E’ passata una settimana dall’esonero di Pirozzi e nel Potenza non c’è nessuna traccia del nuovo allenatore. O meglio, a livello di idea, i due presidenti Vertolomo e Vangone hanno individuato già da tanto tempo, almeno da sei mesi, chi per loro si deve sedere sulla panchina del Potenza. L’accelerata è stata data lunedì scorso con l’incontro che si è svolto all’ hotel Santa Loia con Capuano che ha fatto le sue richieste per diventare l’allenatore dei rossoblù. Richieste molto esose, a cui vanno aggiunte anche le garanzie economiche giustamente pretese dal tecnico originario di Pescopagano che non hanno spaventato i due proprietari della società del capoluogo. Ma che finora Vertolomo e Vangone non sono stati in grado di soddisfare nonostante Capuano abbia, d’intesa con i suoi avvocati Riccio e Mauro, rivisto al ribasso le richieste economiche. Ma ormai siamo alla delicata partita di Bisceglie e il nuovo allenatore non c’è ancora per cui oggi a guidare i rossoblù sarà Peppe Catalano che da martedì è in pratica l’unico responsabile della prima squadra. Perché Vertolomo e Vangone hanno preso uno schiaffo in faccia da Vito Stenta che doveva, momentaneamente, essere il tecnico deputato a guidare questa fase di transizione insieme a Catalano e che ha preferito declinare l’invito e rimanere alla juniores perché, si dice, infastidito da alcuni “suggerimenti” che gli sarebbero arrivati dai due presidenti. Abbiamo fatto la cronistoria di questa settimana che si conclude con la gara di Bisceglie per fare alcune riflessioni. La prima: quando una società esonera un allenatore deve avere in mano, almeno come idea, il suo sostituto. E non inseguire chimere come nel caso di Ezio Capuano. Perché se io vado al ristorante ed ho in tasca solo 10 euro non posso pretendere di pasteggiare a caviale, champagne ed aragoste. Per dire che già lunedì scorso, dopo aver conosciuto quelle che erano le richieste di Capuano, Vertolomo e Vangone avrebbero dovuto rispondere che il Potenza non si poteva permettere una simile spesa e avrebbe dovuto pensare ad altre soluzioni. Invece la telenovela è continuata con la speranza che per dare a Capuano i trenta-quarantamila euro subito sotto forma di contanti o di assegni circolari arrivassero aiuti molto concreti e sostanziosi dalla città per arrivare, con i soldi messi dalla proprietà, alla cifra richiesta da Capuano. E fino a questo momento la fumata è stata nera. Per la verità, di pari passo con i contatti con Capuano, il direttore sportivo Flammia ha contattato altri allenatori che avrebbero dato una disponibilità di massima a venire a Potenza come nel caso di Ferruccio Mariani l’anno scorso scorso sulla panchina del Fondi con cui ha vinto play off e Coppa Italia di serie D. Ma a questo punto la soluzione del nuovo allenatore viene ovviamente rinviata a dopo l’impegno di domani con il Bisceglie. Anche per capire, in base al risultato dei rossoblù e soprattutto a quelli delle altre concorrenti per la vittoria finale, che soluzione trovare per la panchina rossoblù. Ma la vicenda Capuano e l’inseguimento frenetico dell’ingegnere Vangone a farlo diventare tecnico del Potenza dimostra due cose: la grande stima verso un allenatore molto capace che Vangone e Vertolomo hanno conosciuto solo da sei mesi ma che nella nostra città, in pratica, era uno di casa. La seconda cosa che dimostra è invece preoccupante per i tifosi del Potenza: che se la trattativa con Capuano dovesse fallire, i due presidenti si troverebbero in grandissima difficoltà per fare il mercato che si apre il primo dicembre e portare quei giocatori importanti che servono. Oltre che a temere molto seriamente che anche i giocatori che stanno giocando nel Potenza e che a Potenza sono stati portati da Capuano, possano essere tentati da altre società. Di sicuro questa telenovela non può andare oltre lunedì: in un caso, Capuano, o nell’altro Mariani o altri nomi, il Potenza deve avere il suo allenatore che da martedì, alla ripresa degli allenamenti, dopo la gara di Bisceglie, dovrà cominciare necessariamente il suo lavoro. Non ci sorprenderemmo nemmeno che alla fine della giostra i due presidenti del Potenza cacciassero dal cilindro anche l’idea di un clamoroso ritorno di Pirozzi. Tra l’altro la caccia spietata a Capuano ha in un certo qual modo rallentato anche i contatti con il Comune per la firma della convenzione per la gestione dello stadio Viviani fino a giugno 2018. La bozza che è stata presentata alla società rossoblù non ha trovato molto gradimento nei massimi dirigenti della società del capoluogo. Ma se Vangone e Vertolomo non vanno a parlare con sindaco e assessore allo sport per appianare le divergenze e trovare le soluzioni, il rischio che si corre sarebbe paradossale: i lavori al Viviani per la posa dell’erba sintetica sono terminati, lo stadio sarebbe pronto per il ritorno a casa del Potenza dopo un lungo esilio, ma se non si firma la convenzione il Viviani potrebbe essere solo ammirato ma non utilizzato ed il Potenza dovrebbe giocare con la Vultur di nuovo a Picerno. Eventualità che nessun tifoso si augura e che deve essere scongiurata facendo uso del buon senso.
POTENZA: CAOS ORGANIZZATO
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