Scongiurata a Potenza l’anatra zoppa, il secondo turno del voto è completamente un’altra partita nella quale giocano fattori diversi: la credibilità dei duellanti, la capacità di apparentarsi , la forza del messaggio da proporre agli elettori. Mentre il centrodestra ha giocato al primo tutte le sue carte, riuscendo d ottenere l’appoggio , non scontato, anche di Pittella e quindi presentandosi nella stessa composizione regionale, il centrosinistra si è presentato con più liste che hanno bypassato i partiti presentando il volto di un elettorato diversificato, in parte tendente al civismo,ma sostanzialmente identificabile in una collocazione antidestra. Questo fatto chiama in causa il secondo e il terzo dei fattori cui si accennava all’inizio: la capacità di apparentarsi e la forza del messaggio da proporre. Se si parte dall’assunto che in questa partita è in gioco l’egemonia della destra in Basilicata, che appena tre mesi fa sembrava messa fuori gioco dalla sua stessa conclamata incapacità di governo e che è invece stata graziata dalla irresponsabilità di Pd e cinquestelle di NON far posto a Pittella, se ne dovrebbe dedurre che buon senso e maturità politica dovrebbero portare ad un apparentamento di ferro tra tutte le nove liste operanti sul campo della possibile coalizione sotto una unica bandiera unificante: no alla destra che gioca contro il sud, no alla destra che non sa governare, no alla destra che ha fiaccato la città di Potenza fino a renderla incapace di mantenersi in piedi. Un messaggio forte capace di riequilibrare almeno la partita delle regionali con un capoluogo che sa farsi caposaldo di resistenza. Riuscirà Telesca ad agire in prima persona , sottraendosi alle pressioni di partiti, di correnti e di notabili che vogliono salvare questo o quel candidato dalla necessaria sottrazione di posti nella conta finale, oppure si lascerà galvanizzare da chi pensa che basti la sua figura per vincere il ballottaggio? Nel recente passato c’è chi, pur vantando un gradimento notevole nella città,non è riuscito nell’impresa, dimostrando di sottovalutare il senso di una partecipazione corale alla vittoria. Se la storia dovesse ripetersi ,è solo per segnare l’epilogo di partiti che hanno perso il senso della realtà e si autoconsegnano alla disfatta. E segnatamente l’epilogo di un Pd che ha pervicacemente, ossessivamente combattuto una famiglia politica scomoda per poi vederla martirizzata e santificata oltre i suoi stessi meriti, emendata dai peccati e pronta a recitare nello scenario politico regionale la parte di protagonista assoluto. Della serie quando si mettono insieme odio e miopia politica. Rocco Rosa
POTENZA, CAPOSALDO DI RESISTENZA ALL’AVANZATA DELLA DESTRA
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