POTENZA, CRITICITA’ O RISORSA? (1)

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La scorsa settimana il Rotary aveva organizzatro un incontro con i candidati Governatori della città ma tra chi non si è presentato ( dei candidati), chi è arrivato in ritardo e chi se ne è andato incazzato in anticipo , la serata è finita, come si dice, a schifio. Un peccato perchè un gruppo di professionisti rotariani aveva lavorato sodo su un documento che riguarda la città di Potenza e che vuole porre a base del dibattito per capire che cosa si vuol fare nella città. Noi che lo abbiamo letto, e che, attraverso il nostro collega Pesarini, stiamo battendo il tasto su come far rinascere la città, possiamo dire che questo documento è un punto di riferimento molto autorevole per le cose che bisognerà fare. per questo riteniamo un peccato riassumerlo e farlo passare come una veloce notizia. Bisogna legegrlo e meditarlo, o almeno bisogna che lo faccia chi vuole parlare veramente e seriamente della città di Potenza. R.R.

 

Sommario

  1. PREMESSA……………………………………………………………………………………………………………………..
  2. LA   La QUESTIONE URBANA NELLE POLITICHE EUROPEE………………………………………………………………. 3
  3. LA STRATEGIA DI SVILUPPO URBANO DEL COMUNE DI POTENZA……………………………………………… 4
  4. POTENZA: UNA CITTÀ IN DIFFICOLTÀ………………………………………………………………………………….. 6
  5. UNA NUOVA “VISIONE” PER LA CITTÀ………………………………………………………………………………… 8
  6. L’IMPEGNO DEL ROTARY…………………………………………………………………………………………………. 11
  7. IL ROTARY CHIEDE…………………………………………………………………………………………………………. 12

 

 

 

  1. PREMESSA

Mentre l’Italia vive una fase di attesa di cambiamenti e di deludente ripresa con quella che sembra una transizione da un’economia dei sistemi ad un ecosistema degli attori individuali ed un appiattimento della società (CENSIS 2018}, si riapre la forbice fra Centro-Nord e Mezzogiorno, con un forte rallentamento della ripresa, soprattutto per quanto riguarda i consumi. Appare, inoltre, preoccupante nel Mezzogiorno la contrazione della spesa pubblica corrente ed, in particolar modo, la spesa infrastrutturale, che ivi registra una riduzione del 4,7% a fronte del -2% nell’intero paese Italia (SVIMEZ 2018}. Si appalesa, inoltre, un nuovo aspetto del dualismo Nord-Sud: la forte contrazione demografica e l’intensa emigrazione dal Sud di forza lavoro giovane e qualificata. Negli ultimi 16 anni hanno lasciato il Mezzogiorno 1 milione 883 mila residenti e di questi la metà erano giovani di età compresa fra 15 e 34 anni, quasi un quinto laureati, il 16% dei quali si è trasferito all’estero. Quasi 800 mila non sono tornati.

La Basilicata si allinea ai dati macroeconomici del Mezzogiorno, segnalando un vistoso rallentamento di crescita – dopo il dato positivo del 2017 – e registra, assieme al Molise, i tassi migratori universitari più elevati in termini percentuali sugli iscritti (40% circa}. Per quanto riguarda, inoltre, le stime demografiche i lucani, che nel 2017 erano 570.365, saranno 403.670 nel 2065 (SVIMEZ 2018}. Ma gli squilibri sono evidenti anche all’interno della regione: mentre Matera evidenzia positivi trend di sviluppo nel turismo e nei servizi, accelerati dall’intensa azione di marketing territoriale innescata dalla proclamazione della città “Capitale della cultura 2019”, Potenza ed il suo hinterland denunciano il prolungarsi – e forse l’aggravarsi – di una ormai lunga fase di crisi che trova origine specifica – al di là delle dinamiche meridionali e regionali – nell’affievolirsi del suo ruolo storico di “città dei servizi”.

In una tale preoccupante situazione i partiti, dilaniati da contrasti interni e personalismi o ancora inadeguati ad esprimere visioni strategiche, sembrano aver perso la capacità di rappresentare e guidare blocchi consistenti della popolazione verso ipotesi di sviluppo credibili. Ciò, naturalmente, si riflette anche nella governance locale che, condizionata anche da gravosi vincoli di bilancio, sembra ripiegare prevalentemente sulla gestione dell’ordinario, senza coltivare disegni più strategici di sviluppo.

La cosiddetta “società civile” non è esente da responsabilità: al manifestarsi del progressivo degrado della politica ha reagito ritirandosi in sè stessa o, al più, cercando individualmente di sfruttare a vantaggio delle proprie attività i canali di relazione, rinunciando a svolgere il ruolo di “classe dirigente”.

