AI CEPPI, A VITA !

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La vicenda Pittella può diventare un history case giuridico sulla corrette motivazione delle misure cautelari. Non per il merito, sul quale nessuno  ha diritto di pronunciarsi se non la Magistratura stessa, ma per le parole, le frasi e le considerazioni che si scrivono intorno al merito e che lasciano in chi le legge dubbi e perplessità. Rigettando un ulteriore ricorso dei difensori di Marcello Pittella , diretto ad ottenere una attenuazione delle misure cautelari, passando dai domiciliari al divieto di dimora a Potenza ( cosa che comunque non consentirebbe allo stato la ricandidatura del Governatore) il Gip scrive che “ l’assunto difensivo …circa l’impossibilità ( di Pittella ndr) di ricandidarsi non riesce a superare le motivazioni svolte nell’ordinanza in tema di pericolo di reiterazione, giacchè fondatesi non solo sul ruolo di Governatore ma sulla sua capacità di collettore politico di imporre le sue direttive in considerazione del potere acquisito in ambito locale , a prescindere da ogni possibilità di ricandidarsi”. Cioè si dice che , candidabile o non candidabile, questo signore è talmente potente che , appena ha la possibilità di rapportarsi con chicchessia, di parlare , può commissionare nuovi reati. Con Totò Riina sono stati più cauti . Qui non si tratta di difendere una persona, né di buttare fango su una Istituzione che comunque lavora per garantire sicurezza e giustizia ai cittadini, ma si tratta di capire se un Ufficio sta adoperando imparzialità, oggettività, trasparenza o se invece sta dimostrando accanimento e  scopi che non sono quelli che attengono ai singoli reati, ma alla eliminazione di un soggetto dalla scena pubblica. E questa history case si sta giocando sui tempi, o meglio sulla corsa binaria del tempo della politica, con le sue regole ormai prefissate, e quello della Magistratura che, in questo caso, sembra sembra modulabile a seconda dei fini. Così’ come si gioca  sulle parole con considerazioni giuridiche che si vestono di riflessioni sociologiche. Di potenti in libertà in grado di condizionare, ove volessero, le decisioni di enti, di dirigenti  e di arrivare al risultato per vie che potrebbe credersi legittime ma che tanto immacolate non sono, i cittadini di questa regione ne conoscono tanti. Evidentemente c’è qualcuno all’interno del Palazzo di Giustizia che non sa che cosa è la vita e come viene quotidianamente alimentato il suo lavoro di magistrato. Che Pittella venga giudicato e condannato ci sta , ma che la pena inflitta sia una sua eliminazione studiata dalla scena politica non tocca alla magistratura ma agli elettori. Come non vale la riflessione secondo cui Pittella ha interpretato un ruolo di potere così come lo avevano fatto in passato, non deve valere neanche il concetto che uno deve pagare per tutti o che deve pagare perchè fa politica.  La moralizzazione della vita pubblica è una esigenza che i cittadini avvertono con grande urgenza, ma la moralizzazione passa attraverso una corretta interpretazione dei ruoli e comportamenti inappuntabili dal punto di vista etico e professionale. Altrimenti è lo scontro tra poteri, non nel senso costituzionale del termine, ma in quello sociologico, di gioco di potere sul territorio lucano. Rocco Rosa

 

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Sull' Autore

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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