POTENZA, IL COMITATO PER IL VERDE PUBBLICO ALZA LA VOCE

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teresa lettieri

Non poteva che essere un parco, una delle oasi della città di Potenza ad ospitare la conferenza stampa del Comitato per la Difesa del Verde pubblico, un gruppo costituitosi spontaneamente all’indomani di una serie di scelte operate dall’amministrazione locale sul patrimonio a verde e che hanno interessato diverse alberature. E così il Baden Powell, nel quartiere Verderuolo, ha accolto oltre alla stampa e ai cittadini che hanno animato l’iniziativa, anche quelli che si sono sentiti “incuriositi” dal richiamo social lanciato qualche giorno fa attraverso la pagina Facebook del Comitato. In realtà, l’incontro ha rappresentato il secondo step di un percorso avviato ufficialmente lo scorso giugno, quando il gruppo civico ha organizzato il primo confronto pubblico presso la sala annessa alla Parrocchia di San Giovanni Bosco. In quella occasione vennero illustrate le motivazioni che avevano aggregato alcuni cittadini mossi dal disappunto di quanto avvenuto qualche mese prima lungo Viale Firenze, a seguito della rovinosa nevicata che aveva danneggiato irrimediabilmente i pini lungo la strada tanto da richiedere interventi di abbattimento da parte dei vigili del fuoco. Qualche giorno dopo il viale era ridotto ad una semplice strada la cui identità era stata spazzata via in pochissime ore. Stessa sorte era tuttavia, toccata a molte essenze arboree distribuite in tutto il perimetro cittadino ed extraurbano, ma il rione Verderuolo il cui nome probabilmente non è casuale, è diventato  l’emblema di una città colpita al suo cuore verde. L’occasione, quindi, è divenuta propizia, aldilà delle invettive che per molti giorni hanno animato i social, per costituire un gruppo che potesse farsi interprete di una esigenza collettiva: recuperare il valore di una città attraverso uno dei simbolismi che nel corso del tempo l’hanno identificata come una delle più verdi d’Italia dai visitatori colpiti dall’abbondanza di spazi urbani allestiti con specie diverse. Il Comitato ha trascorso il periodo estivo divulgando il senso dell’iniziativa e raccogliendo firme per portare all’attenzione dell’amministrazione, che nel mentre ha continuato i “disboscamenti” senza un piano comunicato e un criterio individuato anche dai tecnici più attenti, il problema di una pianificazione e gestione necessariamente condivisa in primis, insieme ad altre proposte. La conferenza stampa ha voluto, quindi, esplicitare meglio gli intenti del gruppo, alla luce della consegna di quanto raccolto (559 firme) e con l’auspicio che  possa diventare uno dei punti all’ordine del giorno dei prossimi Consigli Comunali. Ambiziosi? Probabilmente. Considerato che nessuno degli amministratori fino ad oggi si è reso interprete di conoscere quanto il comitato abbia in programma (vista la proficua attività social promossa in questi mesi) mentre le attività di rimozione di altre alberature sono state intensificate a dispetto della pausa estiva. In realtà, sebbene si tratti di tagli, l’estate non è di certo il momento migliore per intervenire, tuttavia, quello che la cittadinanza ha potuto rilevare, oltre questa azione mista all’asportazione dell’erba infestante (quando è possibile e senza una calendarizzazione), è che nessun altro tipo di gestione pare che in questa città venga messo in conto. Irrigazioni, concimazioni, potature delle perenni in funzione della tipologia, ad esempio, sembrano essere pratiche sconosciute, eppure, immaginare di poter candidare i nostri più bei siti, come la Villa di Santa Maria già orto botanico, a parchi monumentali sembra uno dei sogni proibiti della nostra amministrazione. In effetti dovrebbe essere proibito pensare una cosa del genere se non si conosce e di conseguenza si adottano le necessarie operazioni di gestione e cura del patrimonio a verde della città secondo i criteri previsti da un semplice manuale tecnico. Eppure un regolamento in merito a tutto questo è stato prodotto nel 2004 e regolarmente disatteso, a meno che non sia il cittadino a fare richieste, attentamente valutate e seguite nella procedura attraverso il controllo sul territorio degli uffici preposti. E mentre le verifiche su tutto ciò che riguarda i nostri alberi, parchi, aiuole e affini vengono evase puntualmente, mentre si interviene utilizzando la logica della straordinarietà e dell’emergenza, mentre nessuno documento e/o spiegazione accompagna le iniziative amministrative d’intervento qualunque esso sia, il comitato aggrega, divulga, propone. Cosa propone. Il documento allegato alle firme chiede una divulgazione attenta, oltre quella scolastica, destinata ai target adolescenziali e adulti  attraverso lo strumento della democrazia partecipata, dove gli esempi e la conoscenza possano rappresentare, attraverso un momento di aggregazione, il “ramo” stabile della conoscenza che ogni cittadino ha il dovere di apprendere per poter esercitare i suoi diritti; una revisione del regolamento, eccessivamente sperequativo tra obblighi del cittadino e quelli dell’amministrazione; la redazione di un Patto di cittadinanza che, attraverso una progettazione e pianificazione condivisa possa “connettere” cittadini ed amministrazione nelle scelte da operare in modo da disporre di una vision che non soffra della miopia di chi osserva solo attraverso un  solo punto di osservazione. E’ vero che spesso chi  gestisce è sottoposto a vincoli legati alle risorse economiche, ma la scusa della indisponibilità di spesa non può essere usata come capro espiatorio, soprattutto quando si osserva una attività remunerata affidata ad imprese o ad operatori che poco conoscono di tagli , potature e affini con le conseguenze visibili ovunque, ed iniziative che sollevano a dir poco perplessità  quanto risposte (molto umorali) al limite dell’educazione. Non meno importante il ruolo dei cittadini, responsabili tanto quanto gli amministratori nella cura e il rispetto. Il comitato è formato da circa dieci persone e intende crescere numericamente per continuare il suo operato compatibilmente con gli impegni di tutti. E’ basato sulla partecipazione volontaria e spontanea, per questo ha bisogno di coloro i quali volessero occuparsi di ciò che gli appartiene. In fondo la cosa pubblica riguarda ognuno di noi!

 

https://firmiamo.it/programmare-il-verde-pubblico-a-potenza

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Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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