L’ AIL DI POTENZA INAUGURA LA SECONDA CASA PER GLI AMMALATI DI LEUCEMIA

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Giovanni Benedetto

E’ stata inaugurata a Potenza in via Ciccotti, la seconda residenza dei malati di leucemia, ” CASAIL” intitolata al fondatore dell’associazione AIL di Potenza dott. Francesco Ricciuti.
All’inaugurazione c’erano le autorità, il vescovo, Mons.Ligorio, tanti volontari e la Presidente della sezione Ail della provincia di Potenza dott.Iolanda Ricciuti.
La casa, donata da un privato, è formata da alcune stanze con bagno all’interno e un ambiente comune per cucinare e trascorrere il tempo libero.
È a disposizione gratuita dei pazienti ricoverati in day hospital per le cure giornaliere e che sono distanti dai luoghi di residenza.
Ricade proprio oggi l’anniversario della scomparsa del medico potentino che molti anni fa ricavo’ dal reparto di medicina generale, due stanze, una per gli uomini e una per le donne, per iniziare gli studi e il trattamento specifico per i malati affetti da patologie oncologiche del sangue.
Il dott. Ricciuti per approfondire le sue conoscenze collaborò a stretto contatto col professore Franco Mandelli un luminare nel campo dell’ematologia che è stato anche il promotore del collegamento in rete dei reparti di ematologia per avere una banca dati idonea a  studiare le malattie da un punto di vista statistico.
Presso l’auditorium dell’ospedale di Potenza è proseguito l’incontro anche alla presenza del dottor Michele Pizzuti, primario del reparto di ematologia del San Carlo di Potenza e della dott.Letizia Raucci, psicologa, che si occupa dei pazienti oncoematologici.

Il dott. Pizzuti ha tracciato una breve storia dell’evoluzione delle leucemie acute, Mielomi e Linfomi e delle strategie d’intervento, delle cure e della remissione di alcune malattie.
Ha parlato dei primi anni 60 , quando si iniziavano a somministrare le prime chemioterapie con molti effetti collaterali per i pazienti. Nel campo ematologico al cocktail di farmaci si accoppiava anche la modalità di infusione che provocava sovente necrosi e ulcere;, successivamente, grazie anche al dott.Ricciuti, si individuarono degli accessi venosi appropriati consentendo ai pazienti una maggiore tolleranza al trattamento.
A distanza di cinquant’anni di si constatano i grandi passi avanti fatti sia nella diagnostica che nella terapia,  dai 

 trapianti di midollo, alle terapie più appropriate in funzione dell’età.
Siamo nell’era delle terapie in grado di ottenere remissioni complete in alcune forme di leucemie infantili, con i trapianti, con la ricerca genetica, i farmaci biologici e c’è ancora da lavorare per i cosiddetti farmaci intelligenti e quelli personalizzati.
Quest’ultimi, alla stessa stregua del comportamento che hanno gli antibiotici nei confronti dei batteri presenti nel nostro organismo che bloccano la loro riproduzione o li uccidono direttamente, sono ancora oggetto di studio e rimane un obiettivo degli scienziati scoprire farmaci mirati  a sconfiggere solo le cellule maligne senza toccare quelle buone.
Non va trascurato, nel trattare un paziente oncologico, l’aspetto umano: egli interagisce con l’ambiente con i suoi sentimenti, la sue paure, le angosce, le sue speranze ed ha bisogno, in un momento anche devastante della sua vita, di ritrovare un nuovo equilibrio psicologico, di ricomporre i rapporti di affettività col suo ambiente, con le persone che fanno parte del suo vissuto e di recuperare fiducia nei medici e di affrontare la sua malattia come un momento della sua vita mutata, difficile ma non compromessa.
Su questo delicato aspetto lo stesso Mandelli riteneva importante che anche il personale medico fosse selezionato per avere propensioni naturali ad instaurare rapporti empatici con i pazienti.
Ci sono medici che presentano lacune sotto questo aspetto relazionale , a cominciare da quando  comunicano al paziente una notizia di diagnosi o prognosi severa .
Gli ammalati di leucemie, non sono soli, oltre all’assistenza medico-ospedaliera sono anche assistiti da un’associazione, l’Ail, composta da un nutrito numero di volontari due medici e personale infermieristico, i sanitari, assistono gratis gli ammalati dimessi dall’ospedale che dimorano presso le proprie abitazioni e che hanno bisogno di cure.
I volontari assistono i pazienti sia presso le case ospiti che in ospedale per creare un ambiente più umano e amichevole.
L’Ail non è solo assistenza è anche supporto per la raccolta dei fondi per l’assistenza quotidiana e per la ricerca nel campo delle leucemie. In definitiva, Potenza sta dando vita ad una grande comunità associativa, sotto l’impulso della d.ssa Iolanda Ricciuti, energica e sensibile come il padre e decisa a onorarne la memoria portando avanti l’impegno a favore dei malati leucemici. Complimenti.

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Sull' Autore

Giovanni Benedetto

Mi sono occupato per 40 anni prima in Rai e poi in Rai way dell' esercizio degli impianti alta frequenza della Rai in Basilicata. Per vent'anni in qualità di quadro tecnico sono stato responsabile del reparto di manutenzione degli impianti alta frequenza: ripetitori, trasmettitori tv e mf, ponti radio e tutti gli impianti tecnologici connessi. Ho presieduto tutta la fase della swich-off analogico- digitale della rete di diffusiva della Basilicata. Nel 90 per tre mesi come tecnico della Rai Basilicata ho lavorato al centro , ibc, di Saxa Rubra, per inoltrare i segnali televisivi e radiofonici provenienti dai dodici stadi accreditati ai mondiali 90, attraverso i ponti radio e i satelliti in tutto il mondo. Fuori dal mondo produttivo, mi sento un cittadino libero e curioso, che osserva con attenzione la realtà che mi circonda. Attento al comportamento della politica e delle istituzioni e alle decisioni che esse assumono e che incidono sul nostro destino , sensibile ai fenomeni e ai cambiamenti che attengono la nostra società: comprese le virtù e le miserie che essa esprime; sempre raffrontando il presente col passato per schiarire meglio la visione del futuro.

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