PONTE DI MONTEREALE: UNA SITUAZIONE PERICOLOSA

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PIPPO CANCELLIERI

Guard Rail (continua)

Ora arriva il bello.

Ammettiamo per assurdo ai sensi dell’incipit e di alcune dimostrazioni dei miei tanto amati Teoremi di Matematica, che una signora con la sua carrozzina decida di raggiungere il Parco di Montereale a godere per se e per il bambino in culla, dell’aria fina dei tanti alberi lì presenti, e provenendo dal centro cittadino che come tutti sappiamo ha per unici alberi i pali in ferro in Piazza … .

Ovviamente a meno di manie suicide si accompagnerebbe sul marciapiede alto in alcuni punti ben oltre cinque centimetri e fino a poco più di otto,

E allora?

Le foto parlano da sole. 

Stamattina assieme ad un collega cooptato quale “volontario”, prima ho simulato lo svio dalla sede stradale a soli 10km/ora poi convinto il collega a sistemarsi tra la piccola auto e la barriera o le cuspidi, ho scattato le foto.

Ebbene qualcuno immagina l’effetto che provoca alla signora in parola o alla sua carrozzina l’urto e il conseguente schiacciamento contro un ostacolo anche solo di un piccolo mezzo che pesa soltanto 950 chili e che procede a soli 10km/ora?

Evito di tediarvi con concetti come Quantità di Moto sviluppata ed Energia ceduta, rappresentando che entrambi valgono almeno dieci volte di più quelle di un colpo di pistola di una arma comune.

La signora e/o il suo bambino al netto delle formalità dei due giorni seguenti, parteciperebbero ovviamente malvolentieri, al loro funerale e né le numerose persone al seguito oltre i parenti ed amici come politici “coccodrillo”, servirebbero nemmeno a lenire la loro pena per il semplice fatto che dalla cassa certe cose notoriamente non si sentono e ancora meno si vedono. 

Basterebbe allora spostare il guard rail a filo marciapiede allora!

Mi tocca spiegare cosa il fatto comporta.

Oltre l’esposto nel precedente articolo, racconto dei requisiti di Legge e Regolamenti che tale azione comporta.

In questo caso inizia ad avere una importanza notevole il cosiddetto indice di “W”!

Cosa è?

Presto detto!

Pedone sopra Ponte

All’urto di un mezzo, oltre la classe di appartenenza la barriera per poter assorbire la botta e reindirizzare il veicolo sulla strada, non deve urtare contro un ostacolo fisso che ne impedisce appunto la deformazione.

Ancora meno contro la signora o il bambino in esempio.

Poniamo che il “W” dichiarato consenta uno spostamento di soli 30cm., a questo bisogna aggiungere uno spazio franco di sicurezza di almeno 50cm.

Quindi la barriera si dovrebbe spostare verso il centro strada di almeno ottanta centimetro oltre il metro del marciapiede e cioè di un metro e ottanta centimetri al netto del montante che sostiene la tripla onda!

Tutte e due le barriere ovviamente!

Addio per sempre ai parcheggi tra l’altro oggi pure abusivi.

Ma non è ancora finita.

La più volte citata signora mentre spinge la carrozzina potrebbe semplicemente inciampare e cadendo finire contro il tagliente della lama del tre onde o peggio ancora contro quella del montante che ignari questi dell’evento che poteva avvenire dal loro parte posteriore, nulla hanno detto alla presso piega della fabbrica per addolcire i loro bordi!

E’ evidente la necessità della protezione posteriore sia agli urti che al loro sfregamento accidentale.

Tralascio l’utente in carrozzina e alla sua necessità di incontrarsi senza particolare patema con un altro nella sua stessa condizione in senso opposto, cosa questa che “facilmente” si può risolvere separando chi va da chi viene avviandoli obbligatoriamente su percorsi opposti e contrari rispetto l’impalcato. 

Presenza di cuspidi sotto il Ponte

Sotto il ponte la situazione appare ancora più complicata per i pedoni (delicato eufemismo).

Il consolidamento delle fondazioni per il tramite del loro allargamento anche in elevazione e cioè fuori terra non solo ha limitato la possibilità di manovra dei mezzi che attraversano il ponte in ombra ad esso ma anche realizzato “cuspidi” non protette chiaramente pericolose sia per i veicoli che per i pedoni, specie se a lato c’è una strada stretta e appena dopo una curva e alla fine di una discesa e per sovrappiù in un posto dove le gelate invernali sono spessissimo presenti.

Pedone sotto Ponte

Basterebbe mettere un guard rail allora! E magari ci hanno pure provato.

No!

E per i motivi di cui sopra come l’onnipresente “W” che anche per rispettare gli spazi di percorrenza dei pedoni, finirebbe per restringere ulteriormente l’unica carreggiata oltre sacrificare ancora di più le manovre in ombra all’impalcato.

A solo traccia informo che il guard rail ha bisogno per le solite Leggi e Regolamenti italiane e pure internazionali, allo scopo di non perdere efficacia nella risposta, di un congruo spazio di inizio e fine!

Intanto dal lato opposto rimarrebbe una vecchia ringhiera che ai sensi di quanto raccontato nel capitolo loro relativo, oltre non essere a norma, al primo urto di un mezzo poco si opporrebbe alla sua caduta dabbasso diversi metri più sotto. 

Conclusioni

Le conclusioni le lascio all’affezionato lettore oltre che agli Amministratori che hanno appena consentito la apertura al traffico dell’intero complesso Ponte di Montereale, nella considerazione che non basterebbero segnali di limitazione di velocità dei mezzi sopra e magari perfino sotto il livello del passo d’uomo, a tenerli lontani da responsabilità che per dettato da Codice li investirebbero sia Penalmente che Civilmente.

A questi e a tutti voi pazienti lettori, faccio presente che è ancora in vigore oltre altre forme di assicurazioni, la cosiddetta Polizza Decennale che se invocata (non ricordo mai stata fatta da nessun Ente Italiano) consentirebbe la messa a Norma dell’intero manufatto a costo zero per la Amministrazione e cioè per le nostre tasche.

Tanto si doveva.

 

 

 

 

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Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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