YZU-FRANCESCO ALBANO: PAROLE DI LIBERTÀ

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Una variazione sul tema

 

di Gerardo Acierno

Ė ormai da tempo che in questa terra, la nostra terra, “il canto degli uomini liberi”, come ben recita il titolo della manifestazione, si è fatto debole, appena percettibile, assediato com’è da fake, circondato da pensieri complottisti e negazionisti, sovrastato dall’indifferenza e dal chiacchiericcio populista nostrano e d’oltre oceano.    Apprezzo molto questa iniziativa, qui a Pignola dedicata e vissuta nel ricordo di Yzu, Francesco Albano, poeta controcorrente, performer di valore, protagonista di stagioni irripetibili vissute e consumate tra i portici bolognesi di San Luca, sul sagrato della basilica francescana in Assisi, sotto i cento portali del suo paese natale.     La domanda che Yzu senz’altro si sarebbe fatta è questa:     “Cosa dobbiamo fare noi che scriviamo, quali storie e come raccontarle per cancellare le storie di chi prova a cancellare secoli di conoscenza, di Rinascimento, di Illuminismo, di grandi scienziati da Galileo a Copernico, da Einstein a Fermi?”     Per quanto mi riguarda di una cosa sono certo che la finzione delle nostre storie arricchisce con la fantasia la realtà umana. Mentre le storie e le teorie fake restringono e disumanizzano questa nostra realtà.     Cosa fare dunque per combattere questa differenza? Questa stortura?     C’è a mio avviso una sola risposta, una sola cosa importante da fare: educare il cuore e la mente di lettori colti, consapevoli e critici. Essere insomma più bravi dei narratori di storie false. Tornare alla conversazione, anzi, far tornare la conversazione, perché ormai quasi non ci parliamo, ci scambiamo furiosi pensieri, la conversazione tra di noi si è spezzata. Intorno a noi soltanto polemiche spietate, grida sfrenate, odio a piene mani. E guerre di ogni genere, in ogni angolo del mondo, per ogni piccola cosa.     Ed è riconoscendo questa esigenza, questa priorità, questa ultima possibilità per sopravvivere e provare a lasciare ai nostri figli e ai nostri nipoti un mondo migliore che io ringrazio gli amici del “canto libero”, uomini ispirati dal ricordo di chi come Yzu- Francesco Albano sotto le pietre scolpite dei cento portali o nella piazza che lui definiva ‘un imbuto a rovescio’ scriveva e cantava queste parole:

“Eppure una figura è possibile,

poco sforzo, lo slancio sufficiente-

oltre questa finestra chiusa all’aria:

uno sguardo curioso, entusiasta,

l’attesa attiva d’un urlo che dica.

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