
Leonardo Pisani
Il vice presidente del Consiglio regionale della Basilicata, Mario Polese è renziano da sempre ed ha seguito l’ex premier nell’uscita dal Pd e nella fondazione di Italia Viva. In questa intervista affrontiamo soprattutto le tematiche lucane, con un centrosinistra, che è stato battuto dalle regionali del 2019 e ancora stenta a trovare una linea condivisa per cercare di poter ritornare al governo della Basilicata.
Partiamo dalla politica nazionale, lei ha seguito subito Matteo Renzi nella uscita dal Pd e nella formazione di Italia Viva. Ha sostenuto anche la scelta che ha portato Draghi alla Presidenza del Consiglio. Ha qualche dubbio ora?
“Assolutamente no. Ero e rimango convinto che Mario Draghi fosse una straordinaria occasione per l’Italia. E questi primi mesi del suo mandato dimostrano quanto Renzi avesse ragione. Mi riferisco al nuovo prestigio insieme alla credibilità che l’Italia ha riottenuto sui tavoli internazionali. Tutto questo grazie proprio a Renzi che è riuscito a rottamare il ‘Conte bis’ con tutte le sue pochezze. Credo sia giunto il momento di dare atto a chi ha consentito tutto questo ‘miracolo’”.
Nella politica nazionale e anche in Basilicata, date l’impressione di essere una formazione protesa alle nuove generazioni. Ma noi cinquantenni invece? Dobbiamo essere “rottamati”.
“Italia Viva è un partito giovane che intende praticare e non solo promettere la parità di genere e il rinnovamento della classe dirigente. E mi pare che le azioni ci stiano dando ragione. Siamo attenti agli ultimi, ma non per questo vogliamo danneggiare i primi per una questione di propaganda. Il nostro obiettivo è impegnarci quotidianamente per rendere la nostra regione e il nostro Paese migliore. Per fare questo dobbiamo liberare le forze migliori che ci sono a disposizione senza guardare la carta di identità. Questo è il principio: non abbiamo pregiudizi nei confronti di nessuno. E’ un modo di essere e non di raccontare”.
Reddito di cittadinanza… Legittimo essere contrari o favorevoli ci mancherebbe. Ma in questi mesi abbiamo assistito a una demonizzazione di chi lo percepisce, quasi che sia un delitto non avere lavoro o possibilità lavorative. Eppure i dati danno le nuove povertà in aumento. La definisco un’aporia della politica italiana.
“Veda, una cosa è il sostegno a chi non ce la fa e un’altra raccontare da un balcone di aver cancellato la povertà. Quella non mi pare sia stata cancellata per decreto e lei stesso ricorda che nonostante il reddito di cittadinanza, sia in aumento. La verità, fuori dalla propaganda, è che il reddito di cittadinanza non risolve il problema ma rischia di acuirlo perché puntando solo sulle politiche assistenziali senza investimenti si crea un sistema che non ha futuro. La vera sfida è quella di creare i presupposti di sviluppo per creare posti di lavoro e condizioni di competitività reali in modo da generare ricchezza e benessere. Le mancette riempiono la tasche forse per un giorno ma non per un vita. Il fenomeno in realtà è più complesso considerato che in molti settori c’è una grande penuria di mano d’opera. E quindi se da un lato è vero che a volte soprattutto nel turismo e nella ristorazione,i salari sono troppo bassi dall’altro non c’è dubbio che molti preferiscono restare disoccupati e percepire il reddito di cittadinanza restando a casa. Si tratta di un meccanismo ‘perverso’ a cui va data soluzione”.

In Italia Iv governa con la Lega e Forza Italia, in Basilicata ex zona rossa siete l’opposizione. Situazione temporanea oppure nuove larga convergenze lucane?
“Parliamo di due situazioni profondamente diverse. A Roma si sono determinate condizioni legate alla forma di Governo. Il presidente del Consiglio dei ministri non è infatti, eletto direttamente ma è scelto da una maggioranza che può cambiare. In regione c’è un presidente della Giunta eletto direttamente. Noi siamo stati eletti a sostegno di un altro candidato presidente. Siamo alternativi alla maggioranza regionale e intendiamo continuare a fare quello che per cui siamo stati eletti consiglieri. Certo, visto il perdurare di questo stato di emergenza e di crisi, riteniamo che sia più utile ai cittadini la proposta piuttosto che la protesta. Preferiamo ottenere risultati più che like. Finora ci siamo riusciti”.

