Circa un mese fa abbiamo sostenuto come il problema del Potenza si chiamasse Biagioni. Si era nei giorni successivi al tonfo di Francavilla causato, in larga parte, dalle scelte scellerate del tecnico romano che in pratica consegnò la vittoria ai sinnici quando all’inizio della ripresa mise fuori il centrocampista Lucchese per fare entrare l’attaccante Bruno. Ma nel mese di gennaio avevamo lanciato, inascoltati, l’allarme dopo le due partite consecutive in casa contro il San Severo e il Manfredonia, entrambe pareggiate a mala pena. Invitando il tecnico a rivedere le sue idee tattiche. Per la verità già qualche dubbio ci era venuto dopo il derby casalingo con la Vultur Rionero del 27 novembre dello scorso anno, coinciso con la prima partita sul nuovo tappeto erboso del Viviani, che aveva visto un predominio assoluto, in termini di gioco e di occasioni, dei bianconeri del Vulture. Ed anche alla vigilia del derby di Picerno del 4 dicembre scorso avevamo invitato Biagioni a presentare una squadra maggiormente equilibrata. Invito reiterato con un altro articolo del 22 dicembre dal titolo ”Biagioni si dia una regolata” a commento della sconfitta interna con la Gelbison. Ma nonostante aver individuato il problema del Potenza in epoca non sospetta e del quale la maggior parte dei commentatori ha preso coscienza solo dopo i 90 minuti con l’Herculaneum e aver cercato, inutilmente, di fare cambiare idea all’integralista Biagioni, ad oggi dobbiamo dire che le cose non sono poi migliorate e che il problema sussiste ancora e probabilmente si può risolvere solo con una decisione estrema. Che ha il dovere di prendere il general manager Dionisio che ha la responsabilità delle faccende squisitamente tecniche nel nuovo gruppo che ha rilevato il Potenza. Non ci convince per nulla il tentativo di Dionisio di confrontarsi con il tecnico romano per “costringerlo” a recedere dalla sua filosofia di gioco e dargli un’altra possibilità per la delicata gara di domenica prossima sul campo dell’Agropoli. E’ un rischio troppo elevato che il Potenza non si può permettere di correre in questo particolare momento con la squadra situata in una preoccupante posizione di classifica e che, purtroppo, non riesce ad avere una continuità di rendimento e di risultati. Tra l’altro Dionisio ha voluto anche un incontro con la squadra nel quale ha espresso la sua insoddisfazione per il rendimento ed ha invitato tutti al massimo impegno nelle nove decisive partite che restano da giocare, a cominciare dalla trasferta di Agropoli domenica prossima. Del resto il ruolino di marcia del Potenza, targato Biagioni, parla da solo: 11 punti in 13 partite, frutto di 6 sconfitte, 5 pareggi di cui 4 in casa con avversari diretti e 2 sole vittorie. Come stiamo ripetendo da tempo immemore è finito il tempo della filosofia ed è arrivato il momento del sano realismo imposto dalle necessità impellenti e dall’esigenza primaria che il Potenza si deve attrezzare per il risultato costi quel che costi. Delle due l’una. O Biagioni ha una fiducia incrollabile sulle sue capacità taumaturgiche oppure non ha ben chiaro in quale situazione involutiva e preoccupante si trova la sua squadra. Come hanno dimostrato i 90 minuti giocati domenica scorsa con l’Herculaneum. Con un Potenza spento, sfiduciato, con scarse motivazioni e senza una precisa idea di gioco. Oltre che in evidente debito di ossigeno. Nonostante Esposito e compagni abbiano potuto contare sul sostegno dei tifosi della curva ritornati al Viviani dopo oltre due mesi e mezzi di protesta contro V & V. Non ce l’abbiamo assolutamente con Biagioni del quale comprendiamo anche le notevoli difficoltà nelle quali si è mosso da quando è alla guida del Potenza. Ma adesso occorrerebbe una scossa per invertire la marcia e per tirare via dalle secche della classifica il Potenza
POTENZA , IL PROBLEMA E’ BIAGIONI
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