VALERIO LOTTINO
La partita di domenica contro il combattente Nardò ha di sicuro acceso un campanello di allarme in casa rossoblu: il Potenza sembra aver perso lo smalto di inizio stagione. Nelle ultime tre partite i punti raccolti sono stati due, frutto di due pareggi casalinghi e dell’ormai rinomata sconfitta in casa del Picerno. Conseguenza di questo periodo infelice è stata la perdita della testa della classifica a favore della Cavese, vero rullo compressore, e il fiato sul collo da parte dell’Audace Cerignola.
Ma a preoccupare in casa rossoblu non è tanto la classifica, comunque ottima considerando da dove siamo partiti quest’estate, quanto la momentanea incapacità del Potenza nel ritornare alla vittoria. Se contro il Gravina e il Picerno ci si poteva aggrappare a qualche flebile giustificazione, contro i neretini assolutamente no: punti come quelli persi ieri fanno male alla classifica e al morale della squadra, che da qualche partita sembra aver perso convinzioni e lucidità. Se le ambizioni del Potenza sono quelle che tutti auspichiamo, il Viviani dovrà ritornare una vera e propria fortezza.
Detto questo bisogna però capire tutti, dall’allenatore alla società, dalla squadra ai tifosi, che assolutamente nulla è perduto e che l’obiettivo prefissato è lì a portata di mano. Ad inizio campionato chiunque, dal più ottimista al più pessimista, avrebbe firmato istantaneamente se gli avessero proposto un Potenza in questa posizione di classifica. Per questo bisogna liberarsi da questo deleterio disfattismo e mostrare vicinanza alla squadra. Inoltre, vedendo il bicchiere mezzo pieno, questo periodo negativo è coinciso fortunatamente anche con l’apertura del mercato di riparazione: se ci saranno delle correzioni da effettuare, sicuramente la società non si farà trovare impreparata.

Le critiche ci stanno e in democrazia tutti hanno il diritto di esprimere il proprio disappunto. La cosa fondamentale è che la critica sia costruttiva e mai distruttiva, altrimenti in un attimo si perde ciò che di buono si è fatto finora. La società sicuramente saprà come intervenire così come l’allenatore saprà utilizzare le parole giuste per motivare i propri giocatori in vista dell’insidiosa trasferta tarantina. Per raggiungere traguardi prestigiosi, i pezzi del puzzle devono perfettamente combaciare l’uno con l’altro e se un solo pezzo viene meno non si ottiene l’opera desiderata. D’altronde anche il motto che da sempre accompagna il leone rampante recita “u Putenza è semb nu squadron“: sempre, non solo quando le cose vanno bene.