Braia e Polese, i due consiglieri regionali di Iv
La Basilicata, dopo le elezioni regionale e di Potenza e Matera presenta un sistema politico fluido e destrutturato per certi versi. I renziani lucani stanno dialogando con Azione, + Europa, Popolari uniti e Centro democratico. Si sta andando verso la formazione di un nuovo centro? E Forza Italia guarda oppure siete antitetici?
“Voglio essere chiaro. Noi non siamo il partito dei veti. Non diciamo no a nessuno per partito preso e non diciamo sì solo per convenienza. Crediamo nella coerenza e nella difesa delle nostre idee. Ovviamente non siamo miopi alle esigenze locali e alle varie peculiarità. Detto questo io sono convinto che Italia Viva debba prioritariamente lavorare a federare tutti i liberali, moderati e riformisti tenendo ben chiari due riferimenti politici: Macron in Europa e Draghi in Italia. E’ innegabile che tutto ciò che c’è tra Giorgetti e Marcucci ha una sensibilità comune”.
Non le farò alcuna domanda su come considera il centrodestra lucano. La sua e la comunicazione di Iv in Basilicata è efficace. Le chiedo invece dell’ex invincibile Armata del centrosinistra lucano, affondata non dal vice ammiraglio Francis Drake ma del generale Vito Bardi. Insomma quali sono i problemi attuali del centrosinistra, perché strutturalmente è debole? almeno per il sottoscritto …
“Io credo che fino a quando ci si ostinerà ancora a ragionare sugli schemi politici del secolo scorso non si faranno molti passi avanti. Io credo, e lo dice il quadro politico europeo e nazionale che non esista più quello schema rigido di centrosinistra e centrodestra. Oggi ci sono due perimetri politici ben definiti: quello europeo che ha eletto Ursula von der Leyen e quello nazionale sul quale governa Mario Draghi. Dovremmo anche in Basilicata prendere atto dei tempi che cambiano”.

il presidente della Giunta regionale Vito Bardi
Lei è stato l’ultimo segretario eletto del Pd, me lo faccia dire, era un Pd dilaniato, a tratti anche arrogante perché era lesa maestà criticarlo, quando qualcuno avvertiva che i Dem stavano perdendo contatto con l’elettorato… Ingiusto però dare la colpa solo a lei, gli errori sono collettivi e ci sono stati…
“Parliamo di un’era geologica fa. Sono accadute tante cose e il mondo nel frattempo è cambiato. Io ho preso le mie decisioni nella maniera più coerente possibile e non porto rancore nei confronti di nessuno. Non mi appassiona parlare del passato. Oggi le responsabilità di quel tempo sono di facile intuizione e mi viene da sorridere se si pensa davvero alle colpe di qualcuno davanti a un sistema che è crollato ovunque già da molti anni a partire dalle vittorie di De Luca e De Ruggieri alle amministrative dei due capoluoghi. Ma ripeto la storia va avanti e la vita offre per fortuna sempre nuove occasioni”.
A proposito e il Movimento Cinque Stelle? Anzi il nuovo M5S con Conte oppure anche senza Conte, vedremo.. Ma in ogni caso ci dovrete fare i conti: da alleati oppure da antagonisti. Ma non si scappa…
“Accolgo la sua domanda come una provocazione e le rispondo che per me Grillo, Di Maio, Conte pari sono. In verità io credo il Movimento 5 stelle continui a non essere un interlocutore adeguato anche per le gravi crisi interne che vive e per quel qualunquismo misto a giustizialismo e improvvisazione di cui sono ancora intrisi. Ma non mi appassiona la politica degli antagonismi e delle sfide. Vivo la politica delle idee e mi piace pensare che alla fine a prevalere siano proprio le idee migliori”.