Anche se con tutta probabilità sarà il Potenza ad affrontare il secondo turno della Coppa Italia domenica prossima sul campo del Gravina, è necessario fare un’approfondita analisi su quello che è successo sul campo nella prima partita ufficiale del nuovo Potenza targato Caiata. La sconfitta ai rigori contro la Fulgor Molfetta è stata sicuramente mal digerita dai tifosi rossoblù che in oltre 1500 sono accorsi al Viviani per vedere all’opera la squadra di Ragno nella prima uscita ufficiale della stagione. La delusione è stata palpabile per non essere riusciti ad avere la meglio sui pugliesi con il Potenza due volte in vantaggio e due volte raggiunto. Perché si possono trovare tutte le attenuanti del caso e delle quali parleremo più avanti, ma dobbiamo, senza mezzi termini, dire che la squadra di Ragno contro un avversario modesto come quello incontrato al Viviani ieri, avrebbe dovuto vincere e basta considerato il netto divario esistente tra le due squadre. Invece dopo un buon primo tempo giocato con sufficiente ordine e con buona personalità, nel secondo tempo il Potenza, per due volte in vantaggio con Guaita su rigore e Schisciano, non ha messo in campo la cattiveria necessaria, si è un poco specchiata ed ha consentito ai pugliesi di arrivare indisturbata dalle parti del portiere Di Franco con successo per ben due volte. Sicuramente le gambe erano molto pesanti e di conseguenza un calo fisico era anche preventivabile nel corso del secondo tempo, ma quello che ha forse più indispettito è stata la presunzione e la mollezza con le quali i rossoblù hanno affrontato i modesti avversari nella seconda frazione di gioco. Sicuramente non è il caso di fare drammi in questo momento perché dagli errori commessi contro i molfettesi si dovrà ripartire, come ha giustamente sottolineato Ragno a fine gara, per preparare al meglio l’inizio del campionato. “ nel primo tempo ho visto cose positive, la squadra si è espressa con molto ordine cercando di mettere in pratica tutto quello che abbiamo provato nella fase di preparazione. Ed in effetti non abbiamo mai permesso agli avversari di arrivare con pericolosità dalle parti del nostro portiere. Ed anzi siamo stati noi che abbiamo creato le migliori occasioni con le quali avremmo meritato di passare in vantaggio. Nella ripresa, pur essendo per due volte riusciti a segnare, non siamo stati bravi e lucidi ad impedire agli avversari di arrivare con facilità nella nostra area. Anche se era normale non avere ancora la brillantezza fisica per il duro lavoro che stiamo facendo, avremmo dovuto mettere in campo maggiore cattiveria agonistica per non subire la reazione del Molfetta. Analizzeremo a fondo gli errori commessi ieri per presentarci nelle migliori condizioni per l’esordio in campionato”. Ci sono ancora due settimane prima dell’esordio in campionato sul campo della Cavese per cui il tecnico Ragno avrà il tempo necessario per sistemare tutto quello che non funziona. Anche la società dovrà fare la sua parte perché dovrà completare al più presto l’organico rossoblù con l’ingaggio dell’attaccante centrale capace di attaccare la profondità e di assicurare un bottino di reti importante. Al momento il giocatore più vicino è Giovanni Abate, classe 81, l’anno scorso in Lega Pro alla Virtus Francavilla. Anche se i sogni sono essenzialmente due: Lattanzio dell’Andria che farebbe la felicità di Ragno che lo ha allenato l’anno scorso al Bisceglie e Manuel Pera, il più prolifico attaccante della serie D negli ultimi tre anni, che gioca nel Taranto. Ma sono tutte e due operazioni molto difficili perchè Lattanzio e Pera dovrebbero rescindere i propri rapporti con l’Andria e con il Taranto. E lo dovranno fare anche velocemente perché mancano solo 10 giorni alla chiusura del calcio mercato. Ma a Ragno tocca il compito di trovare il giusto equilibrio complessivo della squadra. Atteso che il suo modulo preferito e sul quale sta insistendo è il 4-4-2, c’è da rimarcare che per mettere in campo tale sistema avendo sulle corsie esterne due giocatori over che potrebbero essere Guaita e Coccia, sarebbe costretto a schierare una difesa a quattro con tre under, Biancola, Panico e l’ucraino Briukhov ed un solo over da scegliere tra Sicignano, Bertolo ed Ungaro. Altrimenti,, come logica vuole, mettere in campo sulla corsia di sinistra il giovanissimo Manno. Mentre a centrocampo Esposito, Diop e l’ultimo arrivato Guadalupi si contenderanno i due posti del centrocampo. Oppure pensare a qualche variante di sistema tattico come il passaggio al 3-5-2 che forse assicurerebbe maggiore equilibrio in mezzo al campo con la presenza contemporanea di tre interpreti e lascerebbe inalterate anche le possibilità di sfruttare al massimo il gioco sulle corsie laterali che Ragno predilige al massimo. Tornando alla partita con la Fulgor c’è da dire che il risultato sul campo, vittoria per i pugliesi per 7 a 6 dopo i calci di rigore, dovrebbe essere stravolto a favore del Potenza dal Giudice Sportivo che non potrà che accogliere il reclamo della società lucana per la posizione irregolare di un calciatore della Fulgor Molfetta che è sceso in campo al Viviani con una squalifica sul capo che non era stata scontata. E per questo che abbiamo aperto dicendo che domenica a Gravina il Potenza dovrebbe continuare il suo percorso nella manifestazione tricolore.
