Ormai il Potenza è nel pieno caos e non si intravede nessuno spiraglio per il futuro prossimo e lontano. Anche la possibilità dell’autogestione della quale si è discusso mercoledi scorso nello spogliatoio rossoblù per l’interessamento dell’ex direttore generale Saponara e di un paio di consiglieri comunali di Potenza che hanno avuto un abboccamento con il resto dell’organico che ancora rimane in città, deve essere respinta con forza perché non sarebbe che l’ennesimo tentativo di togliere le castagne dal fuoco a Vangone e Vertolomo. E ci mancherebbe altro che lo stesso Vangone, di fronte a questa ipotesi, illustratagli telefonicamente da Saponara, non avesse dato il suo assenso perché lo solleverebbe da tutte le incombenze, soprattutto economiche, per il periodo in cui si attuasse l’autogestione. E gli consentirebbe anche di guadagnare tempo per continuare a guardarsi intorno e valutare tutte le possibilità, ovviamente quelle più convenienti ai suoi interessi, per liberarsi, perché di questo si tratta, del Potenza. Per questo è necessario che i tifosi tutti non cadano nel tranello e rimangano fermi sulle loro legittime posizioni di non frequentare il Viviani fino a quando questi due signori non scompaiono definitivamente da Potenza. Non si capisce nemmeno questo eccessivo interventismo di Michele Saponara che ormai avrebbe dovuto, già da diverso tempo, prendere definitivamente le distanze dai due presidenti per tutte le nefandezze che hanno compiuto in questi quattro mesi e delle quali l’ex direttore generale è stato testimone e protagonista attivo per la carica che ricopriva. Assicurando ai due campani un aiuto concreto che non meritavano affatto. Non regge nemmeno più l’idea che non bisogna abbandonare il Potenza al suo destino e che bisogna cercare di salvare il salvabile. Nella fattispecie la permanenza in serie D. Lo ripetiamo da tempo e siamo ancora più convinti che questa evenienza non sarebbe assolutamente un dramma, naturalmente sportivo, per la città di Potenza. Fino a prova contraria, in questa situazione drammatica il Potenza è stato trascinato da Vangone e Vertolomo e loro si devono assumere l’onere, se ne hanno le capacità, di continuare a gestire la società fino al termine della stagione e se come hanno sempre detto, non faranno mai fallire una loro azienda, è bene che lo dimostrino con i fatti concreti. Mantenendo fede agli impegni economici presi con i tesserati per i quali, è bene ricordarlo, lo stesso Vangone aveva espresso le sue preoccupazioni nel corso della conferenza stampa dopo la gara con la Gelbison arrivando a dire che chiunque avesse acquistato il Potenza, si sarebbe dovuto assumere l’onere di saldare i costi dei rimborsi spese di 7 mesi per un importo di 280 mila euro. Volendo fare addirittura credere, con questo concetto patetico, che lui ci teneva eccome al futuro del gruppo dei giocatori. Un’altra bugia clamorosa tra le tante che siamo stati costretti ad ascoltare da parte di Vangone e Vertolomo che non sanno nemmeno loro che cosa fare per liberarsi del Potenza. Atteso che non voler più interessarsi della società rossoblù è l’unico concetto chiaro che sono riusciti ad esprimere da quando fanno, si fa per dire, calcio a Potenza. Ma fino a quando continueranno a frapporre tanti ostacoli ad iniziare una trattativa, nonostante l’impegno tenace del sindaco De Luca di trovare una soluzione, con le cordate interessate, in particolar modo con quella dei potentini, non debbono per niente pensare che un qualsiasi aiuto possa venire loro dalla nostra città. Anche perché siamo convinti che il futuro sportivo del Potenza sia l’ultimo dei pensieri che hanno per la testa. E quindi qualsiasi cosa succederà, che vadano avanti a gestire, che onorino doverosamente i loro impegni, che facciano il possibile per raddrizzare la barca che è ormai quasi sprofondata in mare, che riescano a trovare gli acquirenti che desiderano, sarà fatto solo per tutelare i loro interessi e nulla più. Per tutti questi motivi siamo contrari, lo ribadiamo con forza, nettamente all’ipotesi autogestione. Crediamo, invece, che Vertolomo e Vangone vadano messi di fronte alle loro responsabilità che sono tante. Tocca a loro e solo a loro decidere la sorte del Potenza con la speranza che un barlume di buon senso li possa portare a prendere la migliore o per meglio dire la meno peggio delle decisioni.( In copertina Michele Cannizzaro, pressato dai tifosi affinchè prenda in mano le redini della società)
POTENZA, NO ALL’AUTOGESTIONE!!!
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