Il Rotary è parte importante della società civile: rappresenta per sua definizione la parte emergente e più significativa del mondo delle professioni, dell’imprenditoria, della pubblica amministrazione, dei ceti produttivi. Il Rotary ha ragion d’essere, inoltre, nella misura in cui assume ad obiettivo il servire nell’interesse generale ed al di sopra di ogni interesse individuale. “Vuole essere di ispirazione” (Barry Rassin – Presidente Rotary International 2018-2019} ed intende offrire “mente e cuore per la solidarietà” (Donato Donnoli – Governatore Distretto 2120 Puglia e Basilicata 2018-2019}. Il Rotary intende reagire a questo stato di cose e mettere a disposizione le proprie risorse per riannodare, con gli altri attori della società civile, istituzionale e produttiva, i percorsi dello sviluppo.

Il club Rotary Potenza Torre Guevara ritiene di doversi impegnare a sostegno di Potenza e del suo hinterland attraverso una molteplicità di vie di azione, che si riassumono in questo documento. In particolare il club ritiene – con l’articolato e qualificato sistema di competenze che esprime – di poter e dover offrire un supporto alla individuazione di una nuova “visione” per la città e l’hinterland. Ritiene, inoltre, di dover realizzare azioni concrete esemplificative di tale nuova visione. Auspica, infine, che su questa linea di azione possano convergere le altre associazioni espressioni della società civile.

Nel sottoscrivere il presente documento il club sollecita il Comune di Potenza ed i Comuni dell’hinterland a mettere in campo ogni sforzo al fine di agevolare politiche adeguate a promuovere la concreta partecipazione delle istanze qualificate della società, superare gli annosi limiti di un’azione amministrativa troppo spesso ripiegata in comportamenti puramente settoriali e non coordinati, rimuovere procedure ed atteggiamenti inutilmente tesi alla conservazione e tutela della burocrazia piuttosto che al servizio alla cittadinanza.

  1. LA QUESTIONE URBANA NELLE POLITICHE EUROPEE

La questione urbana ha acquisito, nel tempo, importanza crescente anche nelle politiche europee, tanto da divenire determinante nell’ultimo ciclo di programmazione. Infatti l’Europa si trova continuamente a dover rispondere a sfide in relazione all’economia, al clima, all’ambiente, nonché alla società in generale e la maggior parte di tali sfide presenta una forte connotazione urbana (Commissione Europea: “La dimensione urbana nelle politiche dell’UE – elementi fondanti di un’agenda urbana UE”, Bruxelles, 2014}. Ciò avviene in una situazione che vede spesso – ed è il caso di Potenza – un’insufficiente capacità di avviare e realizzare i (necessari} cambiamenti strutturali. “La crisi economica ha notevolmente indebolito molte città, accrescendo le sfide che esse devono affrontare avendo a disposizione minori risorse. Molte città secondarie .. stanno sperimentando complesse situazioni di involuzione, nelle quali ad un declino economico si abbina un calo demografico, ciò che può innescare una spirale negativa caratterizzata da diminuzione dei proventi delle imposte locali, contrazione della domanda di beni e servizi, perdita di posti di lavoro, minore offerta di lavoro e minori investimenti, con una generale perdita di attrattività. Nelle città colpite da stagnazione economica, i centri cittadini sono stati abbandonati a favore dei sobborghi in espansione” (Commissione Europea: op.cit.}.

Eppure, la risposta politica alla questione urbana, a livello nazionale ed europeo, è stata prevalentemente lenta e frammentaria, con iniziative settoriali numerose, ma scarsamente integrate fra loro. La politica urbana è, infatti, spesso il risultato implicito di normative di pianificazione urbanistica e di progettazione degli spazi urbani e dell’intervento combinato di politiche settoriali, anzichè costituire un ambito cui è attribuito un indirizzo politico e strategico.

L’acquisita consapevolezza a livello europeo della rilevanza della questione urbana ha fatto si che il 10% del FESR (Fondo Europeo di Sviluppo Regionale} nel sessennio 2014-2020 dovrà essere investito nelle zone urbane, mentre anche un crescente numero di politiche settoriali dell’UE è esplicitamente incentrato sulle zone urbane (energia, informazione, ambiente, trasporti, clima, capitale europea della cultura, .}. Inoltre, a livello metodologico, l’Unione Europea dichiara che “le città europee devono essere: luoghi di sviluppo sociale avanzato; piattaforma per la democrazia, il dialogo culturale e la diversità; luoghi verdi, di rigenerazione ecologica ed ambientale; poli di attrazione e motori della crescita economica” (Commissione Europea: op.cit.}.

Al fine di creare sinergie nelle politiche urbane ed effettiva autodeterminazione delle amministrazioni locali si è definita l'”agenda urbana” che dovrà servire ad accrescere la qualità, l’efficienza e l’efficacia delle politiche grazie ad un miglior coordinamento delle politiche stesse, dei soggetti e dei livelli di governance. Dovrà, inoltre, rafforzare la capacità delle città di promuovere transizioni e cambiamenti strutturali, al fine di garantire economie urbane sostenibili, ed avvicinare il processo decisionale dell’UE ai cittadini. continua

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Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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