intermedi e finali previsti